Matteo Salvini ha lanciato l’idea di una “grande e definitiva pace fiscale in favore di milioni di italiani ostaggio da troppi anni dell’Agenzia delle Entrate”.
Oggi ha risposto un grande Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che meritoriamente Giorgia Meloni ha confermato qualche mese fa nel suo ruolo: “Il contrasto all'evasione non è volontà di perseguitare qualcuno. L'Agenzia è una amministrazione dello Stato, non un'entità belligerante, è uno strumento di giustizia per tutti coloro, e sono la stragrande maggioranza, che le tasse le pagano, anche a costo di sacrifici e nonostante l'innegabile elevata pressione fiscale”.
Se vuoi far pagare meno tasse, che sono effettivamente troppo alte in Italia e sei al Governo, tagliale. Metti in campo politiche che riducano la pressione fiscale, non legittimare l’evasione.
“Svolgiamo un lavoro essenziale per il funzionamento di tutta la macchina pubblica”, continua Ruffini, “perché se vogliamo garantire i diritti fondamentali della persona indicati e tutelati nella nostra Costituzione, come la salute dei cittadini, l’istruzione dei nostri figli, la sicurezza di tutti noi, servono risorse e noi siamo chiamati a raccoglierle a vantaggio di tutti. Anche di chi si sottrae al loro pagamento”.
Legittimare l’evasione senza ridurre, invece, la pressione fiscale porta a due possibili effetti: o carichi di maggiori tasse quelli che già le pagano onestamente, o tagli i diritti garantiti dalla Costituzione come l’istruzione, la sanità e la sicurezza.
Quale delle due strade intendono imboccare i “nostri eroi” al Governo?