Per anni ci hanno spiegato che il committente non può dire "non sapevo", che il marchio non può nascondersi dietro l’appalto, che la piattaforma non può incassare valore mentre la precarietà resta nella filiera.
Poi, quando la filiera è quella giusta, la morale si fa timida, ed è giusto dire "non sapevo".
Anzi, sono gli stessi che al referendum volevano estendere la responsabilità del committente negli appalti. Poi, quando il committente culturale è dei loro, scoprono improvvisamente la complessità della filiera.
Che bello essere di sinistra.