Una madre sola che sfidò tutto. Il 21 aprile 1912, a vent'anni, Alfonsina Storni diede alla luce Alejandro, il suo unico figlio, senza essere sposata. Essere madre nubile era socialmente inaccettabile e riprovevole per una donna. Non rivelò mai il nome del padre, sebbene sappiamo che era Carlos Tercero Arguimbau, un politico sposato molto più anziano di lei, che poi la abbandonò.
Tenne il bambino invece di abbandonarlo, come capitava non di rado fra le ragazze madri. Per sfuggire al pregiudizio in provincia, si trasferì a Buenos Aires, dove si inserì nell'ambiente intellettuale della capitale. Per mantenersi e crescere Alejandro, lavorò come cassiera in un negozio, attrice e regista di teatro, e maestra di scuola elementare. La sua condizione di ragazza madre, immigrata svizzera ticinese e socialista, la portò a una vita di aperta sfida contro i pregiudizi sociali e la morale vigente.
Alfonsina Storni divenne una delle voci più importanti della poesia argentina del XX secolo, autrice di spicco del postmodernismo e della letteratura femminile latinoamericana. Morì suicida a Mar del Plata, a 46 anni, dopo aver sofferto di cancro al seno e depressione. Il figlio Alejandro visse fino a quasi 100 anni, morendo nel 2009 a Buenos Aires.
Una donna che affrontò la vita da sola, lavorò duramente e sfidò i pregiudizi dell’epoca.