La lettera della presidente italiana ha aperto una breccia nel muro dell’integralismo contabile, dalla quale è entrato finalmente un po’ di sano buon senso.
Come affermato da Giorgia Meloni, consentire maggiore flessibilità per la spesa militare, ignorando totalmente le necessità degli Stati nazionali sul fronte della crisi energetica, sarebbe stato un grave errore da parte delle istituzioni europee, che i popoli europei non avrebbero compreso né accettato.
La possibilità di utilizzare un maggiore spazio di bilancio per aumentare la produzione energetica, soprattutto rinnovabile, libera risorse finanziarie che i governi potranno utilizzare alleviare il costo dell’energia su famiglie e imprese.