Artigiano (a tempo perso) di possibili aforismi

Joined April 2015
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L'intelligenza della vita si armonizza da sé; talvolta basterebbe fidarsi un po' del caso che, dal suo punto di vista, non improvvisa mai nulla ma, semmai, sa mettersi fatalmente d'accordo con il destino.
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Vi aspetto lunedì 8 giugno 2026 ore 17 Università di Genova Via Balbi 5... a parlare di Miles Davis
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Oggi 29.5 a Genova, Il Libraccio ore 17. Vi aspettiamo numerosi.
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In ritardo... il mio Rockalendario di Aprile... pre-Beatles, Stones, Pavlov's Dog, Gabriel, OCS. Grazie per la lettura @GianniniRoberto @arbaletedanza @boomerhill1968 @gianni_botta mat2020.blogspot.com/2026/04…

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In edicola è appena uscito Prog Italia. Lì potete trovare la mia analisi di Aquile e Scoiattoli dei Latte e Miele. Link: sprea.it/rivista/56323-prog-… @GianniniRoberto @gianni_botta @boomerhill1968 @arbaletedanza
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Il mio ROCKALENDARIO di Marzo dal '56 al '96: Perkins, Lennon, Dalla, Battisti e EelST. Grazie per la lettura. @GianniniRoberto @yesterdaypills @boomerhill1968 @gianni_botta @max_shining @arbaletedanza mat2020.blogspot.com/2026/03…

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Ma WE USED TO KNOW dei Jethro Tull ha lo stesso giro di accordi di HOTEL CALIFORNIA? :-)))
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Giovedì 19 febbraio ore 18, Genova, Libreria Feltrinelli: Antonio Pellegrini presenta il suo libro su Miles Davis e io sarò della partita insieme ad Andrea Carosini. Vi aspettiamo
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Giovedì 19 febbraio ore 18, Genova, Libreria Feltrinelli: Antonio Pellegrini presenta il suo libro su Miles David e io sarò della partita insieme ad Andrea Carosini. Vi aspettiamo (intanto vi lascio la mia recensione al volume). scrittoreprogressivo.wordpre…
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Sarà anche IA @GianniniRoberto però l'ho trovato evocativo e piacevole.
Manchester, 1980. Punk was fading into the night air, and inside the Russell Club, something new was beginning to pulse — a sound that would shape everything long before anyone had a name for it. The spark. Manchester, Russell Club, 1980
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Il Rigattiere Snob (Sir Lord Sinclair) retweeted
Glenn Close contro Trump. Prendetevi 3 minuti del vostro tempo e ascoltate. Semplicemente perfetta.
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Il mio RocKalendario di gennaio '56/'96: Donegan, Bowie, Dylan, Zappa e Vasco. Grazie per la lettura. mat2020.blogspot.com/2026/01… @GianniniRoberto @arbaletedanza @yesterdaypills @boomerhill1968 @dvmucci

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Un augurio di buone feste a tutti... le letture non mancano! Consiglio in particolare a @boomerhill1968 @boywiththegun @GianniniRoberto @dvmucci @gianni_botta @MinervaArmata @arbaletedanza
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Il Rigattiere Snob (Sir Lord Sinclair) retweeted
Negli anni ’60 e ’70 i poster dei concerti erano vere opere d’arte, simboli della cultura psichedelica e memoria tangibile degli eventi rock. Oggi Paul McCartney ha deciso di rivivere quella tradizione per il suo Got Back North American Tour 2025 presentando (sinora) due manifesti che richiamano i colori e l’estetica visionaria di quell’epoca. Un modo per celebrare il passato e trasformare ogni concerto in un’esperienza che si ascolta, si vive e, nel caso del poster, si porta a casa. #PaulMcCartney #GotBackTour #Beatles #Yesterdaypills
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Il Rigattiere Snob (Sir Lord Sinclair) retweeted
#musicadaleggere a cura di Maurizio Galli (@GalliMaurizio69) direttore di Musicalmind “Le nove vite di Steve Winwood” Ben pochi sono stati gli artisti, o forse è l’unico, che hanno saputo attraversare ad altissimi livelli la storia della musica inglese come Steve Winwood con tre gruppi davvero epocali: lo Spencer Davis Group (dal 1963 al 1967), i Traffic (dal 1967 fino al 1974) e last but not least il supergruppo Blind Faith: nato dall’idea di Eric Clapton, ex chitarrista dei Cream, Ginger Baker e per l’appunto Steve Winwood, ex chitarrista e tastierista dei Traffic. Steve Winwood è senza dubbio una delle figure di maggior talento, eleganza e visione che il pop abbia mai partorito. Ragazzo prodigio nello Spencer Davis Group (co-autore di un grande classico come Gimme Some Lovin’ alla tenera età di 18 anni), leader dei Traffic e mattatore nei Blind Faith, resta anche in seguito da solista un autore ricco di inventiva, un versatile polistrumentista, intrattenitore di lusso, musicista provetto, abilissimo nel giocare su più tavoli. Concede poco a chi sogna genialoidi impennate ma le sue canzoni sono sempre coinvolgenti, talvolta levigate ma di grande spessore. Il suo è l’universo di un musicista tra i più completi e fertili nel panorama della rock internazionale con quell’organo Hammond suonato con rara maestria e quella voce inossidabile da “negro bianco” che ha saputo fondere con naturalezza il soul black e il rock white. In “Le nove vite di Steve Winwood” Pasquale Boffoli (in alcune parti sapientemente affiancato dal fratello Ciro) ripercorre con passione, in modo dettagliato e puntuale l’intera fluviale carriera dell’artista, oggi splendido settantenne amato e riverito da ogni collega e da tutti i veri appassionati di musica. Il libro, di 120 pagine, è arricchito oltre dalla dettagliata discografia di ogni band in cui ha gravitato l’artista anche dall’utilissima traduzione di alcuni significativi brani che ne hanno costellato la carriera. La prefazione del libro è curata da Aldo Pedron. Un libro, “Le nove vite di Steve Winwood”, che non deve assolutamente mancare nella biblioteca di qualsiasi appassionato di musica che si fregi di tale titolo. PASQUALE BOFFOLI
Barese, giornalista freelance e cantante/armonicista in vari gruppi, ha scritto per numerose webzine, tra cui Ondarock, MusicLetter e CoolClub. È autore dei volumi Bari Rock Days (2016) e Distorsioni sonore del terzo Millennio (2019). Ha diretto il premiato webmagazine Distorsioni fino al 2019 e ora scrive per Frastuoni.it.
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