Match Analyst Pro - Professional Strength & Conditioning FIGC - Coach UEFA B

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Saremmo dei folli gia soltanto se chiunque diventi il presidente federale a fine mese, non prepari qualsiasi opera d'implorazione per tenere quest'uomo a tutti i costi come UNICO CT di questa NAZIONALE ITALIANA. #SilvioBaldiniCT
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La genuinità, l'emozione ed il patriottismo di 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐅𝐚𝐯𝐚𝐬𝐮𝐥𝐢 raccontano tutto ciò che il calcio dovrebbe ancora trasmettere alle nuove generazioni. Parole semplici, vere, potentissime, pronunciate nel post Lussemburgo-Italia: "Sono grato veramente di rappresentare la mia TERRA, perche è il mio sognoda quando ero bambino. Poi essere qua è qualcosa di indescrivibile. Non ci sono parole!".
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"Se penso a chi devo dedicare questo momento, non ci riesco..perchè è un cane ed era il cane dei miei figli...e non ci riesco è un emozione troppo grande. Perchè io son stato 6 anni senza allenare e...non ce la faccio, non ce la faccio.. pensa che quando è morto mio padre a 86 anni non ho senrito un dolore da dover piangere, sapevo che era una cosa naturale...se penso a lui, a questo cane, non ce la faccio... Perchè lui non mi ha mai visto come quello che deve ottenere qualcosa dalla vita, mi ha sempre dato la sua fedeltà. Ora vorrei smettere perche non mi va di cadere nel patetico..ma questo è veramente: Nebbia. Era un pastore maremmano ed era il cane soprattutto di mia figlia. Son contento di avervelo detto, però mi scoccia perche nell'ambiente del calcio a provare questo tipo di emozioni il piu delle volte si viene derisi e io quanto sento la derisione divento un'altra persona...divento una persona troppo ignorante ed io ad oggi rappresento l'Italia.." 𝐒𝐢𝐥𝐯𝐢𝐨 𝐁𝐚𝐥𝐝𝐢𝐧𝐢 interrompe emozionato la propria conferenza stampa dopo aver dedicato la propria emozione del momento a 𝐍𝐄𝐁𝐁𝐈𝐀, il cane dei propri figli..🩵
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"...E la cosa più importante per me è quando ascolto i nostri tifosi soprattutto, ma anche i tifosi delle altre squadre, dire che si divertono guardando la nostra squadra, vedendo la nostra squadra giocare a calcio. Questa è la cosa migliore per tutti noi.." 𝐋𝐮𝐢𝐬 𝐄𝐧𝐫𝐢𝐪𝐮𝐞 chiude in modo sublime con queste parole una giornata che a Parigi ricorderanno per sempre. E non solo per aver fatto la STORIA vincendo due Champions League consecutive.. Ma per aver creato una squadra che ha emozionato non tanto per i nomi, quanto per il gioco espresso e l'identità creata. Direi che forse è proprio questa la cosa più grande: Aver fatto INNAMORARE #PSG #ChampionsLeague
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Dopo 17' il_Milan_è gia questo: 1'06" di staticità totale in 11 uomini dentro gli ultimi 35 m. Nessun giocatore accetta di azzardare pressione, linguaggi del corpo inequivocabili. Da qui nascerà il corner con cui il Cagliari realizzerà l'1-1.

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Ah ecco dove mi sembrava di averle gia viste queste immagini: x.com/i/status/1709125208659…

Dopo 5' l idea della Juventus è questa: NO pressioni e praticamente quasi nulle le corse in avanti. Difesa posizionale e tutti gli 11 negli ultimi 35m, compreso Kean e Chiesa. E vi posso portare immagini identiche al 20', 30', 50', 65', 75' ed al 90' della partita vs l'Atalanta.
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IL PERICOLO NON È DOVE C’È LA PALLA, MA DOVE LA PALLA ANCORA NON C’È [THREAD illustrativo] ⬇️

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E un raddoppio in zona palla può costare molto caro, perché implica lasciare un attaccante libero dove la concentrazione è minore. Tutto questo si allena, non è casualità. Non vuol dire non difendere o anarchia. È una squadra che lavora sui riferimenti, sulla responsabilità individuale, sulla parità numeriche, sulla fiducia totale verso il compagno. La comunicazione non verbale è molto chiara: “Tu sei Nuno Mendes, puoi difendere quel duello”. “Tu sei Zaire Emery, puoi tenere il tuo uomo senza farti ipnotizzare dalla palla.” “Tu sei Pacho, puoi rimanere lucido dentro l’area senza andare farti prendere dall'ansia per il compagno.” Ed è questa la grandezza dell’idea di Luis Enrique: Vuole un sistema di giocatori responsabili, sceglienti, interdipendenti. Anche se non si lavora sui raddoppi, se non si cerca la parità numerica ovunque. ⬇️
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Chiaro che se dall’altra parte ci sono Olise, Kane, Musiala, Sane, Kimmich... giocatori capaci di vincere duelli, di rifinire, di attaccare bene l’area…puoi anche prendere goal. Ma prendere goal non significa non aver difeso. Significa aver difeso con un’idea ambiziosa, a volte anche rischiosa, ma evoluta. Bisogna guardare gli orientamenti, le distanze, le posture, i riferimenti, le rinunce e le scelte, quando si guardano le partite, amici. Bisogna guardare il 𝐏𝐚𝐫𝐢𝐝𝐞 𝐏𝐚𝐬𝐭𝐚 & Gianluca Savoldi
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Immagine che forse racconta più di tante parole... Gasperini spinge El Shaarawy sotto la curva, nella sua ultima partita in casa con la Roma. E dentro c è un po di tutto: C è una stagione complicata, sporca, direi quasi mai davvero lineare... Una squadra costruita dentro le difficoltà e dentro un ambiente dove ogni pareggio pesa il doppio... ogni sconfitta diventa un processo, tutte le scelte vengono spesso stressate dai mezzi di stampa, radio e dalla piazza stessa... Una società poi che nel momento decisivo si è ritrovata anche davanti anche ad una difficoltà gestionale dirigenziale. Eppure Gasperini oggi è lì, dove voleva essere. 70 punti ad una giornata dal termine, dentro la zona Champions, con 2 punti sulla Juventus e a pari punti col Milan. Manca ancora la matematica, chiaro...ma credo vada riconosciuto il lavoro enorme fatto fino a qui. Perché di questa Roma si può dire tutto, tranne che non fosse una squadra gasperiniana. La vedi nei duelli, nelle marcature, nella pressione, nella ricerca continua dei riferimenti, nella voglia di stare alta, di accettare il campo aperto, di portare tanti giocatori dentro la partita. Magari non è stata sempre pulita o brillante, sicuramente non sempre bella...ma TOTALMENTE RICONOSCIBILE. E nel caos di Roma, essere riconoscibili direi che è già tantissimo. Gasp è stato pratico, freddo e lucido. Ha saputo cosa voler ottenere nei momenti decisivi...senza cadere nel tranello della tensione, ma soprattutto efficace nel non farsi portare dove Roma spesso porta tutti: mal di pancia, emotività e rumore pazzesco. Gasp è rimasto lì...dentro i presupposti del calcio che adora, senza rinnegare le sue idee a seconda del vento, rispettando la sua ossessione per il lavoro. Non ha mai recitato (ed avrebbe potuto farlo) e non ha mai preso scorciatoie comunicative per provare a piacere a tutti! Ha fatto i punti che probabilmente serviranno. Ha dato struttura, identità e tenuto la Roma attaccata ad un obiettivo enorme come la CL Poi c’è quel gesto finale verso El Shaarawy... Che non è solo romanticismo. È CALCIO. Spingere un uomo sotto la sua curva, perché certe storie vanno salutate come meritano. La Champions non è ancora matematica...ma il lavoro di Gasperini sì, si puo gia dire che gli va già riconosciuto. Perché ha preso una stagione difficile e l’ha resa emozionante. Ma soprattutto...l’ha resa GASPERINIANA.
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"..Io penso che tutti questi ragazzi hanno bisogno di capire che, per essere giocatori completi, quando si gioca in una squadra bisogna giocare con il collettivo, bisogna essere un gruppo. E per essere un gruppo bisogna avere delle regole, rispettare queste regole...che non sono imposizioni, ma semplicemente cose da disciplinare. Perché poi, in campo, se non sei disciplinato, certi errori diventano ancora più evidenti e poi le partite prendono delle pieghe non belle. Perche poi alla fine parliamo tutti che bisogna far giocare i GIOVANI, diciamo che bisogna avere CORAGGIO, ma alla fine poi cosa dicono? Che conta il risultato. Se non vinci, quello che hai fatto non conta niente.. Nessuno guarda davvero il tuo percorso, ma guardano solamente il risultato finale. Quindi a questi ragazzi è dura insegnare che tante volte, quando si gioca, non bisogna giocare solo per il risultato. Perché voi sapete bene, e qui c’è anche qualche dirigente che ha lavorato con questa società, che il motto è: “Qui non conta partecipare, qui conta vincere”. Oppure: “Il secondo è il primo dei perdenti”. E allora, se andiamo avanti con questo motto, ditemi voi come possiamo far crescere i giovani, come possiamo portarli ad avere coraggio, a tirare fuori le loro qualità, a non avere paura di accettare anche quei momenti in cui magari non fanno una bella partita. Quindi non è facile. Non è facile perché bisogna coniugare le due cose. Sono arrivato a una certa età e ho avuto la fortuna di capitare in un posto dove non mi sarei mai aspettato di arrivare. E anche se la Federazione non me lo dice chiaramente che conta il risultato, io so che conta. Però, veramente, io il risultato lo metto dopo la prestazione. Ma la prestazione non deve essere fatta solo per la vittoria. La prestazione deve essere fatta per far esaltare quello che tu sei. Mentre un pittore usa i colori e il quadro per esprimere sé stesso. Un poeta usa le parole. Un cantante scrive le canzoni. Ecco, i giocatori, per esprimere loro stessi, devono cercare nel campo la soddisfazione di essere felici e di sentirsi partecipi. Quindi io vi dico sempre: andate alla ricerca di voi stessi. Andare alla ricerca di sè stessi diventa una disciplina molto difficile, perché dire a tutti i giocatori, tutti i giorni, che bisogna allenarsi due volte al giorno non è facile. Però, se vuoi arrivare in alto, lo devi fare. E io così l’ho fatto in questi ultimi anni, come sto facendo anche con questi ragazzi. Li vedo, hanno accettato volentieri, perché vedo che sono migliorati..." 𝐒𝐢𝐥𝐯𝐢𝐨 𝐁𝐚𝐥𝐝𝐢𝐧𝐢 oggi così al premio Maestrelli. Che tutti possano lasciarsi trasportare da queste parole 👂..
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C'è chi ha avuto il coraggio anche di dire "NON DIFENDE NESSUNO"...al cospetto di un'organizzazione corale come quella che tu, Lucho, hai saputo donare a questa squadra! Il Psg è tutt'altro che la classica squadra di campioni messi lì e buttati ad aver la meglio dell'avversario grazie alle semplici qualità del singolo. Siate onesti con voi stessi quando guardate i giocatori parigini che seguono i "riferimenti" avversari fino ad un "cambio a due" o fino a che la "palla è in attività"..perchè per far questo con tanti giocatori offensivi (di cui la maggior parte prima di questa avventura al Psg non sapevano nemmeno cosa significasse "marcare") devi svolgere un lavoro enorme quanto ad abnegazione/tempismo/comprensione. ..In settimana metto dentro un po di immagini/video emblematici sull'organizzazione specifica tra gara di andata e ritorno del PSG.
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