Tutti a giudicare questi ragazzi di oggi perché stanno troppo sui social.
"Sempre con quel telefono in mano!"
Ma qualcuno si é mai chiesto perché?
Qualcuno si é mai preoccupato di capire perché preferiscano stare soli nella loro stanza davanti ad uno schermo?
Perché non c'é alternativa.
I ragazzi non scendono più a giocare per strada semplicemente perché non c'é più una strada dove si possa giocare perché troppo trafficata.
Prima si andava a bussare in vicinato che pullulava di ragazzi della nostra età, ora, se hai la fortuna di avere in vicinato qualcuno della tua età, non ti sogni di bussare a casa di sconosciuti, perché ormai anche i rapporti di vicinato non esistono più.
I compagni di classe sono i tuoi maggiori competitor perché la scuola si é trasformata in un sistema per metterli in competizione tra loro.
Idem lo sport.
Il cellulare era l'unico contatto che hanno avuto durante la pandemia con l'esterno. Per sentire gli amici, i compagni e per organizzarsi una partita online.
Noi adulti per primi stiamo sempre incollati a questo schermo, perché dovremmo pretendere che da soli, senza nessun'altra alternativa e senza strumenti, gli adolescenti prendano l'iniziativa per costruirsi alternative?
Noi, la politica, la società adulta dovremmo occuparci di questo! E da dove iniziamo senza mezzi? Forse creando spazi comuni con palestre all'aperto gratis? Centri di aggregazione che fanno musica, che insegnino strumenti, ballo, che abbiano un campo da calcio, un canestro, qualche racchetta e una rete da pallavolo? Magari gratis e accessibili a tutti perché le famiglie non si possono permettere spesso di pagare lo sport ai figli?
Badate bene che questi ragazzi sono meglio di quello che pensiamo e scaricare la colpa su di loro é solo tipico di chi non si vuole assumere le proprie responsabilità, e di questo siamo tutti responsabili.
Nessuno escluso.