Il Mezzogiorno traina la crescita nazionale: 7,7% di PIL negli ultimi 5 anni.
Secondo il Check-up Mezzogiorno 2025 di Confindustria e SRM, tra il 2019 e il 2024 il PIL del Sud ha registrato una crescita ( 7,7%) superiore a quella dell’Italia nel suo complesso, che nello stesso periodo si è fermata al 5,8%.
Il PIL pro-capite sale a €22mila, restando però ancora ben sotto la media italiana. Il mercato del lavoro mostra una crescita dell’occupazione dello 0,8%, anch’essa superiore al dato nazionale. Ma quali sono stati i motori di questa crescita?
Un ruolo centrale è stato svolto dalla ZES Unica Mezzogiorno e dal PNRR, che hanno attivato investimenti decisivi.
La ZES si conferma, infatti, un’importante motore di sviluppo: nel 2025 sono state presentate 10.493 domande di credito d’imposta ( 52%) che hanno generato oltre €7,3 miliardi di investimenti.
Le autorizzazioni uniche superano le 1.000 a inizio 2026, con circa €6 miliardi di investimenti diretti e oltre 17mila posti di lavoro creati.
A questi dati si aggiunge il PNRR, che al Sud concentra oltre 110mila progetti, contribuendo ulteriormente alla crescita.
Gli storici divari rispetto alle altre macroaree del Paese non sono superati, ma la direzione è quella giusta.