IL MITO DELLA LONGEVITÀ E LE LACUNE DEI "GRANDI SAPIENTI": IL CASO ODIFREDDI
Oggi, navigando su YouTube, mi è apparso quasi per caso il video di un seminario del Professor Piergiorgio Odifreddi. Ascoltandolo, sono rimasto colpito da una sua affermazione, pronunciata quasi en passant: secondo lui, la medicina ortodossa avrebbe raddoppiato la durata della vita del genere umano.
Chi mi segue da tempo si ricorderà sicuramente che, proprio qui sulla piattaforma X, avevo già avuto una piccola divergenza di vedute con Odifreddi. E questo nuovo video non fa che confermare la mia impressione di allora: il Professore, per quanto sia una mente eclettica e ricca di sapienza in vari campi, si dimostra purtroppo un mediocre conoscitore della storia della medicina e delle sue reali conquiste.
Affermare che la vita umana sia raddoppiata grazie alle scoperte della medicina dogmatica e sintomatica è falso. La storia e i dati ci dicono altro.
I veri fattori dell'allungamento della vita
Se oggi l'aspettativa di vita è più alta, lo dobbiamo principalmente a fattori strutturali, sociali e tecnologici:
L'igiene pubblica e l'elettricità: L'accesso all'acqua potabile ha cambiato la storia.
Un tempo l'acqua era veicolo di infezioni mortali, tanto che i frati (specialmente i trappisti) dovettero inventare la birra per offrire una bevanda purificata e sicura. L'elettricità ha permesso la potabilizzazione su larga scala, oltre alla regolazione termica nelle case e nelle auto, riducendo lo stress biologico.
L'automazione del lavoro: Le macchine hanno sostituito il logorante lavoro manuale. Un cavallo che tira un carro vive la metà del tempo rispetto a un cavallo libero. Lo vediamo ancora oggi: nei paesi in via di sviluppo, o anche nelle nostre società occidentali, chi è sottoposto a lavori manuali pesanti si ritrova spesso con un corpo già profondamente logorato a 40 anni.
Il tempo libero: La possibilità di mitigare lo stress applicandosi in attività piacevoli e congeniali ha un impatto enorme sulla salute psicofisica.
La prova del nove è immediata: nei paesi più poveri, dove mancano igiene costante e acqua potabile, le prospettive di vita restano drammaticamente basse, a prescindere dai farmaci esistenti sul mercato globale.
La distinzione tra "Pronto Intervento" e "Medicina Sintomatica"
Sia chiaro: alla medicina moderna vanno riconosciuti i meriti storici del pronto intervento, della chirurgia ricostruttiva, dei farmaci salvavita d'emergenza e di alcune grandi scoperte della microbiologia. Il resto, però, è quasi interamente gestione del sintomo.
Guardiamo l'altra faccia della medaglia, quella che i dati ufficiali ci mostrano ogni anno:
solo in Italia si registrano circa 200 mila decessi all'anno per cancro, nonostante le tanto decantate e miracolose cure oncologiche standard.
A questi si aggiunge il triplo dei decessi per malattie cardiovascolari, senza contare l'esplosione di patologie come Parkinson, Alzheimer, SLA, malattie autoimmuni, metaboliche e autismo.
Assenza di morte non significa qualità della vita
Arriviamo sì a un'età senile, ma a quale prezzo? Un'umanità imbottita dalla mattina alla sera di farmaci per la pressione, per il colesterolo, per il diabete, antinfiammatori, o sottoposta a cicli infiniti di chemio e radio. L'assenza di morte non coincide automaticamente con la qualità della vita.
Questo è il punto cieco che la maggior parte delle persone non riesce a cogliere, perché costantemente bombardata dalla propaganda dell'industria del farmaco e dei suoi complici, che controllano capillarmente gli organi di informazione e di vigilanza. Qualsiasi voce fuori dal coro, qualsiasi dissenso, contraddittorio o nuova linfa di sapere viene sistematicamente boicottata e imbavagliata.
Il ruolo degli intellettuali
Questo tema della censura e del condizionamento scientifico il "grande sapiente" Odifreddi non lo ha nemmeno sfiorato.
Lui, che di solito approfondisce ogni dettaglio, su questo argomento mostra una lacuna macroscopica. Lo abbiamo visto chiaramente durante la pandemia, nel modo in cui si è atteggiato rispetto ai vaccini Covid, insieme a figure come Galimberti, Gassmann e tanti altri personaggi noti che, in quel frangente, hanno mostrato la loro vera faccia.
Io ammiro Odifreddi, mi piace e condivido gran parte dei suoi discorsi culturali e logici. Tuttavia, quando si parla di medicina e salute, forse dovrebbe essere meno frettoloso nell'esprimere concetti superficiali. A volte, anche per i più grandi intellettuali, sarebbe meglio concentrarsi su ciò che si conosce davvero.
Voi cosa ne pensate? La medicina moderna ci sta regalando salute o sta solo prolungando la gestione della malattia?