Dov’è l’Anm di fronte agli attacchi del Fatto contro la procuratrice Nanni? Dove sono i comunicati? Dove sono le note sull’attacco all’autonomia della magistratura? L’Anm interviene su tutto, spesso con ammirevole tempestività. Se un giornale come il Foglio critica la procura di Torino o quella di Firenze, magari per un comunicato sopra le righe, per una conferenza stampa troppo teatrale, per un’indagine raccontata come una catechesi civile, scatta subito l’allarme: delegittimazione, clima pericoloso, attacco alle toghe. Ora invece no. Silenzio. Anche di fronte a un giornale il cui direttore ha minacciato di portare in tribunale un magistrato, il quale magistrato aveva contestato come non corrispondenti al vero le ricostruzioni del Fatto sul caso Minetti.
Il caso Nanni-Minetti, al netto della grazia e delle polemiche, racconta dunque una piccola ipocrisia italiana. Ci sono magistrati difesi per principio e magistrati lasciati soli per convenienza. Gli avvocati, stavolta, hanno ricordato una cosa semplice: il garantismo non si applica solo a chi ci piace. L’Anm, tacendo, ha fatto capire il resto. ⬇️