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Replying to @boni_castellane
da noi non si farà, c'è una proposta di legge per il divieto agli under 14 che giace dimenticata in parlamento. valditara può dire quel che vuole.
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Colpo di scena durante una rappresentazione di Romeo e Giulietta a Smirne, in Turchia. Nel momento più drammatico del balletto, mentre Romeo giace senza vita sul palcoscenico, un gatto rosso fa il suo ingresso e si accovaccia accanto al ballerino, iniziando a giocare con i suoi capelli. La scena prosegue senza interruzioni: Giulietta, disperata per la perdita dell'amato, trascina il corpo di Romeo lontano dall'animale, che per nulla intimorito si allontana e si sistema comodamente su uno sgabello in piena vista. L'insolita comparsa strappa sorrisi e risate al pubblico, trasformando per qualche istante la tragedia shakespeariana in un irresistibile siparietto comico.
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#oltrelultimomiglio “Anche lui lo sa”. Non è un errore né un delirio, ma il sussurro registrato in auto il 14 aprile 2025, quando Andrea Sempio credeva di parlare da solo. Dentro quell’abitacolo, il presunto assassino di Chiara Poggi non si confessa: si tradisce. Perché quel “lui” non è Dio né la polizia: è un complice, un custode del silenzio. E quel custode ha un nome: Marco Poggi, fratello della vittima e migliore amico di Sempio. Per diciannove anni ha detto di non sapere, ma gli inquirenti lo definiscono “ostile”. Nel soliloquio intercettato, Sempio rivela: il video intimo di Chiara lo guardò “dal cellulare di un altro”. Uno che “lo sa”. 13 agosto 2007. Il corpo di Chiara giace sulle scale, colpita dodici volte. Sul pavimento, un’impronta di scarpa taglia 42. Sempio porta il 44. La difesa esulta: incompatibile. Ma allora di chi è quel piede? La Procura tace: ammettere un secondo paio di scarpe significherebbe aprire la porta a un secondo uomo. Il DNA? Sotto le unghie di Chiara c’è traccia compatibile con Sempio. Ma nella sua bocca c’è DNA ignoto: non è il fidanzato Stasi, non è Sempio, nessuno dei sospettati. Avrebbe dovuto essere comparato con Michele Bertani? Amico della cerchia e che scrisse: “La verità non emergerà mai”. Bertani si è suicidato nel 2016, portandosi via la verità? Poi le sorelle K, cugine di Chiara. L’11 agosto 2007, due giorni prima dell’omicidio, Paola tenta il suicidio. Dopo il delitto, Stefania ammette di sapere del video intimo, Paola nega. 2 sorelle, 2 verità opposte. E l’arma del delitto non è mai stata trovata. Non c’è un complotto, ma un atto violento in un ecosistema di silenzi complici. Un ragazzo che colpisce, un amico che protegge, testimoni che dimenticano, un uomo che preferisce morire. La tesi ufficiale è comoda: un solo assassino, movente sessuale. Ma la cronaca restituisce un quadro più sporco: un delitto commesso da uno, conosciuto da molti, custodito da tutti. Chiara è morta 2 volte: sotto i colpi e ogni giorno in cui chi sapeva ha scelto di non dire. E quel “lui” che sa forse è ancora là fuori. “Anche lui lo sa”. Non è un errore né un delirio, ma il sussurro registrato in auto il 14 aprile 2025, quando Andrea Sempio credeva di parlare da solo. Dentro quell’abitacolo, il presunto assassino di Chiara Poggi non si confessa: si tradisce. Perché quel “lui” non è Dio né la polizia: è un complice, un custode del silenzio. E quel custode ha un nome: Marco Poggi, fratello della vittima e migliore amico di Sempio. Per diciannove anni ha detto di non sapere, ma gli inquirenti lo definiscono “ostile”. Nel soliloquio intercettato, Sempio rivela: il video intimo di Chiara lo guardò “dal cellulare di un altro”. Uno che “lo sa”. 13 agosto 2007. Il corpo di Chiara giace sulle scale, colpita dodici volte. Sul pavimento, un’impronta di scarpa taglia 42. Sempio porta il 44. La difesa esulta: incompatibile. Ma allora di chi è quel piede? La Procura tace: ammettere un secondo paio di scarpe significherebbe aprire la porta a un secondo uomo. Il DNA? Sotto le unghie di Chiara c’è traccia compatibile con Sempio. Ma nella sua bocca c’è DNA ignoto: non è il fidanzato Stasi, non è Sempio, nessuno dei sospettati. Avrebbe dovuto essere comparato con Michele Bertani? Amico della cerchia e che scrisse: “La verità non emergerà mai”. Bertani si è suicidato nel 2016, portandosi via la verità? Poi le sorelle K, cugine di Chiara. L’11 agosto 2007, due giorni prima dell’omicidio, Paola tenta il suicidio. Dopo il delitto, Stefania ammette di sapere del video intimo, Paola nega. 2 sorelle, 2 verità opposte. E l’arma del delitto non è mai stata trovata. Non c’è un complotto, ma un atto violento in un ecosistema di silenzi complici. Un ragazzo che colpisce, un amico che protegge, testimoni che dimenticano, un uomo che preferisce morire. La tesi ufficiale è comoda: un solo assassino, movente sessuale. Ma la cronaca restituisce un quadro più sporco: un delitto commesso da uno, conosciuto da molti, custodito da tutti. Chiara è morta 2 volte: sotto i colpi e ogni giorno in cui chi sapeva ha scelto di non dire. E quel “lui” che sa forse è ancora là fuori. instagram.com/oltrelultimomi…
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L' Australia è stato il primo Paese ad implementare un divieto assoluto sui social per i minori di 16 anni. Oggi arriva anche il Regno Unito, mentre Grecia e Spagna, stanno introducendo o finalizzando leggi simili per limitare l'accesso alle piattaforme digitali ai più giovani. Il dibattito si sta rapidamente espandendo anche altrove. Nazioni come Francia, Portogallo, Danimarca, Norvegia e Germania stanno valutando o strutturando iter legislativi per bloccare l'utilizzo dei social ai minori di 16 anni. Solo in Italia il governo è silente . Eppure giace in Parlamento una proposta di legge bipartisan (Madia-Mennuni) per tutelare i nostri minori. E’ ferma perché il governo non fa arrivare i pareri agli emendamenti al testo, tuttora in commissione al Senato. E’ il momento in cui anche l’Italia faccia la sua parte!
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Replying to @Hepicuro @erNenn0
Uno dei più grandi giacimenti (d'oro) giace ai piedi del monte Rosa, tanto per dire, ma si sa, da noi non si può...
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Miss Marple retweeted
Nelle pieghe della memoria, lì, dove il taciuto giace, l'esistenza infine respira il suo vero rovescio. #BricioleDiPensieri Taccuino
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Replying to @AcademySis61616
la tua giace bella dentro
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Verissimo. Ma ha fatto un data center (a Memphis) in 120 giorni dal green field. Noi in 120 giorni non tiriamo su nemmeno le firme per la revoca del permesso a costruire che ancora giace in qualche ufficio tecnico del comune in attesa che l’ingegnere integri il bollo mancante.
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Replying to @Corriere
Alle brutte notizie c’è sempre tempo… chi muore giace e chi vive si dà pace!!!@
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Erica retweeted
1 Sep 2025
Sotto il velo del mare giace un mondo sommerso, dove i sogni respirano insieme alle onde 🌊🌊
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❤Gℹ🅾️ℹ🅰️. retweeted
Qui giace e non ha pace #Garlasco #quartogrado
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Si però forse è giunto il momento di denunciare! Visto che la “mummia” giace nel sarcofago!
1) Silvestri (M5S) insulta @GiorgiaMeloni. 2) M5S pubblica un video pieno di bugie dette Giuseppe Conte con false immagini di Giorgia Meloni. 3) Meloni chiede signorilmente dove abbia preso quelle immagini. 4) Conte: “Così la butta in caciara!”. Un minimo di dignità no, eh? roma.corriere.it/notizie/pol…
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Marat Akhmerov @akhmerov_marat Sotto questo straccio si nasconde l’occupazione dell’Ichkeria, del Tatarstan e di altre repubbliche; l’occupazione dell’Abkhazia, dell’Ossezia del Sud, della Transnistria, della Crimea e di altri territori dell’Ucraina. La Russia significa sangue, sofferenza, dolore, vite distrutte e russificazione La Russia è il rashismo: un’ideologia di paura e morte *** LIBERATE IL TATARSTAN Il 12 giugno non è la nostra festa. Non è il Giorno della Libertà, né il Giorno della Pace, né il Giorno dei Popoli. Il 12 giugno è il giorno dell’impero rashista, costruito su menzogne, sangue, propaganda e occupazione. È il giorno della prigione delle nazioni. Il tricolore che issano non è un simbolo. È un lenzuolo bianco gettato sulla fossa comune dei popoli che Mosca ha saccheggiato, schiacciato e ridotto in schiavitù. Sotto questo straccio giace l’occupazione dell’Ichkeria, del Tatarstan, del Bashkortostan, della Kalmykia, della Buriazia, dell’Ingria e di altre repubbliche; l’occupazione dell’Abkhazia, dell’Ossezia del Sud, della regione della Transnistria, della Crimea e di altri territori dell’Ucraina. Dietro la parola “Russia” si nascondono sangue, sofferenza, dolore, vite distrutte, russificazione e cancellazione dell’identità. La Russia è Rashismo: un’ideologia di paura e morte. Questo è un giorno di guerra. Un giorno di colonialismo. Un giorno di un impero che teme la verità — e la brucia insieme a case, scuole e persone. Questo non è il nostro giorno. Non è la nostra festa. Non è il nostro Paese. Abbiamo le nostre repubbliche. Le nostre bandiere. Le nostre feste. La nostra storia. E verrà il giorno in cui sventoleremo ancora una volta non simboli di occupazione, ma le nostre bandiere — vere, libere e indipendenti. Ricorderemo le nostre feste. Ci riprenderemo i nostri nomi, la nostra terra, la nostra verità. E non celebreremo la “Giornata della Russia”, ma la Giornata dell’Indipendenza. La Giornata della Liberazione. La Giornata della Vittoria sull’Impero del Male. Il giorno della decolonizzazione e della deimperializzazione della Russia. E quel giorno arriverà sicuramente. t.me/free_tatar/160
Под этой тряпкой—оккупация Ичкерии, Татарстана и других республик; оккупация Абхазии, Южной Осетии, Приднестровья, Крыма и других территорий Украины. Россия—кровь, страдания, боль, сломанные судьбы, русификация Россия—это рашизм: идеология страха и смерти t.me/free_tatar/160
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