Papa Leone XIV ha detto al Parlamento spagnolo, prima di ricevere una standing ovation di 7 minuti: "La difesa della vita umana non è né una questione di parte né un interesse confessionale: è un obiettivo di civiltà".
"Se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società?", ha affermato, parlando a un'assemblea di politici, molti dei quali favorevoli all'aborto e all'eutanasia.
"Può definirsi pienamente giusta una comunità che relega nell'ombra il bambino non ancora nato, l'anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalle cure degli altri?".
"Ogni vita umana deve essere riconosciuta e salvaguardata dal concepimento al suo termine naturale, in ogni circostanza della sua esistenza. Quando questa certezza viene oscurata, i più vulnerabili sono le prime vittime, e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona".
"Per questo motivo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, innanzitutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare le vite più fragili", ha detto, ribadendo quanto sottolineato da Giovanni Paolo II decenni fa.
Iniziando il suo discorso, ha commentato che quello della Chiesa è un "messaggio offerto in spirito di servizio alla persona umana".
"Quando la Chiesa si esprime su tutto ciò che riguarda la vita pubblica, lo fa nel rispetto della missione propria delle istituzioni e della legittima responsabilità di coloro che hanno ricevuto il mandato di legiferare", ha affermato Papa Leone, sottolineando che "la Chiesa offre una riflessione che nasce dal desiderio di servire il bene comune".
Ha ricordato che sono stati gli ordini cattolici ad "aiutare a plasmare una coscienza giuridica e morale capace di ricordare che l'autorità comporta sempre una responsabilità e che ogni essere umano deve essere riconosciuto come soggetto di diritti e di doveri".
"Quell'aspirazione continua a risuonare ancora oggi: che la dignità, la giustizia e il bene comune siano la misura delle relazioni sociali, sia a livello nazionale che internazionale".
"Quando il bene comune cessa di essere un orizzonte condiviso, l'azione pubblica corre il rischio di frammentarsi in interessi parziali, incapaci di salvaguardare ciò che appartiene a tutti".
"In questo contesto, la famiglia — realtà umana primaria e fondamento naturale della comunità — assume una particolare importanza", ha detto Papa Leone.
"La famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità, dove si impara, prima che in ogni altro luogo, la grammatica fondamentale del vivere insieme: l'accoglienza della vita, la cura degli altri, il perdono, il servizio e l'appartenenza".
"La vita umana non può mai essere trattata come una merce", ha affermato il Papa.
"Una legge non raggiunge la sua vera grandezza per il solo fatto di essere stata formalmente promulgata; la raggiunge quando, oltre a essere valida nella forma, sa stare di fronte alla dignità della persona e superare questo esame senza vergogna".
"Vi invito, quindi, a sollevare lo sguardo verso il mondo che vi circonda, non per allontanarvi dalla realtà, ma per ricordare che ogni decisione delle autorità pubbliche tocca persone reali, specialmente coloro che hanno meno potere per far sentire la propria voce".
"L'ampiezza della propria visione consiste proprio nel guardare più a fondo a ciò che è in gioco in ogni decisione pubblica. Ecco perché, accanto alle soluzioni tecniche e alle riforme giuridiche, è necessario anche un rinnovamento morale".
Video: Vatican Media