violinista, heavy metal head, laziale, ho scritto 'Assenza di gravità' (Intermezzi) e parlo su Pequod podcast.

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Remigrazione C’è una parola nuova che gira, e ha un suono pulito. Remigrazione. La pronunciano in tanti senza pensarci, come si ordina un caffè. Comoda, leggera, igienica. Le parole pulite servono a questo da sempre: coprire ciò che ad alta voce farebbe vomitare. Non è spuntata dal nulla. L’ha teorizzata un austriaco, Martin Sellner, in un libro intitolato “Remigrazione, una proposta”, tradotto in italiano l’anno scorso. Ha preso corpo in una villa vicino a Potsdam, nel novembre del 2023, dove uomini dell’estrema destra tedesca si sono chiusi a discutere come allontanare due milioni di persone. Lo ha scoperto un gruppo di giornalisti, e mezza Germania è scesa in piazza. Nel piano c’era scritto pure dove spedirle, quelle persone: uno “Stato modello” da qualche parte in Nord Africa. Un’idea già vista. Si chiamava piano Madagascar, prevedeva di deportare quattro milioni di ebrei su un’isola, ed era il 1940. Un dettaglio di quella riunione conta più di tutto. Sellner non ha mai detto deportazione. Diceva remigrazione. Sapeva cosa stava progettando e ha scelto la parola che non spaventa. Non lo dico io. Sta agli atti. Te la traduco, la parola pulita. Remigrazione vuol dire prendere una persona e portarla via. Vuol dire bussare a una porta all’alba e far scendere una famiglia in pigiama. Vuol dire un bambino con le scarpe slacciate che non capisce dove lo portano. Vuol dire una madre che stringe una valigia con dentro niente, perché il tempo non glielo hanno dato. Non parlano solo di chi è sbarcato ieri. Parlano dei “non assimilati”, che nella loro lingua sono ragazzi nati qui, con la carta d’identità in tasca, che parlano romanesco o napoletano e il paese dei nonni non l’hanno mai visto. Non è la prima volta che una parola viene lavata così. Quasi novant’anni fa cominciò con le parole e con le leggi. Si diceva trasferimento, reinsediamento, trattamento speciale. Si facevano le liste. I treni vennero dopo, poco più di ottant’anni fa, e su quei treni la gente stava in piedi, al buio, per giorni. Dove finivano lo sai. Lo sai senza che te lo scriva. L’hai studiato a scuola, hai pensato mai più, hai chiuso il libro. La parola pulita è tornata lo stesso, e ti scorre davanti mentre fai colazione. Pensa alla gente normale di allora. Il farmacista. La maestra. L’impiegato che ogni mattina comprava il pane e un giorno ha smesso di salutare il fornaio, perché il fornaio era diventato un problema. Non erano mostri. Erano gente come te. Hanno solo girato la testa. Si sono detti che non li riguardava, che protestare era pericoloso, che ci avrebbe pensato qualcun altro. Quel qualcun altro non è arrivato mai. Quando i treni passavano sotto casa, chiudevano le tende e alzavano la radio. Oggi la tenda è lo schermo del telefono. Scrolli, leggi remigrazione, senti un fastidio, tiri dritto. Intanto c’è già chi sussurra di “altre soluzioni”, perché a qualcuno la sola deportazione comincia a stare stretta. La frase non la finiscono. Gli manca il coraggio. Fanno come Sellner: dicono la parola che non spaventa e il resto lo lasciano al tuo silenzio. Prima la parola pulita. Poi la parola detta a metà. Poi non servirà più nessuna parola, perché sarà già successo. Uno Stato sano avrebbe gli anticorpi. Tratterebbe chi istiga allo sterminio per quello che è, perché questa non è un’opinione, è il primo gradino di una scala che conosciamo a memoria. Invece la parola va di moda. Qualcuno la spaccia per libertà. Resti tu. Non la maestra, non il farmacista, non quel qualcun altro che non arriva mai. Tu, che hai sentito quel fastidio mentre leggevi e adesso vorresti chiudere la pagina e lasciarti il fastidio alle spalle. Non chiuderla. Quel fastidio è l’unica cosa pulita rimasta in questa storia, ed è esattamente ciò che la gente di novant’anni fa ha deciso di non sentire. La differenza tra te e loro non è il cuore. È solo il momento. Loro si accorsero quando i treni erano già partiti. Tu te ne stai accorgendo adesso, prima. La prossima volta che leggi remigrazione non tirare dritto. Chiamala col suo nome, ad alta voce, dove gli altri ti sentono. Costa fatica e ti farà sentire fuori posto. Era esattamente la fatica che allora non fece nessuno.
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"My boiler is still working". A.M. Fabiani
ULTIM'ORA LAZIO Ufficialmente confermato il mercato a saldo zero Il club biancoceleste obbligato a vendere per comprare #SkySport #SkyCalciomercato
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A questo punto la speranza è che domani non ci sia nessuna comunicazione, o che sia relativa a un aumento di capitale (comunque evento storico nel Lotitocene). Perché se invece si tratta dell'ingresso di monopattino-man toccherà davvero iniziare a pregare. #Lazio #LotitoOUT
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Alberto ha un grande cuore e si è messo in testa di lanciare una nuova, bella iniziativa: un momento di lazialità a cui partecipare in tanti, per pensare a cosa si può fare per il bene della nostra Lazio. Sarebbe bello che ci unissimo in tanti per realizzare qualcosa di importante: tifosi semplici e tifo organizzato, volti noti e meno noti, giovani e meno giovani. Una giornata per ricordarci ancora una volta chi siamo e per ricordare alle istituzioni sportive e non, al momento silenziosamente complici di uno scempio non solo sportivo, che i laziali sono arrabbiati e non mollano mai.
Ad oggi hanno dato una disponibilità di massima all'iniziativa @alecapriccioli @fede_marconi @AndreaPrandi11 Gianluca Teodori @1962Greco Benedetto Lattanzi @Nucci76 Sergio Amici. Oltre naturalmente al sottoscritto. Siamo tutti colleghi giornalisti. Per far partire l'eventuale macchina organizzativa del convegno non basta: non occorrono tutti i comunicatori laziali, è ovvio, anche perché le idee non collimano sempre, ma deve essere una quota rappresentativa. E ha senso se c'è pure il tifo organizzato. Se volete taggate, chiedete, informate, diffondete, altrimenti è naturale prendere atto che le condizioni non ci sono
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Il film sugli @IronMaiden è un capolavoro di narrativa: un viaggio che ha segnato epoche, ha accompagnato le nostre vite, e che rimarrà immortale. L'heavy metal l'hanno plasmato e decorato loro, e ogni volta che risuonano le loro melodie è come sentirsi a casa. UP THE IRONS!🤟🏼
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Grazie. È l' unica nota positiva di una giornata disastrosa. #RomaLazio
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Un uomo coerente: dentro al Senato, fuori dal Senato, chiude gli occhi per concentrarsi meglio. #LotitoOUT
Replying to @RealSpawn77
Gira questa. Quindi pare di sì 🤦🏼‍♀️
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Anche oggi immagino che non ci siano sufficienti elementi per far credere a Angelo "Caldaia" Fabiani che abbia fallito. La Società Sportiva Tempo Indeterminato colpisce ancora. Qualcuno ci liberi da questo romanista. #LotitoOUT #VendiVattene
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May 13
LIBERTA’
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Alex ❤️
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Le matte risate. Chissà quante trattative poi sono saltate perché qualcuno si è alzato e se ne è andato. Ma tanto chissenefrega, al massimo ci rimette la Lazio, mica lui. #LotitoOUT
“Un milione no eh” 💰  Le trattativa secondo Claudio Lotito 👀 Guarda Giorgia's Secret con Igli Tare, disponibile ORA su #DAZN
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Un mito. Violinista e didatta fenomenale, primo violino del quartetto Alban Berg che ha rappresentato l'ispirazione per tutta la mia vita verso la musica da camera. Grossa perdita, in un mondo musicale sempre più avaro di grandi talenti. R.I.P. Maestro 😥
RIP. Günter Pichler, primarius of the Alban Berg Quartet, died in a car crash at the spritely age of 85. He could be famously difficult and was exacting, but by those who withstood this, he was beloved or at least admired. He helped set new standards for string quartet playing.
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È tutto qui: da una parte chi ha perseguitato e ucciso oppositori, varato leggi razziali, cancellato la libertà. Dall' altra chi l' ha riconquistata liberando l' Italia. Non sarà mai possibile l' equiparazione tra fascisti e partigiani. Buon #25aprile. #FestaDellaLiberazione
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Sempre saggio preparare in anticipo la colazione di domani. #AtalantaLazio #SuperMotta
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Ogni giorno è un delirio nel metaverso #Lazio. Essere Laziali rappresenta una nuova forma di droga chimica ad effetto rapido e irreversibile.
Comunque è incredibile che Palella stia scrivendo quei tweet e nessuna testata li pubblichi In qualsiasi altro caso in Italia che non fosse la Lazio avremmo già articoli del tipo: “Clamoroso nella squadra Y: l’uomo che ha portato lo sponsor insulta i tifosi sui social”
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Ma a sto punto almeno eliminate le soste per la Nazionale, così ci intossichiamo solo con il nostro scarso campionato senza doverci avvelenare pure con altro. #BosniaItalia
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Ringraziamo per la partecipazione: -le accise -Sarà per sempre sì 🎶 -i plotoni di esecuzione -i pronostici di Bocchino -i defunti per il sì -gli spritz di Nordio -la famiglia del bosco -il caso Garlasco -Rogoredo -Fedez che parla ai giovani -le ospitate ai funerali
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