La tutela dei minori e delle persone vulnerabili è una responsabilità che coinvolge l'intera comunità ecclesiale e richiede un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella promozione di una cultura della cura. Lo ha riaffermato questa mattina Papa
#LeoneXIV incontrando, nell'Auletta dell'Aula Paolo VI, prima dell'udienza generale, i partecipanti al Centro di Ricerca e Formazione per la Protezione dei Minori (CEPROME), provenienti da diversi Paesi dell'America Latina.
Il Pontefice ha ringraziato i presenti per il loro lavoro a favore della creazione di ambienti sicuri all'interno della Chiesa, in particolare per bambini, giovani e persone vulnerabili. "Perché ci sia una vera esperienza di amore con il Signore, abbiamo bisogno di spazi sicuri", ha sottolineato, ricordando che l'incontro con Cristo "lascia un segno positivo" nella vita delle persone e conduce verso una vita di amore e libertà, mentre le situazioni di abuso provocano "ferite traumatiche" che compromettono lo sviluppo umano e spirituale.
Richiamando il monito evangelico a non essere motivo di scandalo per i più piccoli, il Santo Padre ha ribadito che l'impegno per la protezione dei minori nasce direttamente dalla chiamata di Cristo. Il Papa ha inoltre ricordato quanto affermato durante il recente viaggio apostolico in Spagna, dove aveva richiamato l'attenzione sulla sofferenza di quanti sono stati feriti proprio da coloro che avrebbero dovuto prendersi cura di loro.
Di fronte a queste situazioni, ha spiegato, "la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con ascolto, verità, giustizia, riparazione e un impegno sempre più determinato nella prevenzione e nella cultura della cura". Una missione che riguarda anzitutto i pastori della Chiesa, ma che rappresenta "un mandato per tutti".
Il Pontefice ha quindi incoraggiato i membri del CEPROME a proseguire il loro servizio, rafforzando la collaborazione tra le Chiese locali e le istituzioni civili e promuovendo iniziative di prevenzione a tutela delle persone più fragili.
"Mi auguro che tutti gli spazi della Chiesa, fisici e virtuali, siano davvero luoghi di un fecondo incontro con Gesù Cristo, liberi dalla paura, dal sospetto e dalla sfiducia", ha concluso Leone XIV, affidando il loro lavoro alla protezione della Vergine Maria e impartendo la benedizione apostolica ai presenti e alle loro famiglie.