InsideOver è un sito di reportage, approfondimento e analisi su temi internazionali. Grazie ai nostri lettori abbiamo realizzato reportage in tutto il mondo.

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L'Iran ha assunto un team di psicologi di alto profilo per mediare la pace con Donald Trump. "Abbiamo aggiunto due psicologi di alto livello al gruppo consultivo dei negoziati, in modo da poter formulare messaggi rivolti al presidente Trump tenendo conto di come gestire quello che consideriamo un comportamento psicopatico”. Lo ha raccontato un funzionario iraniano coinvolto nei negoziati al giornalista di DropSiteNews Jeremy Schahill. Secondo la fonte iraniana, il coinvolgimento di professionisti psichiatrici ha portato a notevoli passi in avanti, fino all'annuncio di un'intesa raggiunta tra i due Paesi, dichiarata nella serata di domenica 14 giugno. Il compito degli psicologi era analizzare il comportamento del presidente americano e contribuire alla stesura dei messaggi che, attraverso i mediatori regionali, sarebbero arrivati sulla scrivania di Trump. Secondo la fonte, gli specialisti sono stati coinvolti dopo il primo round di colloqui bilaterali tenutosi a Islamabad ad aprile, quando le due parti hanno iniziato a scambiarsi le prime bozze di un possibile Memorandum d'Intesa. L'approccio, a detta di Teheran, avrebbe prodotto risultati tangibili. "Le reazioni di Trump sono migliorate sensibilmente da quando abbiamo iniziato a integrare le raccomandazioni degli esperti nelle nostre comunicazioni scritte", ha aggiunto la fonte, sottolineando come ogni parola sia stata studiata per ottenere una risposta più prevedibile e favorevole dal presidente statunitense. La notizia emerge mentre negli Stati Uniti continua il dibattito sulle condizioni fisiche e mentali del presidente. Nelle scorse settimane il Washington Post ha riferito che Trump è stato sottoposto a una visita medica particolarmente approfondita, durante la quale è stato esaminato da 22 specialisti, il numero più alto mai coinvolto nella valutazione di un presidente americano in un singolo controllo. #usa #iran #trump
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Il giornalista libanese Hadi Hoteit è stato preso di mira da un drone israeliano mentre documentava gli attacchi israeliani nel sud del Libano lunedì 15 giugno. Attacchi che continuano nonostante il cosiddetto “cessate il fuoco”. A raccontare l'accaduto è lo stesso reporter in un messaggio pubblicato su X subito dopo l'attacco: "I droni israeliani mi hanno preso di mira mentre stavo chiaramente filmando un servizio in uno spazio aperto, con tutti i contrassegni richiesti: l'auto con la scritta Press, il giubbotto e il casco identificativi. Sei schegge hanno colpito il mio corpo: una al petto destro, tre alla gamba destra e due alla gamba sinistra. Ora sto meglio. Prendere di mira i giornalisti è un crimine di guerra". Corrispondente della testata iraniana Press TV, Hoteit è ancora ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito da una munizione esplosiva. Le schegge lo hanno raggiunto al torace e a entrambe le gambe, provocandogli diverse ferite che hanno richiesto punti di sutura. I medici stanno monitorando possibili danni ai nervi che potrebbero compromettere il pieno recupero della funzionalità degli arti inferiori. Dal 2 marzo gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso la giornalista Amal Khalil della testata Al-Akhbar, Ali Choeib di Al-Manar e Fatima Ftouni di Al Mayadeen. Dopo essere rimasta intrappolata per ore sotto le macerie, la fotoreporter Zeinab Faraj di Al-Akhbar è sopravvissuta all'attacco che è costato la vita a Khalil. A marzo il giornalista @SweeneySteve era sopravvissuto a un drone israeliano che lo aveva preso di mira. L'attentato contro @HadiHtt è avvenuto il giorno dopo l’accordo tra Iran e Stati Uniti che comprende anche la sospensione degli attacchi israeliani in Libano. Dal 2 marzo l’IDF in Libano ha ucciso 3.798 civili, feriti 11,781. Dal 2023, Israele ha ucciso almeno 27 giornalisti in Libano e ne ha feriti decine. #journalistsarenotatarget #lebanongenocide
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Ci si era messa di “tutto impegno”, eppure l’UE proprio non ce l’ha fatta a sanzionare neanche il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir. Eppure tutte le cancellerie europee gridavano all’orrore e fingevano indignazione per il ministro israeliano dopo che questi si era fatto riprendere mentre vessava gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati da Israele a maggio: incaprettati, bendati, con fascette ai polsi, con Ben Gvir che urlava “Benvenuti in Israele, qui comandiamo noi”. E a quel punto hanno cercato di farci credere che il problema di Israele è Ben Gvir e il trattamento riservato alla Flotilla. Non il genocidio in corso a Gaza, non la pulizia etnica della Cisgiordania occupata, non l’invasione inarrestabile in Libano e l’occupazione illegale della Siria. Eppure tanta indignazione pare non sia comunque bastata: il 15 giugno il Vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, ha annunciato che gli Stati membri dell'Unione Europea non sono riusciti a raggiungere un accordo sulle proposte di sanzioni contro Ben Gvir. Poiché era richiesta l'unanimità, la proposta non ha ottenuto la piena approvazione. Kallas non ha specificato quali Stati si siano rifiutati di aderire alla proposta ma si ritiene che Germania, Austria e Repubblica Ceca siano tra i Paesi contrari. Insomma tanto impegno per nulla! Nessuna sanzione per il ministro che invoca la cancellazione del popolo palestinese e attua la pena di morte per cittadini di una determinata etnia. Eppure l’indignazione dell’UE era tanta! Dai provaci ancora, forse la prossima volta ce la farai a capire che il problema non è Ben Gvir. Ma l’impunità di cui gode Israele. #UE #gazagenocide #lebanongenocide #westbankunderattack
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Why is the US considering mandating intelligence sharing with Israel at the exact moment Israel was caught spying on senior US officials so aggressively that one source described the operations as "unhinged"? Section 622 of the Senate Intelligence bill, “United States-Israel Intelligence Sharing Enhancement,” would do exactly that. It would require the president to expand intelligence sharing with Israel across virtually every topic of interest in the Middle East, with almost no ability to suspend it. The latest Always at War breaks it down. youtube.com/watch?v=uh3vNmSc…
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“L’operazione perfetta: coordinamento, tempismo e precisione su una scala senza precedenti”. E ancora: “L’arresto di Maduro fa nascere una speranza a lungo repressa tra milioni di venezuelani dentro e fuori dal Paese”. È quanto si legge in riferimento al rapimento del presidente venezuelano — orchestrato dall’amministrazione Trump — sul canale di informazione La Tilde. Il sito si presenta come un canale di notizie indipendente ma secondo un’inchiesta del media americano The Intercept, è una piattaforma creata dal Pentagono con l’obiettivo di diffondere in America Latina propaganda filo-statunitense, attraverso contenuti creati con l’intelligenza artificiale. Il canale propone articoli destinati a un pubblico latinoamericano, sia in spagnolo che in inglese. Molti, focalizzati sulle operazioni statunitensi nell’area, hanno un tono smaccatamente celebrativo. Altri ancora sembrano rivolgere velate critiche ai governi progressisti della regione, come quello colombiano. Secondo un funzionario della difesa a conoscenza delle operazioni di informazione statunitensi, La Tilde è gestita come piattaforma di messaggistica militare per il Comando delle Operazioni Speciali del Sud degli Stati Uniti, o SOCSOUTH, che svolge missioni delle forze speciali in tutto il Sud e Centro America e anche nei Caraibi. Al momento, non ci sono elementi che colleghino in modo documentato La Tilde alla “unità di giornalismo digitale” o “cellula di informazione” descritta nei leak dell’Hondurasgate, il piano di Usa e Israele per destabilizzare i governi progressisti dell’America Latina. Ma il sito è chiaramente legato a infrastrutture mediatiche di soft power USA, tassello della decennale guerra psicologica di Washington in America Latina attraverso disinformazione, propaganda e fake news. it.insideover.com/media-e-po… #us #fakenews #southamerica
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Libano: un autista libanese è stato ucciso nel primo attacco israeliano da quando gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. Il raid si è verificato dopo ripetute violazioni del cessate il fuoco, che hanno causato quasi 4000 civili libanesi e la distruzione di infrastrutture non militari. Diversi funzionari israeliani hanno attaccato l’accordo USA-Iran. Il ministro della Sicurezza Nazionale, Ben Gvir ha scritto su X post: "L'accordo di Trump non ci vincola... non siamo partner di questo accordo". #lebanongenocide
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Privato delle sue risorse naturali, tormentato da gruppi armati e dalla fame, il Congo oggi vive l’ennesima tragedia che colpisce la sua popolazione: ebola. A circa un mese dalla segnalazione dei primi casi nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), l’epidemia continua a diffondersi tra la popolazione: 676 casi e 136 decessi. Una diffusione inizialmente silenziosa ha complicato gli sforzi di contenimento, permettendo al virus di attecchire in tre province già flagellate da altre problematiche, in una delle regioni più povere al mondo. Nel 2018 siamo stati in Congo con Marco Gualazzini e Daniele Bellocchio per raccontare l’emergenza Ebola. Oggi vogliamo tornare sul campo per documentare questa nuova crisi sanitaria e le sue conseguenze sulle comunità locali. Il giornalista congolese Akilimali Saleh Chomachoma, già fixer di Gualazzini e Bellocchio nel reportage “Ebola, The Outbreak”, vuole andare a Bunia, epicentro dell’epidemia, per raccontare l’ennesima tragedia di questa terra martoriata. Se pensi che sia importante parlare di Congo, sostieni questo reportage con una donazione all’Associazione per il Giornalismo indipendente – paypal.com/donate/?hosted_bu… Credits foto: Marco Gualazzini #congo #ebola
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I missili Zirkon su Kiev, i combattimenti a Kostyantinivka: che cosa ci dicono della guerra in Ucraina Quale delle due guerre di logoramento avrà più fiato? Quella aerea degli ucraini o quella terrestre dei russi? Vediamo le situazioni. Leggi l'articolo di @fulvioscaglione qui 👉 it.insideover.com/guerra/i-m… #insideover #ucraina #russia #guerra #missili #geopolitica #difesa
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Centinaia di manifestanti hanno marciato davanti all’ambasciata statunitense a Manila durante le celebrazioni per la Festa dell’Indipendenza delle Filippine, il 12 giugno 2026, chiedendo il ritiro delle truppe americane, la fine dell’espansione delle basi militari e della cooperazione militare con Washington. Organizzate dal partito di sinistra BAYAN e da gruppi alleati, le proteste condannano la crescente presenza militare degli Stati Uniti nel Paese. I manifestanti denunciano l’aumento delle esercitazioni congiunte, la concessione alle forze americane dell’utilizzo di basi sul territorio filippino e la creazione di un polo industriale hi-tech collegato alla cosiddetta Pax Silica, coalizione annunciata lo scorso dicembre dall’amministrazione Trump con l’obiettivo di ridurre il predominio della Cina sulle catene di approvvigionamento di semiconduttori e infrastrutture di intelligenza artificiale. “Come possiamo raggiungere l’indipendenza quando forze straniere sono libere di usare le nostre città e comunità come campo di addestramento e base operativa per le loro esercitazioni belliche?”, ha dichiarato Raymond Mong de Vera Palatino, giornalista e attivista, segretario generale di Bagong Alyansang Makabayan, una rete di organizzazioni politiche. Le proteste contro la presenza militare statunitense non sono nuove. Già il 1° maggio scorso oltre 10mila persone erano scese in piazza a Manila contro le esercitazioni militari congiunte tra Filippine e Stati Uniti. Durante le proteste era stato anche bruciato un fantoccio del presidente statunitense Trump. Come scrive Federico Giuliani su InsideOver, l’alleanza tra Stati Uniti e Filippine si sta espandendo oltre la tradizionale cooperazione militare, abbracciando la politica industriale e la produzione avanzata. Questo si aggiunge a presenza statunitense ritenuta sempre più invasiva e accusata di minare la sovranità delle Filippine, utilizzate come cruciale base logistica e militare USA nel Sud-Est asiatico in chiave anti-cinese . it.insideover.com/politica/l… #philippines #us
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Nella notte tra il 14 e il 15 giugno, la Russia ha lanciato un massiccio attacco con missili e droni contro diverse città ucraine, causando almeno nove morti e una trentina di feriti. I bombardamenti hanno inoltre lasciato senza elettricità circa 140.000 abitazioni e provocato gravi danni a infrastrutture civili e siti di valore storico e religioso. Gli attacchi, in particolare, hanno innescato un grave incendio nella Cattedrale della Dormizione, parte del monastero delle Grotte di Kiev, conosciuto anche come Kyiv-Pechersk Lavra, patrimonio dell'UNESCO. Il metropolita Epifanio di Kiev, guida della Chiesa ortodossa d’Ucraina, ha definito l’accaduto “un crimine contro la storia e contro il cristianesimo”. Mosca respinge le accuse, sostenendo che l’incendio è stato provocato dalla caduta di un missile Patriot lanciato dalla difesa aerea ucraina. Per il suo valore storico e culturale, la Kyiv-Pechersk Lavra è iscritta nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Nel 2023 il sito è stato inserito anche nell'elenco dei patrimoni in pericolo “a causa della minaccia di distruzione rappresentata dall’offensiva russa”. Commentando l'attacco russo, il presidente ucraino Zelensky ha chiesto una risposta “decisiva e significativa”, rivolgendo un appello ai leader del G7 riuniti in questi giorni a Évian, in Francia. “La comunità internazionale deve fare maggiore pressione sull'aggressore e maggiore assistenza all'Ucraina in materia di difesa aerea, principalmente con missili antibalistici" ha dichiarato Zelensky. #ukraine #russia #zelensky
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Dassault saluta Airbus: l'eurodrone puo attendere Il disimpegno francese rispetto al progetto di drone europeo non è solo una questione contrattuale ma una questione strategica. Leggi l'articolo di Giuseppe Gagliano qui 👉 it.insideover.com/difesa/das… #insideover #difesa #aerospazio #eurodrone #francia #industria #militare
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Dai semiconduttori allia perche italia e corea del sud rafforzano la loro partnership Lee Jae Myung, in visita in Italia, ha elevato i rapporti con Roma a partenariato strategico speciale. Ecco i dossier più caldi. Leggi l'articolo di @Fede0fede qui 👉 it.insideover.com/politica/d… #insideover #politica #semiconduttori #ia #coreadelsud #partnership #geopolitica
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Territori palestinesi cosi fifa e uefa legittimano le squadre degli insediamenti israeliani illegali Un rapporto di Scottish Sport for Palestine rivela come FIFA e UEFA stiano normalizzando l'occupazione israeliana in Cisgiordania. Leggi l'articolo di @MariannaLentini qui 👉 it.insideover.com/societa/te… #insideover #societa #mediooriente #calcio #fifa #uefa #geopolitica
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Dati biometrici per la polizia e Palantir italiane: la strategia IA del governo Meloni Con questi chiari di luna, di un’azienda di Stato che sviluppi un'intelligenza artificiale pubblica non si concepisce neppure l’idea. Leggi l'articolo di Alessio Mannino qui 👉 it.insideover.com/politica/d… #insideover #politica #ia #sicurezza #dati #governo #tecnologia
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Durante un'intervista del 14 giugno 2026, il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha confermato che gli Stati Uniti intensificheranno gli attacchi militari in America Latina. Alla domanda della giornalista se gli americani debbano aspettarsi operazioni simili a quella condotta in Venezuela anche in Paesi come Ecuador e Guatemala, Hegseth ha risposto: “Sì, dovrebbero. Si chiama Coalizione Anti-Cartello delle Americhe, A3C, e la stiamo formando con i governi partner di tutto il Centro e Sud America per dare la caccia, sconfiggere e distruggere le organizzazioni terroristiche straniere e i cartelli della droga”. L’omicidio di Guerrero fa parte di una più ampia campagna USA nei Caraibi e nel Pacifico condotta da settembre 2025: da allora gli Stati Uniti hanno bombardato imbarcazioni nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico orientale con l’accusa, non sostenuta da alcuna prova, che fossero navi di narcotrafficanti. Nei raid gli Usa hanno ucciso oltre 200 civili in operazioni extragiudiziali. Le dichiarazioni di Hegesth arrivano pochi giorni dopo l'uccisione, in un raid aereo statunitense in Venezuela, di Niño Guerrero, leader del gruppo criminale venezuelano Tren de Aragua, classificato dall'amministrazione Trump come organizzazione terroristica straniera (Fto). L’attacco a Guerrero è un nuovo capitolo della cooperazione tra il nuovo governo venezuelano di Delcy Rodriguez, sostituita di Maduro, destituito dopo l’attacco del 3 gennaio che portò alla cattura dell’ex presidente venezuelano. Hegseth ha anche descritto una nuova "Coalizione americana contro i cartelli", formata con i governi filostatunitensi o da leader di destra pro-Trump dell’America Centrale e Meridionale: Argentina, Bolivia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guyana, Honduras, Panama, Paraguay e Trinidad e Tobago. La coaliazione, secondo gli USA, serve a sconfiggere e distruggere" i gruppi che Washington designa come organizzazioni terroristiche straniere, presentandola come una rinascita della Dottrina Monroe: "Stiamo riprendendo il controllo del nostro emisfero". it.insideover.com/criminalit… #usa
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Dopo oltre due mesi, il cessate il fuoco diventa accordo di pace: Usa e Iran hanno concordato di porre fine alla Terza guerra del Golfo attraverso la mediazione di Qatar e Pakistan. "Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e definitiva delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso quello libanese", ha scritto il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif Sharif su X. Ma il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è però affrettato a specificare che Israele non è vincolato dalla clausola sul Libano. Secondo fonti israeliane, Netanyahu ha comunicato a Trump che l’IDF non si ritirano dal Libano e continueranno a “operare per contrastare le minacce di Hezbollah”. Dal 2 marzo l’IDF ha ucciso 3.783 persone in Libano. Tra cui almeno 245 bambini, 339 donne, 135 operatori sanitari. Oltre 14.000 feriti. A poche ore dalla finalizzazione dell’accordo USA-Iran, domenica 14 giugno, Israele ha bombardato periferia meridionale di Beirut, Dahiyeh uccidendo almeno tre persone. L’Iran aveva minacciato ritorsioni per l’attacco ma ha infine annullato i suoi attacchi missilistici contro Israele in seguito all'intervento di Trump. L’accordo, che verrà finalizzato il 19 giugno, prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz con l’Iran che si impegna a sminarlo nei primi 30 giorni e a non imporre pedaggi per 60 giorni. In quei 60 giorni, l’Iran avrà una temporanea esenzione sulle sanzioni dopo inizieranno i colloqui sul nucleare. Parlando dell’accordo ad Al Jazeera il giornalista israeliano Gideon Levy ha dichiarato: “Non vedo come possa funzionare perché Israele è ancora in Libano, non ha intenzione di ritirarsi e, finché le truppe saranno lì, non ci sarà un 'cessate il fuoco totale' perché ci sarà sempre resistenza all'occupazione israeliana del Libano." L giornalista @cbonneauimages ha più volte specificato che Israele in Libano sta compiendo atti di genodicio. #lebanongenocide #iran #usa #israel
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Qual è la differenza tra il terrorismo israeliano e quello palestinese? Un camioncino Toyota pieno di terroristi vestiti di nero, con un passamontagna sul volto. No, non sono militanti di Hamas. E no, non sono immagini del 7 ottobre, nonostante la somiglianza. Provengono dalla Cisgiordania occupata e quelli a bordo del pickup sono terroristi israeliani. Hanno assalito e ferito otto palestinesi nella città di Huwara. Dai filmati divulgati si vede anche un soldato in uniforme che, insieme ai coloni, picchia due uomini con delle mazze. Coloni e soldati insieme, perché molto spesso i due ruoli coincidono. Lo dice persino un’indagine ONU: “Le forze israeliane proteggono i coloni durante gli attacchi ai palestinesi. E questo equivale a un crollo de facto della distinzione tra coloni e soldati.” Il terrorismo israeliano è alimentato da un’ideologia teocratica: la stessa che Israele condanna ad Hamas e ad Hezbollah. Mentre continua ad coltivare il suo di terrorismo, finanziando i coloni con soldi, armi e terre palestinesi. I coloni israeliani stanno attuando una politica statale: attacchi terroristici sistematici volti alla pulizia etnica. Il ministro delle finanze Bezalel Smotrich, un colono che ha fatto decisamente carriera, non dimentica le sue origini e sogna infatti di spazzare via i palestinesi dalla Cisgiordania occupata. Su Huwara, la città palestinese di cui sopra, Smotrich ha detto: “Dev’essere cancellata”. #westbankunderattack
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Un documento realizzato dall’istituto di ricerca statunitense Yale School of Public Health ha documentato che l’esercito etiope ha fornito armi ed equipaggiamenti alle milizie ribelli sudanesi delle Forze di Supporto Rapido (RSF) accusate di genocidio in Sudan dall’ONU. Il materiale satellitare mostra veicoli modificati e riverniciati per essere poi spediti oltre confine, nella regione sudanese nel Blue Nile, dove le RSF ne prendono possesso. I pick-up armati con mitragliatrici tattiche sono diventati un’arma d’assalto per le RSF nella battaglia per il controllo del Blue Nile e i rifornimenti arriverebbero dalla base etiope di Asosa, a pochi chilometri dal confine fra le due nazioni. Questa base aerea rappresenta un fronte strategico cruciale nella guerra tra l’esercito sudanese (SAF) e le RSF, alleate nella zona con la fazione dell’SPLM-N di Abdelaziz al-Hilu, un signore della guerra locale che si è schierato con i ribelli. Da oltre 3 anni il Sudan è dilaniato da una feroce guerra civile che ha provocato circa 200.000 morti e almeno 13 milioni di sfollati. I cosiddetti governativi controllano circa il 70% del territorio nazionale ma restano sacche di resistenza nel Blue Nile e nel Kordofan, mentre il Darfur è totalmente nelle mani dei miliziani RSF guidati da Hemeti. Oggi la situazione appare catastrofica quasi ovunque ed i 13 milioni di sfollati, fra interni ed esterni, vivono in condizioni drammatiche. Le nazioni confinanti come Ciad, Sud Sudan, Eritrea ed Etiopia non sono in grado di reggere l’urto di centinaia di migliaia che hanno bisogno di tutto. Le Forze di Supporto Rapido sono finanziate anche dagli Emirati Arabi Uniti che attraverso un piccolo aeroporto del Ciad riforniscono di armi e soldi i miliziani di Hemeti. In diverse analisi open source, anche InsideOver ha confermato come i traffici di munizioni e armi che arrivano in Sudan per rifornire le RSF sono a firma emiratina. #rsf #sudan
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Il gigantismo del Mondiale di calcio americano targato Trump- Infantino, con il suo finto multipolarismo, costruito per celebrare le smanie di grandezza della Casa Bianca, sembra il frutto del delirio di un pubblicitario a caccia di nuovo pubblico. E ci fa dire senza mezzi termini: a questo Mondiale è meglio non esserci. Intanto perché non si capisce perché la Uefa continui a bandire i calciatori russi dalle competizioni internazionali ma spedisce i suoi giocatori negli Stati Uniti. Tutti d’accordo nel condannare l’invasione russa dell’Ucraina ma gli attacchi Usa contro l’Iran (cominciato con un negoziato in corso) invece tutto bene? FIFA non pervenuta. E a giudicare dai numerosi episodi xenofobi contro giocatori, arbitri, giornalisti di Paesi come Somalia, Uzbekistan, Iraq, sembra che questo Mondiale sia stato organizzato dall’ICE,  la polizia anti-migranti che a gennaio ha ammazzato a sangue freddo due cittadini USA. Qualche piccola ma bella consolazione in questi Mondiali l’abbiamo trovata! Come i tifosi della Bosnia-Herzegovina che sulla strada dello stadio scandiscono in mondovisione “Palestina! Palestina!”. O le famiglie dei desaparecidos (135 mila!) del Messico, che hanno trasformato in un commovente memoriale lo stadio dando una lezione per il mondo. 👉🏻Fai like sulla nostra pagina e seguici su insideover.com #wordwordcupusa2026 #uefa #fifa #usa
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