Vi risparmio il video pubblicato da Al Jazeera.
Lui si chiamava Mohammad Abu Giab ed era un pescatore di 15 anni di G@za.
Nel video in questione lo si vede tuffarsi nel mare che amava, ridendo e facendo il gesto con le dita della “Vittoria” insieme a un suo coetaneo. Entrambi felici.
Durante il bagno è stato ucciso con un’arma da fuoco delle forze isr@eliane al largo di Deir el-Balah.
Lo hanno riportato a riva su una specie di canoa: il corpo completamente insanguinato, immobile, privo di vita. Mentre in sottofondo si sente qualcuno urlare.
Il Sindacato dei Pescatori di G@za afferma che, da ottobre 2023, almeno 238 uomini e ragazzi sono stati uccisi da Isr@ele mentre stavano lavorando, nuotando, facendo quello che più amavano nel loro mare.
Duecentotrentotto: l’ennesima cifra che dimostra dove stia l’inferno in terra.
Jacopo Melio