Sempre bello vedere che gli Stati europei si sono ridotti a pietire il permesso dell'UE per spendere i propri soldi sul proprio territorio. Un'umiliazione del genere per farsi dare il permesso di spendere lo 0,3% del PIL e solo come dicono loro. Fine pietosa.
La Commissione europea ha autorizzato gli Stati membri a utilizzare fino allo 0,3% annuo del PIL a investimenti nel settore energetico senza che queste spese vengano conteggiate nei vincoli del Patto di stabilità. Le risorse dovranno però essere utilizzate per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili (e quindi non per misure di emergenza come la riduzione delle accise sui carburanti o sgravi sulle bollette, come auspicava il governo Meloni; la richiesta dell'Italia è stata dunque accolta solo parzialmente). Nel dettaglio: all'interno del margine massimo dell'1,5% del PIL destinato alla difesa, i Paesi Ue potranno dirottare fino allo 0,3% annuo verso investimenti energetici tra il 2026 e il 2028, con un tetto complessivo dello 0,6% del PIL nel triennio