Il cortocircuito mediatico sul clima ormai è evidente, nel giro di poche ore il lettore può passare da "El Nino è iniziato, in Italia possibile anno supercaldo" a "Europa verso una nuova era glaciale per il rallentamento della Corrente del Golfo".
Dal forno all’era glaciale, senza nemmeno il tempo di capire cosa si stia davvero raccontando. Il problema è che El Nino e AMOC sono due fenomeni reali, seri e scientificamente importanti, ma diversi per dinamica, scala temporale e area di influenza. El Nino riguarda il Pacifico equatoriale, nasce dall’accoppiamento tra oceano e atmosfera e può condizionare la circolazione globale, soprattutto tra tropici e Pacifico ma i suoi effetti sull’Italia e sul Mediterraneo non sono diretti, automatici o lineari.
L’AMOC, invece, riguarda la grande circolazione oceanica atlantica e il trasporto di calore verso nord. Il suo possibile indebolimento è un tema rilevante, da monitorare con attenzione, ma non autorizza titoli da "era glaciale nel 2040" come se fosse una previsione meteo con una data già stampata sul calendario. La scienza climatica lavora con dati, probabilità, tempi fisici e scenari, una parte della comunicazione mediatica prende questi stessi fenomeni e li trasforma in due estremi opposti, caldo assoluto o gelo apocalittico e non per spiegare meglio, ma per catturare attenzione.
El Nino non è il telecomando del caldo italiano e l’AMOC non è il pulsante dell’era glaciale europea, sono sistemi complessi, e proprio per questo andrebbero raccontati con più rigore, non usati come clickbait per il prossimo titolo ansiogeno. Quando la complessità viene trasformata in paura, non è più divulgazione è mercato dell’ansia.