Markus Krösche come Head of Football è un upgrade considerevole. Ma potrà lavorare senza ingerenze da parte di Ibrahimovic e con adeguati mezzi a disposizione?
Rúben Amorim come nuovo allenatore è una scommessa intrigante. Ma verrà sostenuto e protetto dalla società quando arriveranno i momenti di difficoltà?
Da queste considerazioni passerà il futuro del Milan che sta nascendo.
Le scelte fatte da Cardinale (nell'attesa di capire chi sarà il CEO, su cui è calato un silenzio assoluto), seppur con colpevole ritardo, vanno finalmente nella direzione della competenza. Il problema non è tanto la nazionalità, che aiuta fino a un certo punto. Scegliere management e allenatori stranieri può andar bene se alle spalle c'è una società forte che difende quelle scelte fino a quando sarà possibile farlo. Ordine di grandezza temporale che non equivale a pochi mesi ma a diverse stagioni, basti guardare ai due ottavi posti ottenuti da Mikel Arteta nelle prime tre stagioni alla guida dell'Arsenal.
Non sarà semplice riportare il Milan ai vertici della Serie A (l'Europa per ora neanche la considero), e nel tragitto dovremo versare altre lacrime e ingoiare altri rospi. Di questo bisogna esserne consapevoli. E con questa consapevolezza bisognerà affrontare le prossime sfide. Voliamo bassi e accogliamo con entusiasmo ogni piccola soddisfazione: dai primi 40 punti guadagnati in campionato, ai successivi utili per tornare a giocare una competizione europea.
Step by step, perché non esistono i miracoli ma soltanto il lavoro quotidiano e la necessaria pazienza (da parte di tutti) per raccogliere i frutti. La qualità del raccolto sarà direttamente proporzionale alla qualità del seminato. Chi semina tempesta, come accaduto alla fine di questa stagione, raccoglierà tempesta. Chi semina il grano e poi si farà pacificamente gli affari suoi, raccoglierà un tesoro.
A buon intenditor, poche parole. Forza Milan!