"..Io penso che tutti questi ragazzi hanno bisogno di capire che, per essere giocatori completi, quando si gioca in una squadra bisogna giocare con il collettivo, bisogna essere un gruppo.
E per essere un gruppo bisogna avere delle regole, rispettare queste regole...che non sono imposizioni, ma semplicemente cose da disciplinare. Perché poi, in campo, se non sei disciplinato, certi errori diventano ancora più evidenti e poi le partite prendono delle pieghe non belle.
Perche poi alla fine parliamo tutti che bisogna far giocare i GIOVANI, diciamo che bisogna avere CORAGGIO, ma alla fine poi cosa dicono? Che conta il risultato.
Se non vinci, quello che hai fatto non conta niente.. Nessuno guarda davvero il tuo percorso, ma guardano solamente il risultato finale. Quindi a questi ragazzi è dura insegnare che tante volte, quando si gioca, non bisogna giocare solo per il risultato.
Perché voi sapete bene, e qui c’è anche qualche dirigente che ha lavorato con questa società, che il motto è: “Qui non conta partecipare, qui conta vincere”. Oppure: “Il secondo è il primo dei perdenti”.
E allora, se andiamo avanti con questo motto, ditemi voi come possiamo far crescere i giovani, come possiamo portarli ad avere coraggio, a tirare fuori le loro qualità, a non avere paura di accettare anche quei momenti in cui magari non fanno una bella partita.
Quindi non è facile. Non è facile perché bisogna coniugare le due cose.
Sono arrivato a una certa età e ho avuto la fortuna di capitare in un posto dove non mi sarei mai aspettato di arrivare. E anche se la Federazione non me lo dice chiaramente che conta il risultato, io so che conta. Però, veramente, io il risultato lo metto dopo la prestazione.
Ma la prestazione non deve essere fatta solo per la vittoria. La prestazione deve essere fatta per far esaltare quello che tu sei.
Mentre un pittore usa i colori e il quadro per esprimere sé stesso. Un poeta usa le parole. Un cantante scrive le canzoni. Ecco, i giocatori, per esprimere loro stessi, devono cercare nel campo la soddisfazione di essere felici e di sentirsi partecipi.
Quindi io vi dico sempre: andate alla ricerca di voi stessi.
Andare alla ricerca di sè stessi diventa una disciplina molto difficile, perché dire a tutti i giocatori, tutti i giorni, che bisogna allenarsi due volte al giorno non è facile. Però, se vuoi arrivare in alto, lo devi fare.
E io così l’ho fatto in questi ultimi anni, come sto facendo anche con questi ragazzi. Li vedo, hanno accettato volentieri, perché vedo che sono migliorati..."
𝐒𝐢𝐥𝐯𝐢𝐨 𝐁𝐚𝐥𝐝𝐢𝐧𝐢 oggi così al premio Maestrelli.
Che tutti possano lasciarsi trasportare da queste parole 👂..