In attesa dell'ufficialità dell'ingresso di
#Krosche,
#Hardung e
#Amorim, ecco un paio di considerazioni su quello che, molto probabilmente, sarà il management dell' Ac Milan a partire da questa stagione.
Si era chiesto competenza e manager conoscitori delle dinamiche di campo, e competenza è stata individuata, seppur con i suoi lunghi tempi e conseguente ritardo.
Certo, si potrà obiettare sull'assenza di una figura conoscitrice del nostro campionato, ma non si potrà in alcun modo mettere in dubbio il tentativo di riportare la chiesa al centro del villaggio, ovvero formare una dirigenza, sotto il lato sportivo, capace di costruire un progetto calcistico.
Servirà tempo e tanta pazienza, con il primo a carico della proprietà che dovrà concederne supportando il "nuovo gruppo di lavoro" nelle sue strategie e decisioni, possibilmente senza alcuna ingerenza, e la seconda a carico della tifoseria che dovrà aspettare un po' per vedere i frutti e giudicarne i risultati.
Lo sconforto e la diffidenza della piazza è tutt'ora giustificato e comprensibile, servirà ben altro che qualche voce di firma prossima da parte dei nuovi dirigenti per sedare la rabbia che circola online, tra i club e tifosi rossoneri in giro per il mondo, ma l'arrivo di
#Krosche, insieme a Timmo
#Hardung e
#Amorim rappresenta un'idea di progetto che non avrebbe senso auto sabotare per eccessivo pessimismo e diffidenza.
Nessun credito gratuito, non lo hanno meritato, ma neanche sterile pregiudizio verso chi sbarcherà nelle prossime ore nel mondo rossonero.
Buon lavoro
@acmilan, ne hai bisogno.