Esiste una confusione diffusa rispetto al giusnaturalismo, cioè all'idea che esista un diritto naturale preesistente e sovraordinato agli ordinamenti attuali.
- Il suo avversario *giuridico* è il giuspositivismo (con la variante secondaria che è più rigorosamente definibile come giusformalismo), che dice che l'unico diritto esistente è il diritto positivo, ovvero quello effettivamente promulgato e fatto osservare da chi concretamente ne ha il potere. Questa è una posizione scientifica e descrittiva, che non coinvolge nessun giudizio di valore e che non ha nulla da dire ad esempio de jure condendo.
- Il suo avversario *politico* è invece la posizione di chi si schiera a favore della libertà dei popoli di darsi gli ordinamenti che credono, sulla base del rispettivo Volksgeist, in modo al tempo stesso volontarista, arbitrario e plurale. Questo non dice ancora in cosa tale ordinamento debba consistere, e nulla impedisce che esistano visioni ed opinioni destinate a confliggere al riguardo e in particolare di militare per la propria, ma toglie almeno di mezzo la cd "fallacia naturalistica".
La confusione è immaginare che l'alternativa politica al giusnaturalismo sarebbe un giuspositivismo che sostiene ed appoggia l'ordinamento vigente qualunque esso sia. Non è così, e non lo è mai stato. Posso essere giuspositivista, riconoscere che l'unica legge al momento è quella vigente, e anche senza richiamarmi minimamente ad diritto universale e superiore nondimeno violarla, ad esempio a fini rivoluzionari, ovvero in vista dell'affermazione competitiva di un diritto positivo diverso.