Tesi e Antitesi sulla Vaccinazione pilota in Veneto:
Dr Enrico Tolentinati:
“Le ilarità che MARCO COSENTINO (vice-presidente di "ContiamoCi") scrive sul suo sito Telegram (ved. più sotto) vanno esaminate punto a punto.
Sembra veramente incredibile leggere cose del genere:
1)-smentisce che i vaccini per l' Aviaria di polli e tacchini siano costituiti da m-RNA.
Il fatto è che sono stati proprio lui ed i suoi a dar risalto a questa fola per poi smentirla, cercando così di screditare il VERO dissenso;
2)-il buon COSENTINO raggiunge vertici poetici -giocando finemente sui termini in modo confondente- quando afferma che "non si tratta di vaccini a m-RNA e nemmeno a DNA/vettore adenovirale. È disinformazione della peggior specie affermare che sono vaccini uguali al covid AstraZeneca".
Premesso che il buon COSENTINO viene smentito dai suoi stessi (come vedremo più sotto), vediamo ora come funzionano la 1a DOSE e poi il RICHIAMO del vaccino per l' Aviaria di polli e tacchini, senza fare i fini giochetti confondenti sulle parole come fanno COSENTINO & C.
1a DOSE : un Herpesvirus di tacchino (HVT), vivo e biologicamente attivo, viene ingegnerizzato per trasportare all' interno del nucleo cellulare di polli e tacchini il DNA contenente l' informazione per trasformare la cellula in un reattore biologico e per farle produrre la proteina H5 del virus dell' Aviaria.
Ben si guardano COSENTINO ed i suoi dal precisare che tale DNA esogeno, trasportato all' interno del nucleo della cellula dal vettore (= trasportatore) virale HVT vivo e biologicamente attivo (un virus vivo non può far altro che entrare dentro la cellula, essendo un parassita intracellulare obbligato), viene trascritto in m- RNA dall' enzima RNA-polinerasi endogena.
Tale m- RNA esce dal nucleo entra nel citoplasma, raggiunge i ribosomi ed ivi gli fa sintetizzare la proteina H5 del virus dell' Aviaria.
Ed a tutt' oggi nessuno sa quali e quante cellule produrranno tale proteina virale, per quanto tempo, in quale quantità e che fine fa il DNA esogeno introdotto nel nucleo della cellula dal vettore (=trasportatore) virale ingegnerizzato (HVT).
Stesso identico meccanismo dell' Astrazeneca, con le uniche differenze che l' uno è rivolto all' uomo e l' altro ai volatili, che l' uno usa come vettore (=trasportatore) virale un Adenovirus di scimpanzè e l' altro un Herpesvirus di tacchino (HVT), che l' uno fa sintetizzare la proteina-S dello spike e l' altro la proteina H5 del capside.
Ma il meccanismo d' azione è lo stesso identico dell' Astrazeneca.
E con questo meccanismo non si sono mai vaccinati prima d' ora polli e tacchini, altro che "così ce li siamo mangiati da almeno vent' anni".
Scusate, ma se questa non fosse una novità perchè mai si parlerebbe di "progetto pilota"= sperimentale??
Con una tecnologia che si usasse da più di vent' anni non ci sarebbe proprio nessuna sperimentazione da fare.
Senza contare che inoculare in via sperimentale e per la prima volta un Herpesvirus vivo e biologicamente attivo non potrebbe esporre ad un' infezione cronica, vista la tendenza alla cronicizzazione degli Herpesvirus (come ben sanno tutti coloro che presentano l' Herpes Simplex labiale o l' Herpes Zoster cutaneo appena si stressano un pò)?!?
E speriamo che un virus vivo e biologicamente attivo non presenti mutazioni spontanee atte ad es. al salto di specie verso l' Uomo.
N. B. : fateci caso, i vari COSENTINO ed amici fanno il fine giochetto con i termini per cui non parlano più esplicitamente di ingresso del virus vettorizzato = trasportatore (HVT) dentro la cellula, ma di ingegnerizzazione di tale vettore virale per fargli esprimere la proteina H5, come se -invece di farla esprimere = produrre dalla cellula (come accade nella 1a DOSE)- la esprimesse direttamente sulla propria superficie (come accade nel RICHIAMO: ved. qui sotto).
Io mi sento letteralmente preso per dove mi siedo. E voi, no?”
L’appassionato attacco dell’amico e collega veneto prosegue👇
Tesi e Antitesi sulla vaccinazione pilota in corso in Veneto.
Non è un argomento che mi appassiona (forse perché non amo mangiare pollo o tacchino) ma qui abbiamo il Dr Dario Giacomini, Presidente di Contiamoci (VicePresidente il Prof. Cosentino e, se lo è ancora, VicePresidente Vanni Frajese) che inaspettatamente diventa con la sua associazione, paladino di questa sperimentazione vaccinale.
Seguirà l’Antitesi, del collega veneto Enrico Tolentinati, che fu fra i primi a battercisi contro:
“Dal Telegram di COSENTINO :
I POLLI DEI VACCINI 🌺🌺🌺
(1/2)
Il progetto pilota per la vaccinazione negli allevamenti avicoli contro l'aviaria ad alta patogenicità ha scatenato un vespaio (o forse meglio dire "un pollaio"?). Sono soprattutto due i temi che agitano certa gente. Il primo riguarda la tipologia di vaccini impiegati. Personalmente, mi son ritrovato a trattare l'argomento prima di tutto per chiarire che non di tratta di vaccini a RNA e nemmeno a DNA/vettore adenovirale. E' disinformazione della peggior specie affermare che sono vaccini uguali al covid AstraZeneca. Il sillogismo che certa gente fa è una collezione di distorsioni: AZ è stato ritirato per la sua pericolosità - i vaccini dei polli sono come AZ - i vaccini dei polli sono pericolosi. Nessuna delle tre affermazioni è vera. Per curiosità ho cercato poi di documentarmi sui vaccini obbligatori per il pollame, e mi pare di aver concluso che qualsiasi pollo o tacchino o altro volatile commercializzato a scopo alimentare sia vaccinato almeno contro la malattia di Newcastle. Basta cercare quali vaccini si usino contro questa malattia, per scoprire che, oltre a vaccini vivi e attenuati e a vaccini a virus ucciso, se ne usano pure a virus HVT geneticamente modificato per esprimere una proteina del Newcastle, che - guarda il caso - è precisamente la medesima tipologia di vaccino utilizzata oggi per il progetto pilota contro l'aviaria. E qui diventa davvero incomprensibile non tanto e non solo l'agitazione odierna quanto perché nessuno fino a ieri abbia fatto un plisset. Oggi tutti a chiedere l'indicazione dei vaccini in etichetta, e fino a ieri? Nulla, silenzio. Gente che oggi si straccia le vesti per gli OGM, fino a ieri metteva in tavola polli e tacchini arrosto, omelette, zabaioni e via dicendo. Il fatto è che sono tutti - quelli in uso da anni o decenni e quelli impiegati oggi per l'aviaria - vaccini per cui non esiste alcuna prova che abbiano rilievo per l'alimentazione umana, se non per garantirne la sicurezza tutelando gli allevamenti. Gli unici polli non vaccinati sono quelli che eventualmente una famiglia si alleva per conto suo per autoconsumo. Perché non c'è obbligo a meno che non li spostino o li commercino. Poi però, quando giungi a questo punto della discussione, l'obiezione classica di certi attivisti dell'allarme avicolo è: "ma allora perché c'è il divieto di esportarli? è una sperimentazione ai danni degli italiani?". E questo è l'inevitabile secondo punto su cui l'interlocutore ritiene di essersi giocato la palla del match. Gioco, partita e incontro. Non fosse che c'è questa normativa sull'uso di determinati medicinali per la prevenzione e il controllo di talune malattie veterinarie tra cui l'aviaria (regolamento UE 2023/361) che prevede precisamente per la vaccinazione contro l'aviaria il "divieto di movimento conformemente all’articolo 14, paragrafo 1" il quale a sua volta recita "Nell’attuare la vaccinazione preventiva l’autorità competente vieta i movimenti di animali vaccinati dallo stabilimento in cui sono stati vaccinati, come pure i movimenti dallo stabilimento di produzione e/o di trasformazione dei prodotti ottenuti da animali vaccinati." E questo fornisce la cornice entro cui l'attuale progetto pilota italiano sull'aviaria si inserisce. In altri termini le restrizioni riguardano la gestione del rischio epidemiologico legato al trasporto transfrontaliero (compatibilità tra strategie nazionali sanitarie di controllo e monitoraggio diverse)
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