Nella storia soltanto due italiani hanno vinto un titolo NBA: Marco Belinelli da giocatore e Sergio Scariolo da assistente allenatore.
Ma se i primi due sono sempre stati ben noti al pubblico del basket, c’è un terzo che si è aggiunto l’altra sera e che da anni lavora come allenatore, come assistente, come player development, prima in NCAA tra Gonzaga e Arizona, poi in NBA ai Phoenix Suns e a Sacramento.
Ed è proprio a Sacramento che due anni fa Mike Brown lo ha voluto al suo fianco.
Quel Mike Brown che lo ha rivoluto con lui appena firmato ai Knicks la scorsa estate.
Pensate per un attimo ad un ragazzo di Olbia, che da giovanissimo vinceva scudetti giovanili con Datome, e poi, una volta capito che la sua strada sarebbe stata quella da coach, parte per gli USA, studia, si specializza, guarda migliaia di partite e di allenamenti, diventa capo allenatore in NCAA e poi vice in NBA, e qualche ora fa si ritrova su una sedia, dopo aver festeggiato con Brunson e Towns, dopo aver abbracciato Ben Stiller, dopo gioito con coach Mike Brown e tutto lo staff tecnico, in mezzo a fiumi di champagne, col titolo NBA in mano, un titolo che mancava ai Knicks da 53 anni, un titolo che ha vinto sedendo sulla panchina di una delle città più belle del mondo, un titolo che giovedì mostrerà con tutta la squadra a 10 milioni di tifosi previsti per la parata.
Quel ragazzo si chiama Riccardo Fois, è il terzo italiano a vincere un titolo NBA, ed in questo momento è probabilmente l’italiano più felice del mondo.