Cristiano, marito, padre di 3 figli, avvocato, e cofondatore del Family Day. Già Senatore della #Lega.

Joined April 2010
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Processione ortodossa a Bucarest per benedire ed esorcizzare le strade dopo il passaggio del "pride". Diranno che sono oscurantisti, ma questi fratelli ortodossi hanno capito una grande verità: dietro alle ideologie dell'"orgoglio LGBT" si nasconde il rifiuto e l'abiura del Creatore, che ci ha voluti maschi e femmine fin dal Principio. E infatti in tutti i "pride" si irride e bestemmia la fede cristiana, da cui la necessità di una bella benedizione.
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Grazie al vescovo di Sanremo Ventimiglia mons. Suetta, che oggi alla marcia per la vita canta con noi "per sempre si", insieme all'assessore Baldassarre, all'on. Inselvini e a molte migliaia di amici e famiglie da tutta Italia. Per sempre si alla vita. No all'aborto. ScegliAmo la vita!
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Il papa CONDANNA i trafficanti di uomini che portano migranti in Europa. Non ho trovato questa notizia in Italiano. Magari siete più bravi di me. Ah ecco. Su "la Verità" lo scrivono. Altri?
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Sono contento che Alberto Stasi sia tornato libero. Resto convinto che una sentenza di assoluzione (nel suo caso furono ben due) costituisca un "ragionevole dubbio" che dovrebbe rendere improcedibile ogni ulteriore richiesta di condanna. Andrebbe fatta una riforma in tal senso. Va inoltre detto, con amarezza, che senza "le Iene" e il clamore mediatico che ne è seguito, probabilmente sarebbe ancora in carcere...
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Solidarietà ai ragazzi del Liceo Monti di Cesena sanzionati per aver scritto "Italia agli italiani". Fanno il paio con lo studente veronese che rifiutò di usare la scala dipinta coi colori LGBT. Quando la scuola diventa indottrinamento, difendere i nostri ragazzi diventa priorità. Tra l'altro, palestina ai palestinesi si può dire, e le nostre città pullulano di angurie e bandiere pro-pal. Se vale per loro, perchè non dovrebbe valere per noi?
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Purtroppo temo abbia ragione..
Belfast brucia. E presto le fiamme potrebbero arrivare alle nostre case, accese da chi ha reso l’immigrazione incontrollata un affare di soldi e politica. Torniamo in Ulster per vedere il nostro futuro prossimo. Sessantadue incendi in cinque ore, autobus rovesciati, case di minoranze etniche date alle fiamme, famiglie con neonati in fuga scortate dai vigili del fuoco. Uomini mascherati che sfondano porte e gridano "stranieri fuori" in quartieri dove trent'anni fa si sparava tra cattolici e protestanti. La miccia, lunedì notte: Hadi Alodid, trent'anni, sudanese, richiedente asilo con status di rifugiato, ha aggredito un ignaro passante con un coltello da cucina colpendolo alla schiena, al volto e agli occhi. Poi, come mostra il video visto da milioni di persone, ha portato la lama a ripetizione al collo della vittima. Solo le bastonate dei passanti hanno impedito la decapitazione. Una settimana prima l'Inghilterra aveva guardato attonita le immagini di Henry Nowak, diciotto anni, ammanettato dagli agenti mentre moriva dissanguato, perché il suo assassino, inglese di seconda generazione, aveva gridato al razzismo e la parola era pesata più del sangue. Il pogrom è barbarie. Ma la domanda vera non è chi ha acceso il fuoco. È chi ha accatastato la legna per trent'anni. Chi liquida le fiamme come "violenza dell'estrema destra" racconta una cronaca falsata, perché in piazza sono scese persone che mai si sarebbero sognate persino di sfilare con un cartello di protesta. Chi cerca la causa deve guardare altrove: alla sistematica inversione dell'integrazione che la sinistra europea ha imposto come dottrina per un ventennio. Non sono gli ultimi venuti a doversi integrare, ma chi è nato nella nazione ospitante deve assimilare le loro regole e abitudini e soddisfare le loro richieste. Una follia incredibile. E non si parli di integrazione mancata come se fosse un processo ancora in corso. Nelle stazioni, nei centri commerciali, nelle piazze del sabato sera, i maranza hanno già risposto: rapine di branco, aggressioni gratuite, devastazioni per noia e per odio. Non sono emarginati in cerca di riscatto. Sono seconde e terze generazioni che rifiutano il Paese dove sono nate, ne disprezzano le regole, ne aggrediscono i coetanei. Non chiedono inclusione: rivendicano territorio. Chi liquida tutto questo come cronaca straniera non ha letto la cronaca italiana. Modena, 16 maggio. Un italo-marocchino lancia l'auto contro la folla e ferisce sette persone. La risposta della sinistra che governa la città arriva puntuale come un riflesso condizionato: caso isolato, gesto di uno squilibrato, nessuna matrice. Poi, però, è calato un silenzio assoluto quando dai dispositivi elettronici di El Koudri sono emerse ricerche su attentati commessi in Europa, scaricamento di materiale jihadista. E lo schema si è ricomposto: non l'esplosione improvvisa di un folle, lo studio paziente di un modello. È la macchina della derubricazione, oliata da anni di esercizio: ogni attentatore diventa un pazzo, ogni allarme diventa razzismo, ogni critica diventa islamofobia. È lo stesso copione recitato per ogni episodio che la sinistra non vuole vedere. Quando il fatto è innegabile, si cerca la causa nella vittima o nel contesto. Lo stupratore non sapeva. L'accoltellatore era fragile. L'investitore era abbandonato dai servizi sociali. La colpa non è mai di chi agisce: è di chi non ha saputo accogliere, includere. Diciannove giorni dopo, nella stessa Modena, lo stesso sindaco che aveva minimizzato ha accompagnato nelle scuole elementari un indagato per associazione con finalità di terrorismo, braccio destro dell'uomo ritenuto il vertice di Hamas in Italia. Davanti a lui, bambini di sei anni battevano le mani al ritmo di cori per la Palestina. Non sanno cosa sia il 270 bis. Sanno già da che parte stare: qualcuno ha deciso al posto loro. Perché l'indottrinamento non è un incidente, è un metodo. Scolaresche in ginocchio verso la Mecca, guidate nella preghiera da un imam. Piani dell'offerta formativa che fissano tra gli obiettivi didattici il riconoscimento dei Cinque Pilastri dell'Islam. Nel Trevigiano, una scuola cattolica ha portato bambini di tre anni in moschea, dove sono stati fotografati inginocchiati sul tappeto della preghiera rivolti verso la Mecca, con le maestre velate "per rispetto". Tutto in assenza di qualsiasi intesa tra lo Stato e le comunità islamiche, dunque senza alcuna base giuridica. Quale altra confessione entrerebbe nelle aule pubbliche da una porta che la legge non ha mai aperto? Laura Boldrini era stata profetica parlando degli immigrati. Riletta con gli occhi di oggi, più che una profezia fu una fatwa. Affermò che "I migranti sono l'avanguardia di quello stile di vita che presto sarà lo stile di vita di moltissimi di noi". E qualcuno la ha presa sul serio e, nell’attesa di arrenderci, ha iniziato a giustificarli un po’ troppo. Quando la resa culturale arriva nei palazzi di giustizia, il cerchio si chiude. Il vertice di questa parabola giudiziaria si è toccato due volte. La prima a Rimini, dove nel 2017 quattro stranieri stuprarono in gruppo una turista polacca e una transessuale peruviana su una spiaggia. La consulente psicologa nominata dal tribunale ha scritto che l'imputato congolese non aveva "piena consapevolezza della gravità del reato" perché "nel suo contesto di provenienza il rispetto per l'autodeterminazione sessuale della donna non era adeguatamente acquisito". Tradotto: nel suo Paese si stupra, dunque non poteva sapere che qui non si fa. La seconda a Salerno, dove l'avvocato Carmen Di Genio, membro del Comitato Pari Opportunità della Corte d'Appello, ha dichiarato testualmente: "Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare." Sono parole pronunciate dentro le aule di giustizia. Non da commentatori anonimi. Lo stupro diventa "incomprensione culturale". Il resto è contorno grottesco: a Padova un maiale di plastica in vetrina diventa un'offesa da rimuovere, nel Paese della mortadella. Si sorride, ma è il sorriso di chi misura quanto il terreno sia già morbido. La sinistra minimizza perché ammettere significherebbe processarsi: ha spalancato le porte, scritto le regole deboli, ha aperto le aule, ha coltivato la dottrina dell'integrazione rovesciata. Ma la legna accatastata non smette di essere legna perché qualcuno vieta di nominarla. Belfast ha mostrato il finale del film. L'Italia sta ancora girando le scene che lo preparano. Belfast non è lontana. È soltanto in anticipo.
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Questo è l'episodio che ha scatenato la reazione dei cittadini dell'Irlanda del Nord, ma per la sinistra, il problema sono i disordini anti-immigrazione. Però, quando Parigi viene distrutta e incendiata dai migranti per una partita di calcio, va tutto bene. Voi cosa avreste fatto?
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Prendiamo atto che secondo repubblica il problema sono i temuti "disordini anti-migranti, e non il sudanese che tenta di decapitare i passanti. Del resto, chi parla più di Modena?
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Scene imbarazzanti al Torino Pride. Ma c'è una buona notizia: grazie al DDL Valditara, questi signori NON insegneranno nella scuola dei tuoi figli o dei tuoi nipoti. E poco non è...
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Papa Leone XIV ha detto al Parlamento spagnolo, prima di ricevere una standing ovation di 7 minuti: "La difesa della vita umana non è né una questione di parte né un interesse confessionale: è un obiettivo di civiltà". ​"Se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società?", ha affermato, parlando a un'assemblea di politici, molti dei quali favorevoli all'aborto e all'eutanasia. ​"Può definirsi pienamente giusta una comunità che relega nell'ombra il bambino non ancora nato, l'anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalle cure degli altri?". ​"Ogni vita umana deve essere riconosciuta e salvaguardata dal concepimento al suo termine naturale, in ogni circostanza della sua esistenza. Quando questa certezza viene oscurata, i più vulnerabili sono le prime vittime, e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona". ​"Per questo motivo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, innanzitutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare le vite più fragili", ha detto, ribadendo quanto sottolineato da Giovanni Paolo II decenni fa. ​Iniziando il suo discorso, ha commentato che quello della Chiesa è un "messaggio offerto in spirito di servizio alla persona umana". ​"Quando la Chiesa si esprime su tutto ciò che riguarda la vita pubblica, lo fa nel rispetto della missione propria delle istituzioni e della legittima responsabilità di coloro che hanno ricevuto il mandato di legiferare", ha affermato Papa Leone, sottolineando che "la Chiesa offre una riflessione che nasce dal desiderio di servire il bene comune". ​Ha ricordato che sono stati gli ordini cattolici ad "aiutare a plasmare una coscienza giuridica e morale capace di ricordare che l'autorità comporta sempre una responsabilità e che ogni essere umano deve essere riconosciuto come soggetto di diritti e di doveri". ​"Quell'aspirazione continua a risuonare ancora oggi: che la dignità, la giustizia e il bene comune siano la misura delle relazioni sociali, sia a livello nazionale che internazionale". ​"Quando il bene comune cessa di essere un orizzonte condiviso, l'azione pubblica corre il rischio di frammentarsi in interessi parziali, incapaci di salvaguardare ciò che appartiene a tutti". ​"In questo contesto, la famiglia — realtà umana primaria e fondamento naturale della comunità — assume una particolare importanza", ha detto Papa Leone. ​"La famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità, dove si impara, prima che in ogni altro luogo, la grammatica fondamentale del vivere insieme: l'accoglienza della vita, la cura degli altri, il perdono, il servizio e l'appartenenza". ​"La vita umana non può mai essere trattata come una merce", ha affermato il Papa. ​"Una legge non raggiunge la sua vera grandezza per il solo fatto di essere stata formalmente promulgata; la raggiunge quando, oltre a essere valida nella forma, sa stare di fronte alla dignità della persona e superare questo esame senza vergogna". ​"Vi invito, quindi, a sollevare lo sguardo verso il mondo che vi circonda, non per allontanarvi dalla realtà, ma per ricordare che ogni decisione delle autorità pubbliche tocca persone reali, specialmente coloro che hanno meno potere per far sentire la propria voce". ​"L'ampiezza della propria visione consiste proprio nel guardare più a fondo a ciò che è in gioco in ogni decisione pubblica. Ecco perché, accanto alle soluzioni tecniche e alle riforme giuridiche, è necessario anche un rinnovamento morale". ​Video: Vatican Media
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La sinistra sogna questo indottrinamento per i figli degli altri. Col DDL Valditara queste follie ideologiche sono state VIETATE. La differenza la fate voi quande andate a votare.
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Questo è ciò che la sinistra vuol fare con i nostri figli. Questa è la ragione per cui non volevano il ddl Valditara. Questo è il motivo per cui è una norma sacrosanta.
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Non vedo errori. Solidarietà a Roberto Menia per gli attacchi ricevuti. Ha ragione lui: andate a casa vostra.
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Miliardi sono stati spesi per farti credere che questo sia cattivo. Ricominciamo dalla famiglia naturale.
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Buongiornissimo sindaco Sala! dopo 35 anni ve ne siete accorti anche voi? Sarebbe stato più credibile dirlo prima del referendum...
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Esatto. In Italia è vietata la propaganda Gender alle elementari. In UK hanno tassi mostruosi di gravidanze minorili per colpa dell'educazione se66uale. Noi ne facciamo volentieri a meno. Fino alle medie ci pensano le famiglie.
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A New York i Dem stanno per mettere fuorilegge le parole padre e madre, da sostituire rispettivamente con "genitore gestante" e "genitore non gestante". Ma come? Non ci avevano detto che anche i padri possono avere gravidanze? Omofobi e transfobici che non sono altro!
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Con calma e senza clamore, papa Leone sta facendo pulizia. Grazie, Santo Padre.
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VITTORIA! Il DDL Valditara è legge! Niente più trans in cattedra, stop a indottrinamento LGBT per i bambini, obbligo di consenso informato alle medie e alle superiori e contenuti monitorati dai genitori. La nuova legge restituisce alle famiglie il ruolo educativo, come previsto dalla Costituzione. Avanti così!
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