Human rights & global justice | Vice President of @FIDU_ETS | Author of Made in Slavery 🎙 spreaker.com/show/made-in-sl…

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🙏 to those who have already listened to our podcast #MadeInSlavery on the 🇨🇳PRC’s intricate schemes to leverage 🌏market brands while detaining, brainwashing and enslaving #Uyghurs in #Xinjiang. It’s time we hold those responsible for this crime against humanity accountable.
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Grazie @EleMongelli per l’invito e lo spazio che ci manca spesso.
Replying to @EleMongelli
In questo articolo alcuni punti chiave della conferenza con @JTarasevich @daria_sev @giuliapompili Shervin Haravi @f_onori @nomfup @AndreaRomano9 adnkronos.com/internazionale…
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Si è conclusa ieri la nostra 2 giorni di lavoro sulla risposta dell’Italia alla TNR: una minaccia ibrida che ci riguarda tutti, dallo spazio civico all’ecosistema informativo, fino alla sicurezza nazionale. Grazie di cuore a tutti i partecipanti per questo confronto necessario
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Eleonora Mongelli retweeted
The PRC's #TransnationalRepression reaches across the globe. From diaspora communities and universities to foreign officials and international organizations, Beijing seeks to silence critics and shape narratives through intimidation, coercion, and harassment. 📖Read the latest @CECCgov report to learn more📖 bit.ly/3Qoj5PB
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Eleonora Mongelli retweeted
Oggi ho avuto l'onore di intervenire a Roma a una conferenza sulle repressioni transnazionali organizzata dalla @FIDU_ETS . È un tema che molti continuano a sottovalutare, perché sono abituati a pensare che le dittature reprimano le persone all'interno dei propri confini. Ma da tempo non è più così. Il regime di Putin lavora sistematicamente sugli esuli. L'obiettivo è semplice: far tacere chi se n'è andato. Perché Putin ha bisogno dell'immagine di un sostegno unanime alla guerra, al regime. Chi non rientra in questa narrazione deve scomparire dallo spazio pubblico. Raggiungerli fisicamente è più difficile, ma gli strumenti di pressione non mancano. L'Interpol come arma. Un procedimento penale per “discredito dell'esercito” – magari per un post su Bucha – può aprire la strada a richieste di ricerca internazionale. I Paesi europei oggi non estradano verso la Russia, ma possono fermare una persona e avviare verifiche. Nel frattempo, l'interessato e la sua famiglia vivono nell'incertezza per settimane o mesi. Esistono inoltre Paesi che estradano. Questo significa che ogni viaggio diventa un esercizio di valutazione dei rischi: rotte, scali, aeroporti, giurisdizioni. L'etichetta di terrorista. Il “discredito dell'esercito” è chiaramente una norma politica e molti giuristi occidentali lo comprendono. Il terrorismo è diverso: è un'accusa grave in qualsiasi ordinamento e richiede controlli approfonditi. A questo si aggiunge l'inserimento nelle liste di Rosfinmonitoring, che circolano nel sistema bancario. Nel migliore dei casi si incontrano problemi con i pagamenti; nel peggiore, vengono chiusi i conti. L'isolamento finanziario diventa uno strumento di pressione. L'eliminazione fisica. Solo negli ultimi mesi sono stati sventati attentati contro attivisti russi in diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania e Lettonia. Non si tratta di paranoia o teorie del complotto. All'interno dell'FSB esistono strutture dedicate alle operazioni contro gli oppositori all'estero. Ne abbiamo visto il lavoro in passato e ne vediamo la continuità oggi. Le famiglie come ostaggi. Telefonate ai genitori, perquisizioni, intimidazioni contro i parenti rimasti in Russia: sono pratiche comuni. Il messaggio è semplice: tu sei partito, loro no. Il risultato di tutto questo è un livello di autocensura difficile da misurare. Nell'epoca dei social media basta colpire in modo esemplare una persona perché migliaia o milioni di altre scelgano il silenzio. E funziona. È per questo che il regime continua a investire in questi meccanismi, anche mentre l'economia rallenta e la guerra consuma sempre più risorse. Alla conferenza si è parlato non solo della Russia, ma anche di Belarus, Iran, Cina e altri regimi autoritari. E c'è un elemento che colpisce: queste dittature imparano le une dalle altre. Non è una coincidenza, è uno scambio di esperienze. Ma dietro tutti questi meccanismi c'è qualcosa di cui si parla meno. Le repressioni transnazionali non riguardano soltanto l'Interpol o i tentativi di assassinio. Riguardano il modo in cui vivi ogni giorno. Non sai sempre con chi puoi parlare apertamente e con chi no. Chi è davvero dalla tua parte e chi potrebbe essere un infiltrato. A chi puoi affidare una confidenza e a chi no. La comunità degli emigrati non è una bolla sicura. È uno spazio che il regime cerca deliberatamente di penetrare e avvelenare dall'interno. È una forma particolare di vigilanza permanente. Non vivi nel terrore costante. Vivi in una tensione di fondo costante. Giorno dopo giorno. Diventa parte della normalità. E forse è proprio questo l'obiettivo principale: non uccidere, non arrestare, ma rendere la vita dell'opposizione abbastanza estenuante da spingere la maggioranza a scegliere il silenzio. Per questo chi continua a parlare non lo fa soltanto per convinzione politica. Lo fa anche per resistere. Perché se restiamo in silenzio, Putin ha già vinto. E noi non vogliamo che vinca.
Russia, la minaccia della repressione transnazionale: Italia ancora senza strumenti ebx.sh/M7wlno
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Eleonora Mongelli retweeted
La Repressione Transnazionale è una modalità con la quale i regimi reprimono all’estero dissidenti, attivisti, cittadini. Per le loro idee, che sono l’arma più potente contro la dittatura. Un bell’incontro oggi grazie alla @FIDU_ETS
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Eleonora Mongelli retweeted
"Il Cremlino paga gli opinionisti nei talk show italiani", allarme dei Servizi. Così la propaganda russa entra nella nostra tv di Tommaso Ciriaco, Giuliano Foschini, di Tommaso Ciriaco, Giuliano Foschini via @larepublica_pe Sarebbe bello sapere chi.
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RT @pinapic: Nelle ultime ore ho subito un tentativo di violazione del mio account Signal riconducibile, secondo gli elementi tecnici emers…
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Russia’s return to the Venice Biennale is a disgrace to those who enabled it, in defiance of democratic values, moral responsibility, and principled international response to Russia’s brutal war against Ukraine. Silence and the ignoring of Russia’s crimes in times of war cease to be a position outside politics and instead become a form of complicity. One cannot turn a blind eye to the fact that culture in Russia is inseparable from its militaristic regime. The Russian pavilion at the Biennale, with ties to Russia’s military-industrial complex and political leadership, is further evidence of this. Russian culture at the Venice Biennale is inseparable from Russia’s war crimes, its systematic terror, and its policies aimed at the destruction of Ukraine’s national identity. We are grateful to everyone who supports Ukraine and opposes the normalization of Russia’s war, crimes, and propaganda. We call on those who support Russia’s return to the Venice Biennale to remember the names of Ukrainian artists killed by Russia and confront the reality of what they are justifying: war, death, human suffering and destruction. 🔗Full statement: italy.mfa.gov.ua/it/news/dic…
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‘Safeguarding Prosecutorial Independence and the Standing of the International Criminal Court: Article 46(1) Should Be Amended’, #CICJ Statement 7 (cicj.eu/statement-7/): The Assembly of States Parties of the @IntlCrimCourt must be properly equipped to protect the Court.
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The Italian Federation for Human Rights (@FIDU_ETS) welcomed the ECtHR Grand Chamber’s Yasak v. Türkiye judgment, saying it confirmed concerns over the criminalization of lawful activities in Turkey. Antonio Stango (@AntonioStango) spoke to Turkish Minute about the ruling’s significance.
ECtHR reverses earlier ruling, finds Turkey violated rights of man convicted over alleged Gülen links turkishminute.com/2026/05/05…
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Ciao Olivier, segretario, amico e guida. Vivrai nelle lotte di ciascuno di noi🌹
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FLAME OF FREEDOM: @FIDU_ETS Vice President @EleMongelli calls for #Italy and #Europe to address glaring gaps in their capacity to protect #HongKong dissidents at risk from #TransnationalRepression by authoritarian regimes. 🔥thecfhk.org/transnational-re…
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In questa op-ed per @thecfhk rifletto sulla necessità di riconoscere la repressione transnazionale come vulnerabilità democratica e non come fenomeno marginale, evidenziandone il legame con l'information suppression e altre minacce ibride, nonché le ricadute sul Paese ospitante.
FLAME OF FREEDOM: @FIDU_ETS Vice President @EleMongelli calls for #Italy and #Europe to address glaring gaps in their capacity to protect #HongKong dissidents at risk from #TransnationalRepression by authoritarian regimes. 🔥thecfhk.org/transnational-re…
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Padiglione russo alla Biennale, l'Unione europea formalizza lo stop a un finanziamento da 2 milioni. La Commissione: "Gli eventi finanziati dai contribuenti europei devono promuovere democrazia, dialogo, diversità, libertà di espressione" rainews.it/articoli/2026/04/…
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Ma è normale che a Bologna si tenga il festival di RT, canale tv russo finanziato dal Cremlino e sanzionato dall’UE, in cui diversi propagandisti possono dileggiare indisturbati le nostre istituzioni? P.s. cantano pure “Bella Ciao” mentre Putin bombarda i civili ucraini.
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