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Who is the true LLM King of 𝗔𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰 𝗔𝗜? 👑 Today we announce a major breakthrough in agentic benchmarking: The first 𝗔𝘂𝘁𝗼𝗕𝗲𝗻𝗰𝗵 𝗔𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰 Run is LIVE (with LLM-generated agentic virtual environments). See how @AnthropicAI’s Claude 4.7, @GoogleCloud’s Gemini 3.1 Pro, @openAi's Gpt-5.4, and open-weight beasts like @Zai_org's GLM-5.1 stack up in real-world enterprise workflows. We tested 30 top models across 100s of complex agentic tasks (from parallel calls to adaptive replanning). No static workflows. No gameable tests. Just pure orchestration under pressure. 👇1/10
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🇵🇱🇺🇦. I see a lot of Ukrainian voices here (not just Russian bots, though there are a lot of those too) that express confidence in Ukraine bypassing Poland and relying on its strategic relationship with countries like France, Germany, and the UK. Well, Polish history may be of a little help here. The last time the Poles trusted the French and the British, it didn't end particularly well (and I won't even mention the Germans...). The current political context in those countries is even less inviting with all pro-Russian forces gaining momentum. In Germany AFD is now approaching 30% in the polls (by far the largest party). Bardella and Melenchon are contending for next year's French Presidential election with no centrist credible contender in sight. In UK, Farage's Reform UK is already eyeing any opportunity to send Starmer back home. The current "history war" between Ukrainians and Poles is a real disaster (and I equally share the blame on both parties, especially on Polish rightoid idiocy, and on Zelensky's clear lack of understanding of what's at stake). I'm afraid both Poles and Ukrainians will soon be reminded of how important it is to stick it together. I hope this does not happen when it is too late. For both. P.S. Then there is that particular specimen of Pole that believes that Poland can go it alone. I'm not even going to consider such level of morons...
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Jeese, the amount of Russian bots here...
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Le tre anatre zoppe hanno decretato ieri che, basta con la diplomazia europea, da ora in poi ci pensano i “grandi”. I tre leader hanno livelli di consenso nei rispettivi paesi che, a fatica, raggiungono le due cifre percentuali. Uno non fa neanche parte del’UE. Ma ora ci pensano loro a ravvivare la politica di potenza delle grandi potenze europee (ex-coloniali, ex-imperiali, soprattutto ex-sconfitte) e a rimettere l’UE in riga. Gli altri, a partire da Italia, Spagna e Polonia, si accodassero. E tanti auguri con questo piano. Già ieri, perfettamente in linea con la nuova direttiva, i tre hanno mandato i loro rispettivi ambasciatori a Mosca a farsi prendere a sportellate da Lavrov, proponendo non si sa neppure cosa (per la gioia di tutti gli altri europei). Sempre ieri, interpretando le nuove direttive dalla Cancelleria, Deutsche Welle faceva uscire un editoriale indirizzato al premier polacco Tusk in cui lo si consigliava di allinearsi con la Germania (e con l’Ucraina) se voleva essere ascoltato. Immaginate come la cosa sia stata presa dai polacchi con la Germania che ordina la Polonia cosa debba fare (facendo sponda con una potenza militare dalla parte opposta del confine…). Perfino l’opposizione di destra, che non fa altro che sputare veleno sul governo in carica, si è incazzata come una iena. La verità è che la tettonica della geopolitica europea è in pieno movimento. È conseguenza della uscita americana di scena (ah, bei tempi quando qualcuno ci metteva tutti in riga). In ballo, ora, ci sono questioni colossali da negoziare: - dove andranno a riposizionarsi le residue forze militari USA in Europa? Leggi il nervosismo tedesco verso la Polonia. - chi guiderà la ricostruzione ucraina? Il più grosso deal dell’intera storia dell’UE. - chi sarà il principale partner industriale della più letale macchina da guerra del pianeta (l’Ucraina)? - come verrà strutturata la nuova deterrenza nucleare europea (francese)? - in che modo si fa rientrare in partita l’UK? - e il colossale debito europe che monta? E la produttività asfaltata? E l’AI, quello sconosciuto (notizia di ieri che alla Commissione usano ancora Llama 70b….)? In tutto questo, ci sarebbe ancora una guerra da vincere. Temo un brutto risveglio per molti… P.S. da noi in Italia intanto si dorme. Ogni tanto ci si risveglia polemizzando con Meloni perché non è stata invitata. Poi si torna a dormire…
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Altro focherello a Roma. Giusto ad un paio di chilometri da San Giovanni… Tutti questi incendi, signora mia…
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🇵🇱 🇺🇦. Rather than fighting on what happened in 1943, I would recommend both my Polish and Ukrainian friends to focus on a few other historical moments in their common history: - mid-17th century split between Cossacks and the Commonwealth ultimately leads to Ukraine’s incorporation in the Russian czarist empire and subsequent partitioning of Poland in the next century. - 1920 failure to consolidate the Polish-Ukrainian alliance ultimately leads to the Bolshevik takeover of Ukraine, the 1939 partitioning of Poland between Soviet Russia and Nazi Germany, and the 1945 Soviet takeover of Poland. - 2026…
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I understand the frustration of many Poles these days as they see their internal debate highly polarized (on the current Polish-Ukrainian crisis) while Ukraine’s appears so monolithic. Yet they should not forget that Polish and Ukrainian political debate operate in two entirely different contexts. In Poland the quarrel has immediately polarized along the usual political divide. In Ukraine, a nation at war, it has understandably triggered a “race to the flag” phenomenon. But what’s most notable to me is the number of many very influential voices in Ukraine, usually always very vocal on any topic, keeping very silent on this one. Not all is as it looks but, in a way, Poles should remember of how fortunate they are of having the luxury of democratically fighting each other in this way
Ja rozumiem, ze wojna, ale tego nie da się nie widzieć: w Polsce bardzo wielu ludzi probuje zrozumiec Ukraińców, wyważyć racje. I to nie od dziś. Po ukrainskiej stronie debaty, również wśród ludzi, ktorych zawsze miałem za zdystansowanych i umiejących w samokrytykę, niestety prawie unisono. Czasem nawet uogólnianie typu "wszyscy Polacy to", i to wśród ludzi teoretycznie głoszących otwartość i tolerancję. W Polsce jest wielu szowinistòw, ale, powtarzam, jest tež bardzo wiele osòb pròbujacych zrozumieć ukraińską perspektywę, często kosztem polskiej. Po ukraińskiej stronie to ledwie widać. Przeraża mnie ta prawie bezwyjątkowa jednostronność i brak umiejętności szukania problemów nie tylko u imnych, również u siebie. Prawie nie widać głosów próbujących zrozumieć perspektywę, co by nie mówić, długoletniego polskiego partnera. To naprawdę dziwne i potwornie rozczarowujące. Nie wiem jak to tlumaczyć. Nie wierzę w jakieś polskie nacjonalistyczne generalizowanie i wrzucanie wszystkich w Ukrainie do jednego worka, bo to po prostu bzdura, to na pewno. przyznaję jednak, że dziś czuję się bezradny. Przepraszam.
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“Vieni avanti co…” Girandola frenetica di consultazioni tra le cancellerie europee per capire chi sarà il “genio” che si farà incastrare nel ruolo di “capo negoziatore” per intraprendere “finalmente” la via “diplomatica” alla risoluzione della guerra in Ucraina. Ovviamente, tutti sanno che la missione fallirà miseramente, ma bisogna pur mostrare di averci provato per rendere contenti i vari Bettini e tutta la vasta schiatta di grandi statisti usciti dai peggiori meandri delle fogne della destra e della sinistra che gridano alla “Europa bellicista”. Ovviamente, il negoziato fallirà perché, esattamente come con Trump, la Russia non ha minimamente intenzione di rinunciare ai propri obiettivi massimalisti (la totale sottomissione dell’Ucraina). Rinunciarci, dopo tutte le perdite subite e i sacrifici imposti ai russi, sarebbe equivalente ad una cocente disfatta (e si sa che brutta fine fanno i regimi russi quando perdono sono le guerre). Ora, si dirà che le circostanze sono cambiate. La Russia non sembra più in grado di avanzare sul campo di battaglia, il costo umano e finanziario della guerra si fa sempre più insostenibile, l’economia russa è stata asfaltata da oltre 4 anni di sanzioni e di sforzo bellico. E adesso gli ucraini stanno dimostrando una letalità micidiale nel colpire le forze russe a tutti i range: i combattenti lungo il fronte, la logistica nelle retrovie, il comparto industriale ed energetico in profondità. Ma Mosca ha ancora una carta da giocarsi e finché potrà crogiolarsi in questa speranza non rinuncerà mai. Sa che la resistenza Ucraina si regge interamente sul supporto finanziario e industriale europeo. E ha investito pesantemente in tutte quelle forze politiche europee che sostengono la “pacie”. Presto ci saranno elezioni in Francia (2027), Italia (2027), Polonia (2027) e non puoi neppure sapere quanto dureranno i governi in UK e Germania sotto la pressione crescente delle rispettive forze “sovraniste”. Anche per questo si sta cercando il “genio” di cui sopra. Serve fare questa grande sceneggiata del “negoziato” per costringere Mosca a mostrare le sue vere carte. Rimane il fatto che il principale ostacolo alla pace non è la cosiddetta “Europa bellicista” ma proprio i vari Renzi e Bettini, a tutte le latitudini del continente, che ancora pretendono che vi sia una via “negoziale” alla risoluzione del conflitto. Questa guerra finirà solo con la sconfitta di una delle due parti. La Russia si tiene in partita ora solo grazie alle tante quinte colonne che si è costruita nel continente. Rimuovi quelle e la Russia perde (forse collassa). L’alternativa non la vuoi conoscere.
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🇵🇱 🇺🇸. Needless to say, the way many in the Polish right look at the USA has striking similarities with the way Poles looked at France in 1939. Yet, the idea that the US is going to spill blood to defend Polish independence is utterly moronic. Polish strength lies entirely in reinforcing the strong bonds it is building with its European partners (including those to its East…), precisely those that have enabled its extraordinary rise over the last 30 years.
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🇺🇦 🇵🇱 Both countries tend to broadly suffer from historical amnesia. 1. Poles tend to broadly overlook their past domination of Ukrainian lands, especially by the Polish noble landowning class, which persisted for centuries not just over western Ukraine. This is, of course, a complex history that ends in tragedy with hundreds of thousands of Poles — the majority of them simple farmers and city dwellers — who were then expelled from lands and cities they had inhabited for centuries (in the context of the horrors that befell those lands during World War II). 2. Ukrainians tend to broadly overlook the most horrifying aspects of their fight for freedom, including the collaboration by some (a very small fraction of Ukrainians) with Nazi Germany, the Holocaust, and the ethnic cleansing of Poles in Western Ukraine. This is also an extremely complex story where it is far too easy to point blame and ignore the brutality of the context in which these events took place between 1939 and the early 1950s (Soviet occupation, Nazi occupation, Polish and Ukrainian insurgency, partisan warfare, Soviet “liberation”). Both need to come to terms with their history. Both need their schools to shed light on these aspects of their history that contradict the simple narrative of victimhood (and yes, few peoples suffered as much as Poles and Ukrainians in modern European history). As long as this does not happen, Poles and Ukrainians will keep being torn apart by the agendas of nationalist extremist rightoids on both sides. This is not just sad for two nations that should be tied by deep brotherly feelings. It is also extremely dangerous for both.
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Infinito. Breve reminder: non esiste alcun infinito nell’universo (salvo possibilmente l’universo stesso). In compenso, tra qua e l’infinito, ci sono infiniti valori a cui la tua “crescita finita” può fermarsi
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Patrimoniali e misteri della fede. Tra IMU, tassa di successione e imposta di bollo sui titoli, lo Stato italiano già incassa ogni anno tasse patrimoniali pari a 1.2% del PIL. A confronto, la Spagna progressista della “patrimoniale” di Sanchez, incassa appena lo 0.12%. Questo, ovviamente, senza tenere conto di come i patrimoni sono tassati alla fonte in Italia con quel 26% di tassa sul capital gain. E ora vorresti aggiungere anche la “patrimoniale”. Però poi tutti a strapparsi le vesti perché nessuno vuole investire in Italia…
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Dati presi qui
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La patrimoniale in Italia c’è già. Vale 10 volte quella della Spagna, e il doppio di quelle di Norvegia e Svizzera open.online/2026/06/08/impos…
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🇵🇱 🇺🇦. Nothing saddens me more than the current spat dividing the two countries (basically driven by both sides’ nationalist rightoids). I deeply respect and admire Zelensky, but, as any human being, he’s also capable of making bad decisions. The decision of naming a military unit honoring UPA was not a bad decision. It was disastrous. I suppose he wanted just to prove that Poland’s extreme right (Nawrocki, PiS et all) has less leverage than believed. He completely underestimated the stupidity of Polish identity politics and how such decision would escalate in the toxic Polish political arena. The end result has been of putting his main Polish allies (Tusk, the government, etc.) in an untenable position given the sensitivity of Volynia/Wołyń to Polish identity politics. Thus stirring a vicious storm of hatred between extremist factions on both sides of Poland and Ukraine which risks to fracture what instead should be the most powerful alliance in Europe. A fracture that can also have disastrous consequences for both countries. Hopefully wiser spirits will prevail (on both sides) and a time for a more serene assessment of the complex secular history of the Ukrainian-Polish relationship will come. But till then, Zelensky is the only one who holds the cards to bring down the temperature and seek faster reconciliation. Poland’s split political scene (President on one side, government on the other) is in a trap and won’t be of any help. Once again, he has to prove that he is the only real grown up in the room. I pray he does.
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Trovo simpatico che, in molti commenti qui, ci sia tanta gente che crede che le elezioni si vincano con i “contenuti”. Cmq, non ho alcuna obiezione a dibattere di contenuti, a patto che vi sia prima un unico soggetto all’interno del quale dibattere dei suddetti “contenuti”. Se, invece, il gioco è a chi ce la più lungo tra Calenda, Boldrin e compagnia bella, vi saluto e me ne vado al mare (il girono delle elezioni).
Cara Pina, con tutta la stima e l’apprezzamento per cio che hai fatto e rappresenti, lasciami dire che non ci mancava un’altra formazione democratica-liberale di centro. Spero sia anche chiaro che l’unica vera battaglia politica per l’area dell’elettorato che rappresenti, sia l’unità delle forze politiche liberali, democratiche, di centro, moderate, o come si voglia definirle (in pratica tutte quelle che non si riconoscono nelle due alternative populiste che dominano la politica italiana). Non le tasse, non la spesa pubblica, non l’innovazione, non l’europeismo, neppure l’Ucraina. Solo una cosa: unità. Ciò che chiedono milioni di elettori senza rappresentanza.
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Ma quanto je rode che un’immigrata albanese, brava, bella, intelligente e ricca si sia permessa di tornare a farsi il proprio matrimonio principesco tra le rovine dei fu Gattopardo, mostrando tutta la loro miseria
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l’italia è un paese ridicolo. Se sei ricco e famoso ti puoi affittare una piazza o una città intera per il tuo matrimonio aesthetic italiano. La dolce vita, la vita lenta, tutte ste stronzate. L’italia è in vendita, e questa gente vede gli italiani come una specie in uno zoo
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Se gli LLM hanno “qualità” umane, allora c’è l’ha pure Age of Empires II. (Sempre penato ci fosse qualcosa di magico in quel gioco…🤣)
This is an insane paper and I love it arxiv.org/abs/2605.31514
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“Fatti una domanda, datti una risposta”. Renzi domanda polemicamente come mai Meloni non viene invitata a far parte del gruppo che dovrebbe negoziare con la Russia la fine della guerra in Ucraina (auguri...). Nessuno dovrebbe conoscere meglio la risposta di lui, visto che il trio è stato costruito a partire dal nucleo europeo del formato Normandia che negoziò i cosiddetti "accordi di Minsk". Quel nucleo fu formato nel settembre del 2014. Allora, era costituito da Francia e Germania, in rappresentanza dell'UE vista come attore determinante in quanto la "crisi" ucraina (Maidan -> Crimea -> Donbas) era scoppiata proprio in relazione al Trattato di Associazione dell'Ucraina all'UE. E chi era Presidente del Consiglio nel 2014? Riformulo la domanda per lui: per quale ragione l’Italia non fu invitata a far parte del Formato Normandia quando Renzi era Presidente del Consiglio?” Adesso, a quel nucleo si unisce anche il Regno Unito, per la volontà espressa dal Governo Starmer di posizionare truppe britanniche in Ucraina come parte dei meccanismi di garanzia della sovranità del paese aggredito. E, sappiamo benissimo che Meloni non ci pensa neanche per un istante a prendere un simile impegno. E, allora, anche qui c'è una domanda da rimbalzare al nostro grande campione del "negoziato" ed ex-rottamatore. Che ne pensa dell'invio di soldati italiani a difesa della sovranità ucraina una volta sia stato raggiunto un cessate il fuoco? Perché, si sa, a fare i "grandi negoziatori" con "il culo degli altri" son bravi tutti. E gli ucraini non ci cascano più...
Macron, Merz e Starmer lavorano al tavolo della pace tra Russia e Ucraina. La Meloni purtroppo nemmeno invitata. Ci sono tutti i Paesi europei del G7 tranne l’Italia. Che amarezza. Perché?
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Berlinguer liberista. Il fatto è che l'Italia è l'esempio paradigmatico di middle-income trap nation, e in questa trappola ci siamo da 50 anni. In questo mezzo secolo, la classe politica intera, Berlinguer incluso, si è sperticata in trovare soluzioni scamuffe, sempre peggiori, per uscirne: - l'espansione del debito pubblico degli anni 80 - il "milione di posti di lavoro" berlusconiano - l'Euro - "la finanza creativa", sempre copyright Berlusconi - "ce lo chiede l'Europa" fino ad arrivare agli ultimi 10 anni in cui, anche solo sollevare la questione, è diventato tabù per i politici. Nel frattempo, il complesso del sistema corporativista/protezionistico non ha fatto che espandersi e consolidarsi ulteriormente, rendendo ogni possibile soluzione sempre più dolorosa e impraticabile da sostenere per la politica. Però, nel frattempo, cresce anche la platea degli esclusi e di coloro che vedono i propri redditi sempre più cannibalizzati dalle dinamiche estrattive di chi vive nei circuiti protetti. Qualsiasi possibile cambiamento potrà avvenire solo quando questa componente della società diverrà maggioranza (e non è detto).
Replying to @RiccardoTrezzi
Che poi la produttività era una battaglia trasversale fino a pochi decenni fa. Lo era persino a sinistra sinistra: ENRICO BERLINGUER - 1983: youtu.be/8Ao5ipMnnXg?si=ZLWC…
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