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C’è una donna italiana che, nei giorni scorsi, è stata eletta membro dell’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti D’America; una roba che - per uno scienziato - non è tanto lontana dal Premio Nobel, per farti capire.
Si chiama Gigliola Staffilani, e tutte le estati torna al paese in cui nacque nel 1966. Siamo in Abruzzo, già lo sai, a Villa Rosa di Martinsicuro (TE): Gigliola cresce in campagna e parla solo in dialetto nella sua infanzia.
A 10 anni perde il padre e si butta nella matematica per imparare a dividere il dolore. Ha un talento naturale per i numeri e le equazioni, ma c’è bisogno di qualche soldo e sua madre vorrebbe farla lavorare, più che studiare.
La commare non molla, riesce ad iscriversi al liceo scientifico di San Benedetto, studia, un professore (Mario Illuminati) si impunta con lei e spiega a mammà che qua la cosa è grossa: borsa di studio, Università di Bologna, inglese poco ma i numeri parlano altre lingue, America, assistente a Stanford, a Princeton, professoressa al MIT di Boston.
Gigliola è stata la seconda donna della storia ad avere una cattedra “full” al MIT di Boston (Matematica Pura), prima italiana (nonché abruzzese, voglio dire) di sempre.