Il crocifisso tornerà dove è sempre stato: nelle aule scolastiche italiane, di ogni ordine e grado. Non si discute.
Chi si sente offeso dalla nostra fede, dai nostri simboli, dai nostri usi, ha una sola opzione: tornarsene al proprio Paese.
Il presepe sarà riallestito ovunque, con tanto di Gesù Bambino, che qualcuno aveva sfrattato per non urtare la sensibilità degli ospiti, che alla sua vista danno di matto, così come quando vedono il rosario.
Chi si sente insolentito dalla nostra tradizione, può fare i bagagli e accomodarsi fuori. Qui nessuno ha tolto nulla a nessuno e noi non ci faremo più togliere tutto da chi giunge da fuori, spesso persino clandestinamente.
La mortadella, il prosciutto, la carne di maiale resteranno nei menù delle mense, nei panini, nei piatti tipici italiani.
Non bandiremo i nostri sapori per adeguarci ai tabù alimentari altrui. Chi non gradisce, è libero di non mangiare o di migrare dove la cucina è più compatibile alle proprie personali esigenze. Comprenderemo.
La bandiera italiana sventolerà ovunque: sui balconi, nei cortei, nelle piazze, nei cuori.
Chi si sente infastidito dai nostri colori, dalla nostra identità, dalla nostra patria, può rientrare a casa sua.
Le porte sono state aperte per entrare. E restano spalancate per uscire.
Gli italiani non si omologheranno mai più a richieste, bisogni, consuetudini, leggi e costumi altrui.
L’integrazione non è annullamento della identità nazionale ma adeguamento alle norme del Paese in cui si sceglie di migrare e di vivere nonché rispetto per il suo popolo.
#movimentodellebandiere
Movimento delle Bandiere 🇮🇹🇮🇹🇮🇹♥️ Sabato 18 ottobre, ore 15, piazza Oberdan, Porta Venezia, Milano.
Se ami la tua patria, non mancare. 🇮🇹