A metà giugno il Sole è quasi al massimo, il Mediterraneo, però, no.
Siamo ormai ad un passo dal solstizio, la radiazione solare è molto forte, le giornate sono lunghe e le aree interne possono scaldarsi rapidamente, soprattutto quando arrivano masse d’aria subtropicali, cielo sereno e ventilazione debole. La terraferma risponde in fretta, si scalda in poche ore, perde umidità, accumula calore nei bassi strati e può portare le massime molto in alto, specie nelle pianure e nelle conche interne.
Il mare invece ha un’altra inerzia, si scalda molto più lentamente, perché l’acqua ha una capacità termica elevata, si mescola in profondità, evapora e distribuisce il calore su uno strato più spesso, per questo il Mediterraneo raggiunge di solito il suo massimo termico più avanti, tra fine estate e inizio autunno, non a metà giugno. Questo è il motivo principale per cui nella stessa fase calda, una città interna può salire rapidamente verso 34-36°C, mentre una località costiera resta più contenuta nelle massime. Non perché "non faccia caldo", ma perché il mare, in questa fase della stagione, lavora ancora come regolatore termico. Un esempio pratico è ciò che accadrà in Sardegna nei prossimi giorni dove le massime nelle località costiere resteranno contenute entro i 30 °C mentre nelle zone interne di pianura si arriverà fino a 35-36 °C.
L’estate non entra ovunque nello stesso modo, la terra corre mentre il mare arriva dopo.