Ci sono armi nucleari ad Aviano? Domani una gip deciderà (finalmente) se indagare
di Stefania Maurizi - Il Fatto Quotidiano
Sarà un’udienza esplosiva quella di lunedì al Tribunale di Pordenone. La gip Francesca Vortali, sarà chiamata a pronunciarsi sulla presenza di armi nucleari americane nella base americana di Aviano, in provincia di Pordenone. Sedici cittadini, incluso lo scienziato di livello internazionale, il fisico Carlo Rovelli, hanno presentato una denuncia contro quella che i cittadini definiscono “l’illegale presenza” nella base di Aviano di armamenti nucleari, che ritengono una violazione dell’articolo 11 della Costituzione, della legge 185/1990 sulle esportazioni e importazioni di armi e del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, di cui l’Italia è parte. La denuncia cita lo studioso Hans Kristensen, autorità in materia di armi nucleari, che a marzo 2025 ha confermato al Fatto Quotidiano l’arrivo in Italia delle nuove bombe Usa B61-12, stimate in 20-30 ad Aviano e 10-15 a Ghedi.
Inizialmente, i cittadini, rappresentati dal legale Pierumberto Starace, avevano presentato una denuncia contro la presenza delle bombe ad Aviano e Ghedi alla procura di Roma, che però aveva chiesto l’archiviazione in appena 9 giorni. Ma i denuncianti non si sono dati per vinti e hanno ripresentato l’istanza alle procure di Pordenone e Brescia, territorialmente competenti per Aviano e Ghedi.
Ancora una volta la denuncia è stata archiviata da Brescia, senza dare ai cittadini la possibilità di opporsi. Per Aviano, invece, la gip di Pordenone Vortali ha fissato l’udienza per decidere se ordinare nuove indagini o archiviare: “Perlomeno avrò la soddisfazione di vedere in faccia un giudice dopo quattro anni di lavoro”, dice Ugo Giannangeli, uno dei sedici cittadini che si battono da anni, insieme con altri, come Annalisa Milani e Patrizia Sterpetti della sezione italiana dell’associazione Women’s International League for Peace and Freedom (Wilpf) e Elio Pagani del comitato Abbasso la Guerra.
La presenza delle armi nucleari sul suolo italiano comporta rischi non solo in caso di guerra, ma anche in tempi di pace. Tre anni fa, la più autorevole rivista al mondo in materia, il Bulletin of the Atomic Scientists ha pubblicato un’intervista al giornalista investigativo americano Eric Schlosser che ha raccontato di aver ottenuto un documento di 225 pagine, desecretato dal governo americano, che rivela come, dal 1957 al 1967, si siano verificati mille incidenti con le armi nucleari statunitensi, alcuni di piccola entità, ma altri molto gravi. Nel 1961, per esempio, presso la base aerea di Lakenheath, in Inghilterra, i serbatoi di un caccia colpirono la pista, si ruppero e il carburante prese fuoco: una bomba all’idrogeno, che l’aereo trasportava, finì avvolta dalle fiamme. Fortunatamente, i vigili del fuoco riuscirono a domare l’incendio prima che gli esplosivi ad alto potenziale contenuti nella bomba potessero detonare. Schlosser ha raccontato che poiché l’incidente era avvenuto in una base militare fuori dal territorio degli Stati Uniti, sia il governo americano sia quello inglese negarono che fosse mai avvenuto. Ad Aviano e Ghedi si sono mai verificati incidenti tenuti segreti?