Mancano 180 minuti alla fine di una stagione che aveva illuso tutti.
Titolo lungo, ma concetti molto chiari.
Le partite da Napoli in poi
Da inizio aprile, il
#Milan di inizio stagione si è sgretolato prima nella testa e fisicamente.
Alcune involuzioni, ormai, sembrano una costante del post Scudetto 2022: stessa fragilità mentale, stessa debolezza caratteriale.
Corti circuiti così sono impossibili da spiegare e prevedere, bravissimo chi ha la verità in tasca e già lo sapeva.
Il
#Milan si è perso come identità umana prima ancora che tecnica.
Il diritto dei tifosi
Il punto di partenza è la legittimità delle iniziative degli ultimi giorni. Il tifoso rossonero è passata dall'essere speranzoso e risultatista a uno stato umorale che rasenta la disperazione. Ogni manifestazione, dura, sana e ferma, è comprensibile, sempre.
Benvengano cori, coreografie, cortei, abbandono di settori...Lo scempio non è tollerabile per sempre e come tante volte lo stadio e i tifosi hanno spinto la squadra, anche la squadra deve riprendersi l'affetto con l'impegno e il rispetto dei nostri simboli.
Spiace solo che adesso si sentano solo le voci di coloro i quali tifavano e aspettavano al varco una situazione del genere perché loro lo sapevano già.
SPOILER: non sapevano una beneamata mazza, ci hanno sempre sperato come pazzi e aspettavano il momento giusto per dire “ve l’avevamo detto”.
Ora godono a nostro discapito.
Cerchiamo i lati positivi
Più che lati positivi, appigli.
Il gol ritrovato almeno interrompe un digiuno che stava diventando simbolico oltre che numerico, anche se arrivato contro una squadra già mentalmente fuori dalla partita sullo 0-3 e con due difensori ai box.
A Genova difficilmente si inizierà la gara come gli ultimi dieci minuti di ieri, troppo poco per cancellare settimane di blackout tecnico e mentale, ma a questo punto ci si aggrappa anche ai dettagli più piccoli.
Le squalifiche potranno almeno togliere alibi. Negli ultimi 180 minuti serve capire se questa squadra abbia ancora dentro qualcosa di sporco, cattivo, pragmatico.
Qualcosa che negli appuntamenti decisivi troppo spesso è mancato.
Perché partite come quelle contro
#DinamoZagabria e
#Feyernoord dello scorso anno ci hanno raccontato esattamente il contrario.
La situazione dirigenziale tra area tecnica
A star dietro a tutte le faide narrate ci si perde via. Prima l'acquisto era di uno e non convinceva l'altro, che appena poteva lo rinfaccia per farsi bello. Questa è solo una delle dinamiche che capitano ogni giorno, ogni pausa della nazionale e ogni volta che il
#Milan offre il fianco a critiche con una sconfitta o una prestazione poco convincente in campo.
Ieri post partita era un correre di voci di riflessioni su
#Allegri sper sollevarlo dall'incarico,
#Tare delegittimato e poi
#Furlani.
E anche qui le voci si rincorrono e si mescolano, confondono e nascono mostriciattoli che strisciano e insinuano dubbi.
Noi possiamo dirvi cosa vorremmo, e che difficilmente otterremo: il bene del
#Milan, mai così banale e mai così inafferrabile a oggi. Vorremmo gente che al
#Milan vuole bene e si sbatte tutti i giorni nel suo perimetro , che sa lavorare in team e che non insegua la gloria personale oltre lo stretto necessario e come naturale che sia.
Ora restano 180 minuti.
Che bastino almeno a ricordare a tutti cosa significhi lavorare per l'AC Milan di Milano, rispettarne il peso e difenderne i simboli.
@Andre_Galb
#FratelliRossoneri #Sempre #Milan #FVCR