sostengo Israele e Ucraina🇮🇱🇺🇦

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Colpi di mortaio, bombe e razzi si succedono a intervalli cadenzati, vicinissimi, qui dove si tenne il Nova Festival, mentre ancora si attende il rilascio degli ostaggi. Domani saranno due anni. Gaza è dietro la collina. Ci sono sopravvissuti di quel giorno, e genitori, fratelli, sorelle, amici di chi non c’è più: curano i memoriali, innaffiano i giovani eucalipti piantati in loro onore, tolgono la polvere. Si piange e si ride, perché vivi. Soprattutto, ci sono questi soldati, più giovani di me (qualcuno si prende un momento per mettere il Tefillin) di una dignità e di un coraggio che non credevo possibili, e io mi sento tanto più piccolo di loro. Loro no, non ridono; o, se sorridono, è di una strana saggezza. Due conversano a voce bassa, un altro si appoggia un momento al container giallo dove in tanti furono trucidati, il braccio sulla fronte. Hanno l’età di questi morti, degli ostaggi: vent’anni, poco meno o poco più. Ragazzi nati dopo il Duemila, si aggirano fra i papaveri rossi e i rifugi di cemento armato coperti di stickers, siedono ai piedi dei tronchi di questi alberi sottili, le fronde mosse da un vento così dolce, nella sabbia del Negev. Non credo si possa giudicare Israele senza averlo vissuto. E di fronte a questo implodere del cuore, che non so altrimenti mettere in parole, la vergogna dell’Occidente, che a questo Paese incredibile non sa perdonare di esistere, mi appare così meschina da sembrare irrilevante.
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A Bologna cacciati gli esponenti ebrei e iraniani dal #Pride Lo schifo 🤮
‼️#𝗣𝗿𝗶𝗱𝗲 #𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮: 𝗰𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗿𝘁𝗲𝗼 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 @PartitoRadicale 𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 #𝗲𝗯𝗿𝗲𝗶 𝗲 #𝗶𝗿𝗮𝗻𝗶𝗮𝗻𝗶 #14giugno #noprideinDiscrimination @BolognaPride @annapaolaconcia @Ashkan_Rostami_ @EuropaRadicale @follettin89
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Shabbat Shalom
🕯️ Cada sábado por la noche, cuando tres estrellas aparecen en el cielo, familias judías de todo el mundo realizan una ceremonia que no tiene paralelo en ninguna parte de la vida religiosa. Huelen especias para consolar a un alma que está a punto de perder algo a lo que no puede aferrarse. Havdalah, la palabra hebrea para separación, marca el límite entre Shabbat y el resto de la semana. Involucra tres objetos, cada uno con un significado específico: vino para la alegría y la santidad del momento; una vela trenzada con múltiples mechas ardiendo juntas, el primer fuego encendido desde que la prohibición de crear fuego comenzó al atardecer del viernes; y una caja de especias llena de hierbas fragantes y clavos de olor, que se transmite para que todos los presentes puedan inhalar profundamente. Las especias no son meramente agradables. En la tradición mística judía, cada alma judía recibe una presencia adicional durante el Shabbat, un Neshama Yeteira, un alma extra que se une para el día de descanso y debe partir cuando termine Shabbat. Las especias se inhalan para consolar y revivir el alma ordinaria en el momento de esa partida, para llevar un rastro de dulzura en la próxima semana. La vela trenzada se sostiene mientras todo el mundo comprueba si puede ver la sombra de sus propios dedos en la luz, una costumbre popular que se ha unido a la ceremonia a través de siglos sin que nadie esté completamente seguro de por qué. Después de Havdalah, muchas familias cantan una canción pidiendo que el profeta Elías venga, vincula el final de un solo Shabbat con la esperanza de el fin de todo exilio. ✡️ Una ceremonia construida en torno a consolar a un alma por perder algo sagrado que solo puede celebrar un día a la semana.
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"È l'inferno. È l'orrore. È la follia." #Herat Afghanistan
✍🏻 Roberto Damico Se avessi voglia di scherzare, farei il verso a Andrea Tosa – il blogger, l'attivista, il palestinista – e scriverei un post che inizia come iniziano sempre i suoi post: "Ieri a Herat è successo un fatto gravissimo". Ma io adesso non ho voglia di scherzare. Non ho voglia di ironizzare. Non ho voglia di fare il verso a nessuno. Perché un post che inizi così – "Ieri a Herat è successo un fatto gravissimo" – e che parli delle donne afghane, non esiste. Non lo scrive Tosa. Non lo scrive la sinistra. Non lo scrive nessuno. Eppure – ieri è successo davvero qualcosa di terribile ad Herat, in Afghanistan. E se avete abbastanza anima – se non siete ancora diventati insensibili di fronte al dolore del mondo – potete cercare voi stessi. Le notizie sono lì. Frammentarie, ignorate, sepolte. Ma ci sono. Ecco cosa è successo. Si era appena svolta una manifestazione di donne afghane. Una folla di donne – nonostante il burqa, anzi, col burqa – ha riempito le strade di Herat. Centinaia, forse migliaia. Hanno chiesto – attenzione – non i diritti che abbiamo in Occidente (il diritto di voto, il diritto di abortire, il diritto di indossare una minigonna). Hanno chiesto neppure pari diritti. Hanno chiesto il minimo. Hanno chiesto l'istruzione – che in Afghanistan, per le donne, significa anche accesso alla sanità (perché nella legge afghana, una donna può essere visitata solo da una donna; ma se le donne non possono studiare, allora le donne non possono essere curate). Hanno chiesto di poter lavorare – di guadagnare un minimo, per non morire di fame, per non vedere i propri figli morire di fame. Hanno chiesto meno dei diritti che noi in Europa concediamo a un cane o a un gatto. Perché i nostri amici a quattro zampe – possono essere visitati da un medico (di qualsiasi sesso) se stanno male. Possono essere curati. Possono essere salvati. Le donne afghane – se stanno male – non possono essere visitate da un medico uomo. E se il medico uomo è l'unico disponibile, muoiono. Se – dopo un terremoto – si trovano sotto le macerie delle loro abitazioni, non possono essere estratte, perché un uomo non può toccare una donna. E muoiono sotto le macerie. Mentre ascoltano i soccorritori che non possono soccorrerle. È l'inferno. È l'orrore. È la follia. E la risposta dei talebani a questa manifestazione di donne che chiedevano solo di non morire – è stata la violenza. Hanno sparato sulla folla. Al momento si parla di una ventina di vittime, ma le notizie sono frammentarie, non verificate, forse peggiori. La notizia – come tutte le notizie che riguardano l'Afghanistan – è stata sepolta. Ignorata. Dimenticata. E penso che oggi i telegiornali dovrebbero essere pieni di queste immagini. Che le piazze dovrebbero essere colme di gente – specie di donne arrabbiate – che esaltano l'eroismo delle donne afghane, che denunciano la brutalità dei talebani, che chiedono sanzioni, interventi, aiuti. Che parlano – sì – anche della loro disperazione. Della loro solitudine. Del loro abbandono. E invece – credo di essere uno dei pochi che ne stanno parlando. Uno dei pochi. Non perché io sia speciale. Perché gli altri hanno deciso di tacere e si indignano solo per Gaza. Perché – come dice Fausto Bertinotti – "Gaza è l'ombelico del mondo". Almeno per la sinistra. Gaza – e solo Gaza – merita attenzione. Gaza – e solo Gaza – merita indignazione. Gaza – e solo Gaza – merita che si riempiano le piazze. Il resto – l'Afghanistan, lo Yemen, la Siria, il Sudan, la Nigeria, il Congo – non esiste. O esiste come rumore di fondo, come fastidiosa eccezione. Perché la sinistra – la sinistra palestinista – adora guardarsi l'ombelico senza alzare lo sguardo. E se alzasse lo sguardo – se alzasse lo sguardo oltre Gaza – vedrebbe un mondo in fiamme. Un mondo che brucia. Un mondo in cui il jihadismo – la stessa ideologia che anima Hamas – uccide, devasta, distrugge. E bisognerebbe anche chiedersi quanto sia casuale che la propaganda per Gaza copra mille altri orrori. Quanto sia casuale che proprio Gaza – il luogo in cui Hamas comanda – sia diventato l'ombelico del mondo. Visto che Hamas è una derivazione della Fratellanza Musulmana – l'organizzazione che ha come obiettivo la creazione di un Califfato globale – visto che la Fratellanza vuole imporre la sharia in tutto il mondo, vuole cancellare i diritti delle donne, vuole sottomettere “gli infedeli”– è proprio casuale che Gaza e la sua propaganda impediscano di vedere ciò che il jihadismo sta facendo nel mondo? @flancini
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Unico @brunoriRai (👏) a fare un servizio sul nord Israele martellato giorno e notte da razzi e droni Ha spiegato perché Israele sta combattendo Hezbollah,mentre altri giornalisti ci propinano interviste dei terroristi
Jun 10
Resta caldissimo anche il fronte del #Libano. #Israele ha continuato a martellare il Paese anche oggi. #Tg1 Giovan Battista Brunori
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Forse dovevate cercare riscontro alle dichiarazioni di questa persona prima di sbattere la vostra presunta inchiesta in prima pagina? Era coinvolto un MINORE di cui ora sappiamo non solo l'adozione,anche lo stato di salute FATE SCHIFO
Nessuna marcia indietro con la polizia in Uruguay, l’ex massaggiatrice ha rifiutato la protezione: non si fidava @antoniomassari ilfattoquotidiano.it/in-edic…
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Quello fra Travaglio e i magistrati era un matrimonio per Procura.
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Io di anni ne avevo 10 e ricordo tutto così Pogrom a Tripoli 1967
Lunedì 5 giugno 1967, ricordo del pogrom libico: "Fu la caccia all'ebreo" iltempo.it/attualita/2026/06…
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Di nuovo falso "mai stato attribuito ad altre parti" Si è dimenticato il soldato francese e i 3 feriti di un mese fa Lo stesso Macron lo attribuisce a Hezbollah x.com/i/status/20454

Rettifica. Nel post precedente attribuivo la responsabilità della morte del sergente serbo Milovan Jovanović all’IDF. L’attribuzione è ancora incerta: UNIFIL ha aperto un’indagine e non si è ancora pronunciata. Quello che è certo è che c’era uno scontro a fuoco in corso. E se quello scontro era in corso, è perché c’è un’invasione ingiustificata e ingiustificabile. È altrettanto certo che Israele ha una storia documentata di minacce e attacchi alle postazioni UNIFIL: il 16 novembre scorso un carro armato israeliano ha sparato deliberatamente verso i peacekeepers. Nel 2024 il portavoce di UNIFIL Andrea Tenenti ha dichiarato esplicitamente “siamo stati deliberatamente attaccati” dall’IDF, che aveva danneggiato sistemi di comunicazione e fatto irruzione in una posizione ONU. Nessun episodio analogo è mai stato formalmente attribuito da UNIFIL ad altre parti. La verità resta questa: i caschi blu muoiono in un conflitto che non avrebbe dovuto ricominciare e a causa di un disegno coloniale osceno e inaccettabile di una Grande Israele che non può portare ad altro che al suo suicidio, purtroppo.
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Pure un ministro israeliano è dovuto intervenire sulla questione romana che vede coinvolti @DavidKeshet a Roma ma che si espande su ogni Pride italiano liddove ci sono ebrei. Grazie a @YoraiLahav per il discorso e a @IsraelinItaly per il video tradotto.

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Parteciperà ballando felice al #RomaPride judenrei? Perché quest'anno non ci sono dubbi,@DavidKeshet è stata proprio esclusa dalla manifestazione Poi ci parli di odio...
Il ddl Valditara approvato oggi in Senato è una legge vergogna che riporta l'Italia al Medioevo. Invece di rafforzare l'educazione sessuo-affettiva in un Paese segnato ogni giorno da femminicidi, violenza di genere e reati d'odio, la destra fa l'esatto contrario subordinando l'insegnamento al consenso dei genitori. Come se i ragazzi aspettassero il permesso per relazionarsi e informarsi. In quasi tutti gli Stati europei l'educazione sessuale è parte stabile dei percorsi scolastici, spesso obbligatoria perché strumento di prevenzione riconosciuto a livello internazionale. Valditara, poi, non perde occasione per diffondere fake news sul gender, continuando a soffiare sul vento dell'odio che è esattamente ciò che la scuola dovrebbe insegnare a combattere.
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Secondo la dichiarazione di NY tutti i discendenti dei cittadini scappati nel 48 hanno diritto di rientrare in quella che è oggi Israele 5 mil,più 5 mil tra territori e Gaza superano gli ebrei,7,5 milioni Due stati palestinesi e gli ebrei di nuovo dhimmi? Questo proponete?
Un an après l’adoption de la Déclaration de New York et la reconnaissance de l’État de Palestine, je réunirai à Paris, le 12 juin, les responsables de la société civile israélienne et palestinienne engagés en faveur de la solution à deux États. Il est impératif de mettre en œuvre le Plan de paix global pour Gaza, de faire face aux menaces existentielles qui pèsent sur la solution à deux États. (1/3)
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Ministro @Piantedosim c'è ancora qualcuno al Viminale per fare i dovuti controlli?
1/4 Brahim Baya, portavoce della Moschea Taiba di Torino - la più grande del Piemonte - ha pubblicato un manifesto commemorativo con una preghiera: "Che Dio abbia misericordia di loro e ci ricongiunga in Paradiso." Chi commemora? 🔽
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FIRMA ORA: Appello al Sindaco Gualtieri sull'esclusione di Keshet Italia dal Roma Pride 2026
𝗨𝗻𝗮 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗼𝗿𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮! 𝟭𝟮𝟬𝟬 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 dalla società civile al @gualtierieurope : 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝗽𝗶𝗲𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 #𝗞𝗲𝘀𝗵𝗲𝘁𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗮𝗹 #𝗥𝗼𝗺𝗮𝗣𝗿𝗶𝗱𝗲 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️✡️ #4giugno2026 quifirma docs.google.com/forms/d/e/1F…
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Si vergogni lei, parlamentare della Repubblica che pubblica fake.
Replying to @mesoada
che menzogne... ma si vergogni.
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Unifil sta indagando, Israele mostra le prove che il colpo di mortaio è partito da una postazione di Hezbollah (che aveva già ammazzato 2 soldati francesi un mese fa) ma il baldo Carotenuto dà la colpa a Israele. Buffone
L'esercito israeliano ha ucciso un casco blu dell'Onu e ferito altri due... Ma cosa altro deve succedere? C'è un capo di Stato che si esprima e ci fa sapere dove è finita la linea rossa, quale sia un limite invalicabile...?
Community note
L’affermazione è gravemente falsa. Il casco blu ucciso, appartenente al contingente serbo, è stato colpito da un colpo di mortaio esploso da una cellula Hezbollah. I colpi letali sojo partiti dall'area di Al-Qatrani, una roccaforte nota di Hezbollah. thisisbeirut.com.lb/news/politics/…
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❗️ Hezbollah launched mortar shells that hit a UNIFIL position and killed a UN personnel member in southern Lebanon Overnight, Hezbollah launched several mortar shells that landed inside a UNIFIL force position in the Dibbine area in southern Lebanon—killing a UN personnel member and injuring two others. An examination of the launch trajectory clearly indicates that the fire was carried out by the Hezbollah terrorist organization.
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Come sono stati selezionati gli studenti da Gaza? Chi li ha segnalati come meritevoli di continuare gli studi in Italia? L'arresto dello "studente 50enne" come terrorista implicato nel pogrom del 7O impone chiarezza Ministro @Antonio_Tajani risponda
L’Italia sostiene il cessate il fuoco tra Libano ed Israele.Lo ho appena confermato a @YoussefRaggi ministro degli esteri libanese ribadendo la piena disponibilità italiana ad essere parte del rafforzamento delle istituzioni e delle forze armate regolari.Per difendere il cessate il fuoco,Hezbollah deve interrompere assolutamente qualsiasi azione militare contro Israele e accettare le decisioni del governo legittimo. Siamo convinti che anche Israele debba rinunciare ad una escalation militare. La via della diplomazia è l’unica per raggiungere la pace.
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