🔴 Clemens August von Galen, “il leone di Münster”. Fu cardinale per solo un mese (febbraio-marzo 1946), ma il suo nome è scolpito nella storia e tra i beati (dal 2005).
👉🏻 Quando il 18 febbraio 1946 entrò in San Pietro per il Concistoro, preceduto dall’Arcivescovo di Berlino von Preysing e seguito dall’argentino Caggiano, gli oltre quindicimila fedeli che gremivano la Basilica non fecero fatica a riconoscerlo: sfiorava i due metri. E quando si avvicinò al trono di Pio XII per ricevere il galero, un lungo applauso (allora inconsueto) si levò dall’immensa navata centrale, dilagando fragorosamente in quelle laterali e nei transetti. Era il pubblico riconoscimento nei confronti di colui che aveva passato gli ultimi due lustri della propria esistenza a denunciare apertamente le atrocità del Nazismo senza temere le possibili rappresaglie di Hitler. Nella notte tra il 12 e il 13 luglio 1933 (aveva capito subito il pericolo del nuovo regime), scrisse la prima delle tre prediche che negli anni a seguire gli avrebbero dato notorietà mondiale. Göbbels, il ministro della propaganda nazista, giurò che alla fine vittoriosa (sic!) della guerra von Galen sarebbe stato impiccato al pennone più alto della piazza di Münster. Quando gli americani arrivarono a Münster, i giornalisti al seguito fecero a gara per intervistarlo ma, proprio allora che il pericolo era passato, il Vescovo che aveva parlato apertamente dal pulpito contro Hitler non volle aprir bocca.
✝️ Le sue prime parole alla notizia del cardinalato furono schiette e disarmanti come sempre: “Spero non sia vero, non sono adatto, non sono utilizzabile”. Pio XII la pensava diversamente. Rientrato in Germania dopo i fasti del primo Concistoro del dopoguerra, fu accolto da una folla osannante proprio nella piazza di Münster dove i nazisti avrebbero voluto impiccarlo. Pochi giorni dopo si ammalò e fu operato di peritonite morendo sotto i ferri. Era il 22 marzo 1946, appena 33 giorni (sarà un caso?) dopo aver ricevuto la porpora. Benedetto XVI lo ha beatificato il 9 ottobre 2005 e il 22 marzo, ricorrenza della morte di questo grande eroe in porpora, la Chiesa ne venera la memoria.
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