"Poi l’intreccio, come accade quasi sempre, si è sciolto da solo. Lei è salita in macchina e se ne è andata. Io sono rimasto lì come un pirla, come si dice a Milano, e ci ho pensato sopra.
Mi veniva da dire: ma io, in quanto me, non c’entro niente. Non devo sentirmi in imbarazzo per il semplice fatto che cammino per la strada. Come persona, è un ragionamento legittimo. Come maschio, purtroppo no. Che io lo voglia o non lo voglia, il semplice fatto di essere un maschio mi permette di fare a piedi anche tutta la circonvallazione, di notte, senza sentirmi preda. Se fossi femmina, non potrei farlo con la stessa libertà. I maschi non hanno paura fisica delle femmine. Le femmine hanno paura fisica dei maschi.
Per questo si dice: è un problema di genere. Vuol dire che riguarda tutti, che nessuno può sentirsi esentato dal ragionarci sopra – a meno che non sia abituato a ragionare in generale. È come quando si parla della disuguaglianza di classe. Non vuol dire che tutti i ricchi sono stronzi, anche se qualcuno lo è. Vuol dire che nascere ricchi o nascere poveri, pesa, eccome, nella vita di tutti noi. Riguarda tutti. Nessuno escluso. Per questo è nata la politica: perché ci sono cose che non possiamo risolvere da soli, ognuno per conto suo. La sopraffazione delle femmine da parte dei maschi non può essere risolta dicendo 'ah, ma io quelle cose non le faccio'. Deve diventare una questione politica di prima grandezza, così come è stato nelle magnifiche manifestazioni di ieri."
Michele Serra a
#CTCF