Assolutamente da non perdere la lettura integrale di questo articolo su
@HuffPostItalia: Ecco casa succede in queste ore in
#Iran, tutto quel che è fondamentale sapere nel mio ampio articolo su Huffington Post:
“I ragazzi di Teheran. La resistenza a un regime ferito e ancora più feroce”
La Repubblica islamica sotto scacco infittisce arresti, torture e esecuzioni. Ma i giovani gridano per strada e sui tetti la loro voglia di libertà. Di nuovo in carcere il rapper Toomaj
#Salehi. Cronache da una lotta.
Buona lettura!
huffingtonpost.it/esteri/202…
Nuova massiccia ondata di arresti arbitrari di oppositori democratici in diverse città dell’Iran, mentre la guerra di
#Israele contro la Repubblica islamica entra nel suo ottavo giorno.
Sono almeno 150 gli arresti di questa nuova ondata repressiva contro giovani che manifestano sui social a favore di Israele ed esprimono sollievo per le eliminazione dei capi
#pasdaran, loro carnefici. Tra gli arrestati dell’ultim’ora vi sarebbe di nuovo anche il noto rapper dissidente,
#Toomaj Salehi, l'alfiere della lotta di liberazione dell'Iran dalla Repubblica islamica. Il rapper anti pasdaran, voce del movimento "Donna, Vita, Libertà" è tornato dunque in galera per le sue dichiarazioni contro il regime, arrestato sull'isola di Kish. Il luogo della sua detenzione resta sconosciuto.
Gli arrestati sono accusati di "spionaggio per il
#Mossad", di "sostegno mediatico all’entità sionista [Israele]", di “insulti ai martiri” e di "disturbo della quiete pubblica". La maggior parte degli arrestati sono attivisti, ragazzi, studenti e utenti dei social media che hanno dato vita dal 16 settembre 2022 alla rivoluzione del movimento “Donna, Vita, Libertà”, che ora porta il nome
#Jina,
#MahsaAmini, la ragazza curda-iraniana, uccisa dalla “polizia morale” perché non indossava correttamente il velo.
Secondo l'Organizzazione per i Diritti Umani
#Hengaw, sarebbero stati arrestati anche diversi professori universitari e persino operai.
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In queste ore il regime ha intensificato anche il numero di impiccagioni che fanno registrare una media di circa tre al giorno.
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I pasdaran hanno trasformato gli edifici vicini all'ospedale Farabi di Kermanshah in depositi di munizioni, rendendo di fatto la zona un obiettivo militare.
Hengaw ha messo in guardia contro quello che ha descritto come l'uso organizzato di civili come "scudi umani" da parte dei pasdaran, definendolo un crimine di guerra.
Da quando è iniziato l’attacco di Israele ai siti militari, la popolazione non ha smesso di denunciare il fatto che la Repubblica islamica tiene prigioniero il suo popolo e lo utilizza come scudo umano. Gli iraniani si sentono ostaggio del regime che ostacola le operazioni di evacuazione dei siti a rischio. Dopo aver affrontato coraggiosamente questo regime, a mani nude, mentre il mondo rimaneva in silenzio, ora che Israele bombarda siti strategici militari e nucleari, le autorità iraniane non hanno predisposto sirene di avvertimento; la popolazione può mettersi in salvo solo quando avverte la deflagrazione delle bombe, perché non sa dove trovare riparo: zero sirene, zero rifugi, zero avvertimenti, grande spavento e rischio elevato di essere vittima dei bombardamenti. Il regime non avverte la popolazione dell’arrivo di missili, ma intanto continua a inviare minacce automatiche via SMS, intimando ad essa di non manifestare e di attenersi all’obbligo dell’
#hijab…
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Il regime teme l’insurrezione popolare e ha tagliato completamente Internet.
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Nessuno in questo ore grida contro Israele, nessuno in Iran considera Israele un nemico. Tutte le notti gridano a squarciagola dai tetti e dalla finestre: “Morte a Khamenei,
#Khamenei dittatore”. Fanno riferimento ai loro valori identitari e ai simboli della cultura persiana del Leone e del Sole nascente, evocando le loro radici storiche. Espongono simboli dello zoroastrismo, della cultura persiana e dunque preislamica. Fanno riferimento alla Prima dichiarazione dei diritti umani di Ciro il Grande, al “Cilindro di Ciro” esposto al British Museum.
#Ciro I il Grande liberò gli ebrei dai
#Babilonesi e ciò avvicina fraternamente la popolazione persiana a quella ebraica. La simbologia rappresentata dal “Cilindro di Ciro” fa riferimento all’abolizione della schiavitù e alla libertà di pensiero e di espressione. Gli iraniani sprimono in questo modo la loro voglia libertà, di democrazia, del rifiuto della corruzione. Alcuni espongono lo "Stendardo di Jamshid”, dei re Sasanidi, la figura mitologica della cultura zoroastriana, il quarto e più grande sovrano della dinastia Pishdadiana. Quella bandiera raffigura lo "Stendardo di Farīdūn”, ovvero lo "Stendardo Reale”, il leggendario vessillo dell'Iran costituito da una lunga fascia rettangolare di cuoio che ricorda il grembiule del fabbro di
#Kāveh, l’eroe della mitologia persiana che capeggiò la rivolta contro il mostruoso demone tiranno Zahhak. Il racconto epico del X secolo riportato nel Libro dei Re del grande poeta epico persiano
#Firdusi, narra infatti della figura demoniaca di
#Zahhak protetto da enormi serpenti che uscivano dalle sue spalle. Zahhak simboleggia il dispotismo che è stato sconfitto da Kāveh, il fabbro che guidò la rivolta popolare contro di lui. Kāveh riuscì a distruggere il demone e fu allora che il suo grembiule di cuoio fu usato come stendardo per simboleggiare la lotta del popolo iraniano contro il tiranno.
I comandanti pasdaran uccisi sono coloro che hanno effettuato le impiccagioni all’alba e ora la Repubblica islamica vuole giustiziare anche
#AliYounesi, il vincitore della medaglia d'argento alle Olimpiadi mondiali di astronomia. I giovani iraniani rispondono così a questa ennesima condanna a morte, sfidando ancora una volta il regime, facendo riferimento al “sole nascente” raffigurato nella bandiera iraniana che sventolava prima del 1979: “Ci avete fatto fuori all’alba, ma l’alba non l’avete ancora vista. L’alba sta arrivando”.
Se ne raccomanda la lettura integrale...
@RadioRadicale #Turchia