Elon Musk alla fine non si è presentato. Era prevista per oggi l'audizione, non obbligatoria, presso la procura di Parigi insieme alla ex CEO di X, Linda Yaccarino, ma il proprietario della piattaforma ha preferito snobbare l'invito.
La procura di Parigi aveva fissato per oggi l'audizione, convocandolo come "gestore di fatto" di X nell'ambito di un'inchiesta aperta nel gennaio 2025. La procura ha preso atto dell'assenza, ricordando che l'indagine va avanti comunque.
Come già ricordato, tutto comincia nel gennaio 2025, quando il deputato macroniano Éric Bothorel presenta una segnalazione formale denunciando le modifiche apportate all'algoritmo di X dopo l'acquisizione da parte di Musk nel 2022, un sistema che secondo Bothorel amplificava contenuti polarizzanti e interferiva nel dibattito politico francese.
L'inchiesta si è poi allargata a Grok, l'intelligenza artificiale di xAI integrata in X, finita al centro di uno scandalo internazionale per aver generato tre milioni di immagini sessualizzate in undici giorni, di cui 23.000 raffiguranti minori, e per aver prodotto contenuti negazionisti sull'Olocausto rimasti online per quasi tre giorni con oltre un milione di visualizzazioni.
A febbraio la sede parigina di X era stata perquisita, e in quella stessa occasione erano stati convocati per oggi anche Linda Yaccarino, ex CEO della piattaforma fino al luglio scorso.
Musk, nelle settimane precedenti, si era scagliato contro le autorità francesi e aveva bollato la convocazione come "attacco politico". E oggi ha scelto il silenzio.
E Durov, fondatore di Telegram anch'egli sotto indagine in Francia, proprio ieri si è affrettato a fare coro sostenendo che la Francia starebbe usando le inchieste penali per sopprimere la libertà di espressione.
La magistratura francese ha preso nota, ha riconfermato che l'indagine prosegue, e i dipendenti di X restano convocati come testimoni fino al 24 aprile.
Nel frattempo, sul dossier Grok indagano anche il garante britannico per la protezione dei dati e la Commissione UE.