I PREZZI SALGONO, LE SCUSE ANCHE
Nintendo Switch 2 è uscita da circa nove mesi e ha già fatto parlare molto di sé. Gran parte del rumore intorno all’ultima arrivata della storica casa nipponica fu generato dal dibattito sul prezzo di lancio, reputato non in linea con la serie di specifiche tecniche non esaltanti della console. È bastato poco affinché i dubbi sul valore dell’hardware venissero dissipati: le prime prove raccontarono di come anche giochi tecnicamente impegnativi potessero funzionare sia in modalità portatile, dove splendevano grazie alla qualità dello schermo, che in modalità fissa, a dispetto di alcuni compromessi necessari, come la risoluzione ridotta di certi titoli. Una console finalmente al passo con i tempi, in grado di supportare anche i titoli AAA di terze parti, come dimostra la recente uscita di Resident Evil Requiem. Il merito di tutto questo? Oltre che a una sapiente ottimizzazione degli spazi e delle funzionalità della macchina (chi ha comprato il Welcome Tour sa bene a cosa mi riferisco), il vero punto di forza è l’utilizzo di programmi di IA per il miglioramento dell’immagine e del suono. Paradossale che la stessa tecnologia sia la ragione dei recenti aumenti che hanno travolto il mondo videoludico. Se poco meno di un anno fa Microsoft ha deciso di aumentare i prezzi delle sue console, anche se quest’ultime sembravano già prossime alla morte, è di queste ore la notizia degli aumenti di prezzo per quasi tutti i prodotti Sony PlayStation, comunicati al pubblico con una nota sulle pagine ufficiali del colosso giapponese. Non serve girarci attorno: l’aumento dei prezzi delle DRAM, che rappresentano ormai il 35% del costo complessivo per la fabbricazione di un computer o di una macchina da gioco, con le stime percentuali che purtroppo sembrano destinate ad aumentare, è ormai una problematica comune per tutte le aziende che operano nel campo della tecnologia. Non sorprende quindi che anche Sony si sia allineata alla politica dei rincari, ormai necessaria per adeguarsi alle nuove logiche produttive, nonostante la sua console principale sia un hardware vecchio di sei anni. Quello che lascia straniti è l’ondata di astio riservata a Nintendo per la decisione di mettere in vendita una console al prezzo di una console. Una macchina che è ibrida, retrocompatibile, ben ottimizzata e custode di una serie di esclusive pregevoli. Il cui prezzo è attualmente di €469,99 per il continente europeo, con la possibilità di pagarla di meno rivolgendosi ai rivenditori. Per chiarirci, la già datata Steam Deck, vero e proprio mattone interattivo che Valve ha prodotto in più versioni, e che fa fatica a supportare adeguatamente la maggior parte dei videogiochi di valore presenti nella libreria Steam, viene venduta più o meno allo stesso prezzo. Non è escluso comunque che Nintendo in futuro aumenti il costo per il pubblico dei suoi prodotti, ma i giocatori se ne dovranno fare una ragione: è la dura legge del mercato. E al momento quest’ultimo indica che l’unico must buy in ambito videoludico è Switch 2.