Le VPN piacciono sempre meno anche ai governi europei.
Il tuo ISP (TIM, Vodafone, ecc.) vede tutto il tuo traffico: domini visitati, volumi, orari, IP di destinazione. Non sempre il contenuto se è HTTPS, ma ha tutto per profilarti.
La VPN (in ottica di privacy) crea un tunnel cifrato. Sul tuo dispositivo crittografa tutto prima che esca. L’ISP vede solo una connessione verso il server VPN, non cosa fai, mentre per il resto della rete sembri navigare da un indirizzo che non è il tuo.
La VPN serve per privacy rispetto ISP e reti , geo-unblocking (Netflix esteri) e accesso remoto sicuro: in vacanza entri nel NAS, PC o telecamere di casa/ufficio come se fossi in locale.
Queste tecnologie sono indispensabili in molti ambiti, difficilmente potranno essere fermate.
Governi e provider possono/potrebbero usare la deep packet inspection per riconoscere e rallentare il traffico.
Potrebbero anche spingere un “patentino” (registrazione, autorizzazione) e/o demonizzare il mezzo dicendo: «VPN non autorizzate sono per pirati e pedofili», sparando nella delazione, ovviamente, come escamotage per giustificare censura e sorveglianza.
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