L'OCSE lo spiega meglio di me: in tempi di crisi energetica, tagliare le accise sui carburanti è la cosa più sbagliata che si possa fare.
Ci sono alternative migliori.
Il taglio delle accise, e più in generale delle tasse sui prodotti energetici:
- paradossalmente stimola l'inflazione, perché stimola la domanda per il bene scarso facendone ri-aumentare il prezzo artificialmente "tagliato" poco prima;
- non va tutto nelle tasche dei consumatori;
- aiuta più i ricchi che i poveri;
- crea inutili buchi fiscali che pagheremo tutti, in futuro.
Invece, sostegni efficaci dovrebbero:
- essere mirati a famiglie povere e (alcune) industrie energivore, non a tutti;
- essere diretti e finire nelle tasche e nei bilanci di persone e imprese, non cercare di agire sul prezzo del bene scarso.