La SAVAK - la storia dietro il mito.
Di
@EQfard 👈🏻
Gli eventi degli ultimi 12 mesi hanno messo in evidenza una realtà difficile da ignorare: in Occidente dell'Iran si sa pochissimo.
Nei dibattiti tra la diaspora iraniana e il pubblico occidentale emerge sempre più chiaramente un problema di fondo: la scarsità di testi tradotti dal persiano nelle lingue occidentali. A questo si aggiunge il predominio di siti e fonti in lingua persiana controllati dal regime o influenzati dalla sua narrativa, che finiscono per plasmare gran parte della percezione dell'Iran all'estero.
È anche per questo che molti osservatori occidentali faticano a comprendere sia il sostegno di una parte significativa della diaspora e di molti iraniani all'interno del Paese alle azioni militari di Israele e degli Stati Uniti contro il regime, sia il consenso di cui gode il principe ereditario Reza Pahlavi.
Si crea così un vero e proprio corto circuito ideologico che lascia attivisti, giornalisti e opinione pubblica occidentale spesso disorientati.
Uno degli argomenti più ricorrenti utilizzato tanto da parte del pubblico occidentale quanto dai propagandisti del regime, in Iran e all'estero per delegittimare la diaspora è la SAVAK, il famigerato servizio segreto dello Shah. Nella narrazione più diffusa, quasi mitologica, la SAVAK avrebbe torturato e ucciso migliaia di iraniani e la sua represy sistematica, sarebbe stata la principale responsabile della caduta della monarchia.
Personalmente ho cercato più volte di spiegare le dinamiche che portarono alla nascita della SAVAK, il contesto storico in cui operò e la sua evoluzione nel tempo. Tuttavia, lo spazio di un commento non è sufficiente per affrontare un tema così complesso.
Per questo motivo ho deciso di tradurre e pubblicare un approfondito articolo dello storico iraniano
@EQfard, che ringrazio per il lavoro rigoroso ed estremamente documentato.
Spero che questa traduzione possa offrire a chi è interessato gli strumenti per andare oltre le semplificazioni, le narrazioni ideologiche, contribuendo a una comprensione più accurata del ruolo della SAVAK nella storia contemporanea dell'Iran.
Parte I:
Ancora oggi la storia della SAVAK resta avvolta nel mistero. Sembra quasi che nessuno debba far luce sul destino, sui retroscena e sui costi effettivi dei servizi di sicurezza iraniani, né sulle personalità e sui talenti che vi hanno orbitato, lasciando un'impronta indelebile sulla storia contemporanea del Paese. Ma a ogni cambio di regime è davvero inevitabile smantellare e radere al suolo l'intero apparato di sicurezza?
O non sarebbe più saggio preservarlo, considerandolo un pilastro fondamentale per la sopravvivenza stessa dello Stato? È innegabile che la SAVAK sia parte integrante dell'identità politica e della storia recente dell'Iran: i suoi vent'anni di attività hanno indubbiamente condizionato le sorti del Paese.
Studiare e analizzare la struttura dei servizi segreti iraniani è un'operazione tanto affascinante quanto necessaria. Nei trentatré anni successivi alla Rivoluzione Islamica, il dibattito tra gli esperti è rimasto acceso: da un lato, alcuni storici sostengono che la reale situazione del Paese venisse sistematicamente nascosta allo Scià, lasciandolo all'oscuro di tutto; dall'altro, c'è chi rifiuta categoricamente la tesi dello "Scià ignaro", dipingendolo come un leader perfettamente informato anche sul più piccolo dettaglio della politica interna. Persino una parte dei nostalgici della monarchia è convinta che il sovrano riponesse una fiducia cieca nella SAVAK e che l'organizzazione avesse il controllo totale e assoluto sulle informazioni. Al contrario, i critici replicano che l'efficienza della SAVAK sia stata solo un mito: se avesse funzionato davvero, la Rivoluzione non sarebbe mai scoppiata. Quale di queste tesi riflette la verità? La risposta si nasconde tra le pieghe, in parte ancora invisibili, della storia contemporanea dell'Iran.
#iran #freeiran #iranwar
👇🏻 Continua