Ma quando mai? Ora basta:
siamo alla presa in giro di chiamare "tasse" tutti gli oneri che derivano dalla scelta di promuovere e insistere con fonti intermittenti, come solare ed eolico, che danno l'illusione di prezzi più bassi in borsa, ma che fanno gonfiare le bollette.
Ma le bollette non si gonfiano di "tasse" ma della giusta remunerazione di quanto segue, conseguenza diretta e inevitabile di uno scriteriato aumento (da scongiurare assolutamente) di quelle fonti, che oltre ad essere variabili e stagionali, producono energia tutte insieme:
1) remunerazione di tutta l'energia eolica e solare, a tariffa garantita sempre, anche quando l'eccesso di produzione azzera il prezzo di borsa e pure quando una parte (sempre crescente) di essa non viene immessa in rete perchè di troppo (si chiama curtailment);
2) remunerazione delle batterie che consentono di recuperare una parte dell'energia prodotta in eccesso;
3)remunerazione degli sviluppi della rete di distribuzione (Enel distribuzione ed altre società più piccole), indispensabili per collegare un dedalo di generatori fotovoltaici ed eolici sparpagliati sul territorio;
4) remunerazione degli sviluppi della rete di trasmissione (Terna) per traportare l'energia solare ed eolica generata al Sud e Isole Maggiori verso i luoghi di consumo (industriale) del Centro-Nord;
5) remunerazione del bilanciamento di una rete a crescente quota di energia intermittente.
Che gli interessati sostenitori dello sviluppo senza fine di solare ed eolico sollevino l'allarme per questo genere di "tasse", che "ammazzano il sistema elettrico", è un fatto positivo. E che chiamino "tasse" questi oneri, senza usare il loro vero nome prova che anche loro sanno che la strada che propongono nel loro interesse è insostenibile per il Paese.
Ma guai se questi oneri diventassero davvero "tasse" a carico dello Stato. Bollette alte, in Italia e ancor più in Germania, sono il risultato di gravi errori di policy che ora vanno corretti. Individuando e rimuovendo le vere cause, senza mettere la polvere sotto l'ampio tappeto delle tasse, per continuare a promuovere proprio quelle cause.
Aggiungo che chiamare "tasse" gli oneri di cui sopra squalifica chi lo fa, ma questo è il meno, ma, quel che è peggio, solleva l'ennesimo polverone che serve a impedire o almeno a rinviare l'indispensabile serio dibattito sull'Energia in Italia.
È oramai urgentissimo ragionare con competenza e lungimiranza su una nuova strategia energetica che includa la gestione del transitorio sino a quando un nuovo mix di generazione sarà disponibile. Mix che -ora è sempre più chiaro- per l'energia elettrica deve includere la giusta quota di nucleare, idroelettrico, geotermico, solare, eolico e sistemi di accumulo. E la giusta quota è quella che consenta di produrre tutta l'energia elettrica, in ogni ora dell'anno, al minimo costo!
Non fatevi fregare!