Gnatologo,Volontario Medici Covid Min, ha curato/guarito a casa e in Osp,Doc Pronto Soccorso,Carceri,’26 Olympics AntiDoping, Ricerca terapia metabolica Cancro

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La mia Dieta Talebana, per privare di Glucosio esogeno (la sua energia) il Cancro, insieme al tentativo di diminuire la disponibilità di L-glutammina e di L-metionina, non solo ha un senso in una terapia vincente in Oncologia Metabolica Adiuvante, ma ha anche un effetto di riattivazione del Sistema Immunitario, la nostra arma migliore, cosa che i miei pazienti sanno come fattore fondamentale (ricreare il Microbiota dopo l’assunzione destruente dei “gastroprotettori”e riappropriarsi del Sole) pmc.ncbi.nlm.nih.gov/article…
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Oggi a Vimercate, con Remondini, uno storico della Globalizzazione, con Armiliato, un grande Artista Lirico internazionale per parlare con voi, del futuro dell’Italia e anche della remigrazione (senza nessun coinvolgimento ufficiale di Futuro Nazionale del Gen. Vannacci). m.youtube.com/watch?v=8sFj34…
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Tesi e Antitesi sulla Vaccinazione pilota in Veneto: Dr Enrico Tolentinati: “Le ilarità che MARCO COSENTINO (vice-presidente di "ContiamoCi") scrive sul suo sito Telegram (ved. più sotto) vanno esaminate punto a punto. Sembra veramente incredibile leggere cose del genere: 1)-smentisce che i vaccini per l' Aviaria di polli e tacchini siano costituiti da m-RNA. Il fatto è che sono stati proprio lui ed i suoi a dar risalto a questa fola per poi smentirla, cercando così di screditare il VERO dissenso; 2)-il buon COSENTINO raggiunge vertici poetici -giocando finemente sui termini in modo confondente- quando afferma che "non si tratta di vaccini a m-RNA e nemmeno a DNA/vettore adenovirale. È disinformazione della peggior specie affermare che sono vaccini uguali al covid AstraZeneca". Premesso che il buon COSENTINO viene smentito dai suoi stessi (come vedremo più sotto), vediamo ora come funzionano la 1a DOSE e poi il RICHIAMO del vaccino per l' Aviaria di polli e tacchini, senza fare i fini giochetti confondenti sulle parole come fanno COSENTINO & C. 1a DOSE : un Herpesvirus di tacchino (HVT), vivo e biologicamente attivo, viene ingegnerizzato per trasportare all' interno del nucleo cellulare di polli e tacchini il DNA contenente l' informazione per trasformare la cellula in un reattore biologico e per farle produrre la proteina H5 del virus dell' Aviaria. Ben si guardano COSENTINO ed i suoi dal precisare che tale DNA esogeno, trasportato all' interno del nucleo della cellula dal vettore (= trasportatore) virale HVT vivo e biologicamente attivo (un virus vivo non può far altro che entrare dentro la cellula, essendo un parassita intracellulare obbligato), viene trascritto in m- RNA dall' enzima RNA-polinerasi endogena. Tale m- RNA esce dal nucleo entra nel citoplasma, raggiunge i ribosomi ed ivi gli fa sintetizzare la proteina H5 del virus dell' Aviaria. Ed a tutt' oggi nessuno sa quali e quante cellule produrranno tale proteina virale, per quanto tempo, in quale quantità e che fine fa il DNA esogeno introdotto nel nucleo della cellula dal vettore (=trasportatore) virale ingegnerizzato (HVT). Stesso identico meccanismo dell' Astrazeneca, con le uniche differenze che l' uno è rivolto all' uomo e l' altro ai volatili, che l' uno usa come vettore (=trasportatore) virale un Adenovirus di scimpanzè e l' altro un Herpesvirus di tacchino (HVT), che l' uno fa sintetizzare la proteina-S dello spike e l' altro la proteina H5 del capside. Ma il meccanismo d' azione è lo stesso identico dell' Astrazeneca. E con questo meccanismo non si sono mai vaccinati prima d' ora polli e tacchini, altro che "così ce li siamo mangiati da almeno vent' anni". Scusate, ma se questa non fosse una novità perchè mai si parlerebbe di "progetto pilota"= sperimentale?? Con una tecnologia che si usasse da più di vent' anni non ci sarebbe proprio nessuna sperimentazione da fare. Senza contare che inoculare in via sperimentale e per la prima volta un Herpesvirus vivo e biologicamente attivo non potrebbe esporre ad un' infezione cronica, vista la tendenza alla cronicizzazione degli Herpesvirus (come ben sanno tutti coloro che presentano l' Herpes Simplex labiale o l' Herpes Zoster cutaneo appena si stressano un pò)?!? E speriamo che un virus vivo e biologicamente attivo non presenti mutazioni spontanee atte ad es. al salto di specie verso l' Uomo. N. B. : fateci caso, i vari COSENTINO ed amici fanno il fine giochetto con i termini per cui non parlano più esplicitamente di ingresso del virus vettorizzato = trasportatore (HVT) dentro la cellula, ma di ingegnerizzazione di tale vettore virale per fargli esprimere la proteina H5, come se -invece di farla esprimere = produrre dalla cellula (come accade nella 1a DOSE)- la esprimesse direttamente sulla propria superficie (come accade nel RICHIAMO: ved. qui sotto). Io mi sento letteralmente preso per dove mi siedo. E voi, no?” L’appassionato attacco dell’amico e collega veneto prosegue👇
Tesi e Antitesi sulla vaccinazione pilota in corso in Veneto. Non è un argomento che mi appassiona (forse perché non amo mangiare pollo o tacchino) ma qui abbiamo il Dr Dario Giacomini, Presidente di Contiamoci (VicePresidente il Prof. Cosentino e, se lo è ancora, VicePresidente Vanni Frajese) che inaspettatamente diventa con la sua associazione, paladino di questa sperimentazione vaccinale. Seguirà l’Antitesi, del collega veneto Enrico Tolentinati, che fu fra i primi a battercisi contro: “Dal Telegram di COSENTINO : I POLLI DEI VACCINI 🌺🌺🌺 (1/2) Il progetto pilota per la vaccinazione negli allevamenti avicoli contro l'aviaria ad alta patogenicità ha scatenato un vespaio (o forse meglio dire "un pollaio"?). Sono soprattutto due i temi che agitano certa gente. Il primo riguarda la tipologia di vaccini impiegati. Personalmente, mi son ritrovato a trattare l'argomento prima di tutto per chiarire che non di tratta di vaccini a RNA e nemmeno a DNA/vettore adenovirale. E' disinformazione della peggior specie affermare che sono vaccini uguali al covid AstraZeneca. Il sillogismo che certa gente fa è una collezione di distorsioni: AZ è stato ritirato per la sua pericolosità - i vaccini dei polli sono come AZ - i vaccini dei polli sono pericolosi. Nessuna delle tre affermazioni è vera. Per curiosità ho cercato poi di documentarmi sui vaccini obbligatori per il pollame, e mi pare di aver concluso che qualsiasi pollo o tacchino o altro volatile commercializzato a scopo alimentare sia vaccinato almeno contro la malattia di Newcastle. Basta cercare quali vaccini si usino contro questa malattia, per scoprire che, oltre a vaccini vivi e attenuati e a vaccini a virus ucciso, se ne usano pure a virus HVT geneticamente modificato per esprimere una proteina del Newcastle, che - guarda il caso - è precisamente la medesima tipologia di vaccino utilizzata oggi per il progetto pilota contro l'aviaria. E qui diventa davvero incomprensibile non tanto e non solo l'agitazione odierna quanto perché nessuno fino a ieri abbia fatto un plisset. Oggi tutti a chiedere l'indicazione dei vaccini in etichetta, e fino a ieri? Nulla, silenzio. Gente che oggi si straccia le vesti per gli OGM, fino a ieri metteva in tavola polli e tacchini arrosto, omelette, zabaioni e via dicendo. Il fatto è che sono tutti - quelli in uso da anni o decenni e quelli impiegati oggi per l'aviaria - vaccini per cui non esiste alcuna prova che abbiano rilievo per l'alimentazione umana, se non per garantirne la sicurezza tutelando gli allevamenti. Gli unici polli non vaccinati sono quelli che eventualmente una famiglia si alleva per conto suo per autoconsumo. Perché non c'è obbligo a meno che non li spostino o li commercino. Poi però, quando giungi a questo punto della discussione, l'obiezione classica di certi attivisti dell'allarme avicolo è: "ma allora perché c'è il divieto di esportarli? è una sperimentazione ai danni degli italiani?". E questo è l'inevitabile secondo punto su cui l'interlocutore ritiene di essersi giocato la palla del match. Gioco, partita e incontro. Non fosse che c'è questa normativa sull'uso di determinati medicinali per la prevenzione e il controllo di talune malattie veterinarie tra cui l'aviaria (regolamento UE 2023/361) che prevede precisamente per la vaccinazione contro l'aviaria il "divieto di movimento conformemente all’articolo 14, paragrafo 1" il quale a sua volta recita "Nell’attuare la vaccinazione preventiva l’autorità competente vieta i movimenti di animali vaccinati dallo stabilimento in cui sono stati vaccinati, come pure i movimenti dallo stabilimento di produzione e/o di trasformazione dei prodotti ottenuti da animali vaccinati." E questo fornisce la cornice entro cui l'attuale progetto pilota italiano sull'aviaria si inserisce. In altri termini le restrizioni riguardano la gestione del rischio epidemiologico legato al trasporto transfrontaliero (compatibilità tra strategie nazionali sanitarie di controllo e monitoraggio diverse) Continua 👇
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Prosegue il Dr Tolentinati: “RICHIAMO :  il richiamo è completamente diverso dalla 1a DOSE. Sempre un Herpesvirus di tacchino (HVT) viene ingenerizzato per fargli esprimere sulla sua superficie la proteina H5 del virus dell' Aviaria di polli e tacchini. Viene poi inattivato, cioè ucciso (per cui non entra più dentro la cellula come accade con la 1a DOSE), ma resta in ambito extra-cellulare e -con un meccanismo tradizionale tipico dei vaccini a virus inattivato (come quelli nell' uomo per l' epatite A o per la poliomielite)- stimola il sistema immunitario. Ma anche per il RICHIAMO, pur tradizionale e con un meccanismo noto da decenni (che quindi non potrebbe giustificare il termine di "progetto pilota" = sperimentale), esistono numerose perplessità (su cui COSENTINO ed amici fanno calare il silenzio più completo: a loro sembra interessare solo far credere che 1a DOSE e RICHIAMO siano uguali e che questi vaccini siano "sicuri ed efficaci" -qualcuno ricorda dove avevamo già sentito queste tre paroline magiche e chi le diceva??-) : a)-siamo proprio sicuri che effettuare una 1a DOSE ed un RICHIAMO con vaccini completamente differenti -dose eterologa- sia una cosa corretta (come corretto non era fare dapprima un Astrazeneca e poi un Moderna)? b)-ma non si poteva inattivare direttamente il virus dell' Aviaria (oppure estrarvi direttamente la proteina H5) senza ricorrere al magheccio genomico di far esprimere tale proteina H5 del virus dell' Aviaria sulla superficie dell' Herpesvirus del tacchino (HVT)?? Oltretutto così non sappiamo -sulla superficie dell' HVT inattivato del RICHIAMO- quanti antigeni siano presenti della proteina H5 dell' Aviaria e quanti residui dell' HVT, nè verso quali dei due gruppi antigenici verrà maggiormente stimolato il sistema immunitario dell' ospite; c)-possiamo solo sperare che in tutti i lotti del RICHIAMO l' HVT sia sempre realmente inattivato, ma non è affatto una cosa scontata in tutti i lotti. Ma andate a sentire il video qui sotto di DARIO GIACOMINI (presidente di "ContiamoCi") poco dopo 14' 50", laddove -parlando della 1a DOSE- dice che "....il vettore HVT diventa una specie di corriere biologico: non trasporta il virus influenzale intero, ma soltanto l' informazione che servirà A FAR PRODURRE ALL' ANIMALE la proteina poi riconoscibile dal sistema immunitario....". Qui smentisce clamorosamente il suo vice-presidente di "ContiamoCi" MARCO COSENTINO. E guardate più sotto cosa combina EUGENIO SERRAVALLE quando il 03/06/2026 modifica su ASSIS la definizione riportata da Alessia Zurlini il 20/05/2026, facendo sparire l'ingresso nella cellula del vettore virale della 1a DOSE. È lo stesso giochetto fatto dal COSENTINO. Verrebbe quasi da pensare ad una regia comune esterna, ma questi pensieri li lasciamo ai maligni. Da questi meccanismi deriva tutto il resto, ampiamente giustificato dalla normativa (che i suddetti soggetti cercano vanamente anche qui di piegare a loro uso e consumo). È ovvio che si tratti di un "progetto pilota" cioè sperimentale (o si pensa che lo abbiano scritto così per sfizio oppure si deve riconoscere che questa vaccinazione -mi riferisco alla 1a DOSE- non è mai stata fatta prima d' ora). È altrettanto ovvio che la metodica DIVA serva per tenere separati e riconoscibili gli animali cosi vaccinati dagli altri: bisogna infatti vedere cosa succede loro. Ed è altrettanto ovvio che carni ed uova di animali così vaccinati non possano venire consumate all'estero: bisogna prima vedere cosa succede alle cavie-Italiane. Non è invece altrettanto ovvio che gli Italiani non possano sapere quali carni e quali uova stiano consumando e vengano costretti a loro insaputa a partecipare a questa grande sperimentazione sulla loro pelle. Ma su tutto questo tali soggetti tacciono, anzi rassicurano. La vera domanda a questo punto è un' altra : POSSIAMO ANCORA ANNOVERARE QUESTI SOGGETTI FRA I "NOSTRI" ?!?”
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Tesi e Antitesi sulla vaccinazione pilota in corso in Veneto. Non è un argomento che mi appassiona (forse perché non amo mangiare pollo o tacchino) ma qui abbiamo il Dr Dario Giacomini, Presidente di Contiamoci (VicePresidente il Prof. Cosentino e, se lo è ancora, VicePresidente Vanni Frajese) che inaspettatamente diventa con la sua associazione, paladino di questa sperimentazione vaccinale. Seguirà l’Antitesi, del collega veneto Enrico Tolentinati, che fu fra i primi a battercisi contro: “Dal Telegram di COSENTINO : I POLLI DEI VACCINI 🌺🌺🌺 (1/2) Il progetto pilota per la vaccinazione negli allevamenti avicoli contro l'aviaria ad alta patogenicità ha scatenato un vespaio (o forse meglio dire "un pollaio"?). Sono soprattutto due i temi che agitano certa gente. Il primo riguarda la tipologia di vaccini impiegati. Personalmente, mi son ritrovato a trattare l'argomento prima di tutto per chiarire che non di tratta di vaccini a RNA e nemmeno a DNA/vettore adenovirale. E' disinformazione della peggior specie affermare che sono vaccini uguali al covid AstraZeneca. Il sillogismo che certa gente fa è una collezione di distorsioni: AZ è stato ritirato per la sua pericolosità - i vaccini dei polli sono come AZ - i vaccini dei polli sono pericolosi. Nessuna delle tre affermazioni è vera. Per curiosità ho cercato poi di documentarmi sui vaccini obbligatori per il pollame, e mi pare di aver concluso che qualsiasi pollo o tacchino o altro volatile commercializzato a scopo alimentare sia vaccinato almeno contro la malattia di Newcastle. Basta cercare quali vaccini si usino contro questa malattia, per scoprire che, oltre a vaccini vivi e attenuati e a vaccini a virus ucciso, se ne usano pure a virus HVT geneticamente modificato per esprimere una proteina del Newcastle, che - guarda il caso - è precisamente la medesima tipologia di vaccino utilizzata oggi per il progetto pilota contro l'aviaria. E qui diventa davvero incomprensibile non tanto e non solo l'agitazione odierna quanto perché nessuno fino a ieri abbia fatto un plisset. Oggi tutti a chiedere l'indicazione dei vaccini in etichetta, e fino a ieri? Nulla, silenzio. Gente che oggi si straccia le vesti per gli OGM, fino a ieri metteva in tavola polli e tacchini arrosto, omelette, zabaioni e via dicendo. Il fatto è che sono tutti - quelli in uso da anni o decenni e quelli impiegati oggi per l'aviaria - vaccini per cui non esiste alcuna prova che abbiano rilievo per l'alimentazione umana, se non per garantirne la sicurezza tutelando gli allevamenti. Gli unici polli non vaccinati sono quelli che eventualmente una famiglia si alleva per conto suo per autoconsumo. Perché non c'è obbligo a meno che non li spostino o li commercino. Poi però, quando giungi a questo punto della discussione, l'obiezione classica di certi attivisti dell'allarme avicolo è: "ma allora perché c'è il divieto di esportarli? è una sperimentazione ai danni degli italiani?". E questo è l'inevitabile secondo punto su cui l'interlocutore ritiene di essersi giocato la palla del match. Gioco, partita e incontro. Non fosse che c'è questa normativa sull'uso di determinati medicinali per la prevenzione e il controllo di talune malattie veterinarie tra cui l'aviaria (regolamento UE 2023/361) che prevede precisamente per la vaccinazione contro l'aviaria il "divieto di movimento conformemente all’articolo 14, paragrafo 1" il quale a sua volta recita "Nell’attuare la vaccinazione preventiva l’autorità competente vieta i movimenti di animali vaccinati dallo stabilimento in cui sono stati vaccinati, come pure i movimenti dallo stabilimento di produzione e/o di trasformazione dei prodotti ottenuti da animali vaccinati." E questo fornisce la cornice entro cui l'attuale progetto pilota italiano sull'aviaria si inserisce. In altri termini le restrizioni riguardano la gestione del rischio epidemiologico legato al trasporto transfrontaliero (compatibilità tra strategie nazionali sanitarie di controllo e monitoraggio diverse) Continua 👇
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non la sicurezza alimentare per il consumatore. Lo stesso regime si applica in Francia, dove il Ministero dell’Agricoltura cita esplicitamente l’art. 14 e l’Allegato XIII, Parte 5 del Reg. 2023/361 come base giuridica diretta delle restrizioni ai movimenti di animali vaccinati e dei loro prodotti:Ministère de l’Agriculture français, Plan de vaccination IAHP, Fiche 8 – Restrictions, campagne 2025-2026. E' verosimile che divieti del genere saranno superati una volta che paesi diversi avranno allineato le loro strategie di controllo dei prodotti avicoli riguardo all'aviaria. I POLLI DEI VACCINI 🌺🌺🌺 (2/2) Per dire che l'argomento in sé non è semplice, ma che con un poco di buona volontà è possibile documentarsi e capire che le cose non stanno come sostengono certi allarmisti, che i vaccini utilizzati non sono sperimentali, che non sono come i vaccini covid, che sono basati su tecnologie note e ampiamente utilizzate da anni o decenni, che le carni e i prodotti che da anni o decenni consumiamo sono trattati con vaccini analoghi, che il divieto di esportazione è una cautela per ridurre il rischio di diffusione dell'aviaria mentre le strategie si allineano. Altro non credo si possa dire e nemmeno credo sia necessario dirlo, dato che chi ancora non capisse a questo punto c'è da credere che non voglia capire.
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Da Nazione dello Stivale, a paese delle ciabatte. Mi indigno anch’io, da patriota ma da suddito, mi ci riconosco, ahinoi
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Visto l’anacronistico reato di Vilipendio del Capo dello Stato, che se infranto, di questi tempi riempirebbe le patrie galere, non mi permetto di criticare il @Quirinale ma mi chiedo, se proprio si vuole donare una Grazia, non sarebbe meglio fare Giustizia concedendola a un ragazzo innocente, che marcisce da anni in galera per un’ingiusta condanna, a detta della Procura di Pavia e del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Milano, piuttosto che dare un ulteriore benefit a una fortunata , “intrattenitrice” di Arcore, convivente, sempre per meriti “speciali”, di un rampollo miliardario?
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Oggi, il Sindaco della bellissima Campo San Martino ha partecipato al conferimento del Cavalierato della Repubblica, a Padova. Poi è venuto ad assistere nel suo Municipio, alla mia conferenza sulla Libertà di Pensiero e subito dopo mi ha consegnato, per me inaspettatamente, il Premio Gnomo Ribelle 2026, a mio giudizio, assai più prestigioso. Grazie, Sindaco Tardivo 🙏
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1/ Posto che, personalmente non prescriverei mai quella dieta, arzigogolata e ricca di contraddizioni, che la collega giustamente critica… 2/ Non è vero che non vi siano basi scientifiche su una dieta adiuvante, in quanto la deduzione logica su dati di fatto è già una base scientifica. 3/ Tendo a rifiutare (ammetto sia oggettivamente una mia limitazione) qualunque tesi che affermi di basarsi sulle “Linee Guida”, in quanto vengo subito assalito da orticaria, solo al sentire pronunciare queste parole, che hanno cancellato la coscienza critica del Medico. 4/ Sono peraltro assolutamente d’accordo che non esista una dieta che faccia guarire da sola il Cancro (magari). 5/ Non posso però concordare, sia per logica, che per esperienza clinica, che una variazione della dieta suggerita non possa inficiare l’efficacia di una terapia oncologica. Se l’approccio terapeutico è di Oncologia Metabolica, un paziente che di nascosto si mangia ghiaccioli o cornetti con la marmellata, porta all’annullamento dei benefici che si stavano riscontrando, con la privazione del Glucosio Esogeno. 6/ Last, but not least, in caso di approccio terapeutico metabolico, con Dieta Talebana (come la definisco), oltre a massima riduzione della possibilità per le cellule cancerose di utilizzare L-glutammina e L-metionina, vi sono tre condizioni che mi fanno disperare: A - Un ricovero che rechi con sè flebo di glucosata al 10% B - Una PET con mezzo di contrasto Glucosio C - Una PET con mezzo di contrasto di L-metionina. Perché gli Oncologi delle Linee Guida, non si interrogano sul perché queste PET evidenzino le cellule tumorali e non deducano, nel dubbio che è il leit motiv della Scienza, nuovi presupposti terapeutici?
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Sono amico e stimo tre degli autori, Alejandro Diaz-Villalobos, Peter McCullough e Harvey Risch. A mio avviso, Ivermectina e Mebendazolo, che sfruttano off-label, le similitudini tra il metabolismo delle cellule cancerose e quello dei parassiti, vanno implementate con un approccio metabolico, volto a privare di Glucosio, L-glutammina e L-metionina il Tumore, anche con enzimi come rMETase e Glutamminidasi (veicolata da un pro-farmaco). Peccato che questi enzimi, regolarmente brevettati anni fa da BigPharma, non vengano messi a disposizione dei Medici, nemmeno per la ricerca clinica. Il futuro è l’Oncologia Metabolica Adiuvante.
BREAKING: Largest Human Cancer Study of Ivermectin Mebendazole Is Now PEER-REVIEWED and PUBLISHED in a MAJOR Cancer Journal 84.4% of cancer patients taking ivermectin mebendazole for 6 months declared either CANCER DISAPPEARANCE, TUMOR REGRESSION, or CANCER STABILIZATION. Our study, “Real-world Clinical Outcomes of Ivermectin and Mebendazole in Cancer Patients: Results from a Prospective Observational Cohort,” is now peer-reviewed and published in Anticancer Research—a major international oncology journal of the International Institute of Anticancer Research (IIAR), established in 1995. The results represent one of the most compelling clinical signals ever documented for repurposed anti-parasitic therapies in oncology. A diverse population of cancer patients (n=197) was prescribed compounded ivermectin–mebendazole through a U.S. telemedicine platform, with each capsule containing 25 mg ivermectin and 250 mg mebendazole. Participants were followed for approximately six months using standardized digital surveys assessing cancer outcomes, medication adherence, and tolerability. At approximately six months post-treatment initiation, we observed an 84.4% Clinical Benefit Ratio (CBR)—meaning more than four out of five patients reported either: No evidence of disease (32.8%) Tumor regression (15.6%) or Cancer stabilization (36.1%) Importantly, adherence was remarkably high, with 86.9% completing the initial prescription and 66.4% remaining on therapy at six months. Side effects were predominantly mild and manageable, reported in 25.4% of patients (primarily gastrointestinal), with 93.6% of those experiencing side effects continuing treatment after minor dosing adjustments. This groundbreaking peer-reviewed publication was made possible through a unique collaboration between The Wellness Company, the McCullough Foundation, and the Chairman of the President’s Cancer Panel—uniting real-world clinical data, frontline medical experience, and epidemiologic expertise to evaluate inexpensive, repurposed therapies with major translational potential. With these extraordinarily promising results, double-blind, placebo-controlled clinical trials are now required. In the meantime, many cancer patients are exercising their right to try. @twc_health @McCulloughFund @IIAR_Journals @P_McCulloughMD @DrHarveyRisch @DrKellyVictory @jathorpmfm @drdrew @PeterGillooly @FosterCoulson
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Le note della collettività di X suggeriscono che epidemiologicamente vi siano errori. Ricordo a questi sapientoni che il Prof. Harvey Risch ha insegnato per anni Epidemiologia e Statistica Bio-Medica all’Università di Harvard.
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Noi sappiamo (e quindi siamo), ciò che i nostri rispettivi Maestri ci hanno insegnato. Non ringrazierò mai abbastanza i miei grandi Maestri delle Università di Pavia e di Milano (ne cito solo alcuni, Bertè per Farmacologia, Rondanelli per Malattie Infettive, Casasco per Istologia e Anatomia Patologica, Danesino per Ostetricia e Ginecologia, Giannì per Ortognatodonzia, Brusatti per Chirurgia Maxillo Facciale, etc) E ricordiamoci una frase accademica (e baronale), fondamentale: “Stolto, l’allievo, che non supera il Maestro.”
Chi ha scoperto il ruolo delle piastrine nella coagulazione? E chi è stato uno dei padri dell'istologia moderna? La risposta è Giulio Bizzozero, e io sono cresciuto nel SUO istituto di patologia Oggi parleremo di come arte, storia e ricerca abbiano costruito la medicina moderna.
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L’amico e grande studioso di Oncologia Sperimentale, Prof. Isidoro, analizza qui gli eventuali benefici di una dieta intermittente/digiuno, nei tre giorni prima e nel giorno successivo alla Chemioterapia per ridurre gli effetti collaterali. Vi ricordo, che se pensate di affidarvi all’Oncologia Metabolica, consultate prima di mettervi a dieta “chetogenica” o a quella che io ho chiamato talebana, un Medico che vi possa seguire. Ogni grammo di grasso di riserva è un’arma potente. Non sprecatelo col fai da te.
CHEMIOTERAPIA E RESTRIZIONE CALORICA PRE E POST TERAPIA: I BENEFICI (PARTE 1) Con questo nuovo video, concluderemo la serie dedicata al digiuno nei pazienti oncologici, parlando dei benefici della restrizione calorica e della dieta mima digiuno durante la chemioterapia
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E il 2 Giugno, a Campo San Martino, Padova. “Libertà: Assenza di qualsiasi tipo di Condizionamento e di Censura del Pensiero”
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