Io adoro il confronto civile.
Per quanto possibile, non sempre mi riesce, cerco di essere gentile.
Quindi non scriverò, del tizio col fratino fosforescente, “ma tu chi cazzo sei? Chi rappresenti?”.
E non dirò al ragazzetto che deride questo signore pacifico: “Torna a studiare, deficiente fascista”.
Non lo farò, perché appunto credo che si debba spiegare. Prendendosi anche, come mi è successo più di una volta, insulti e minacce.
Punto primo, veloce: l’Ucraina è sotto attacco di un fascista. Il fascista è quell’altro. “Sì ma la Nato…”. La Nato non attaccava nessuno. “Sì ma il battaglione Azov…”. I partigiani italiani si giovarono dell’esercito italiano in rotta, che fino a un secondo prima era fascista. “Sì ma la corruzione…”. Se tutti i Paesi corrotti dovessero essere invasi da altri più corrotti di loro, alla sera mangeremmo tutti borsch. “Sì ma le armi…”. Senza le armi – alleate – avremmo parlato tutti tedesco.
Punto secondo, l’opportunità, la memoria, il rispetto. Ascoltate quel signore, che dice “abbiamo aderito…”, “sono conosciuto…”. Pensa di parlare a gente come lui. Pensa che essere memoria lo autorizzi a decidere, a spiegare, a testimoniare, che tra i bersagli dei fascisti di oggi ci sono l’Ucraina e l’Europa, il primo bersaglio di Putin (e del suo gemello in affari, Trump) da almeno un ventennio. E pensa di poterlo rivendicare. Come facciamo con le bandiere palestinesi contro l’altro fascista, quello che – nell’Internazionale delle teste di cazzo – completa il triangolo che comprende Washington e Mosca.
Affari, sfere d’influenza, democrature. La stessa pasta.
Ma il tizio non vuol sentire. Lo allontana. “Non m’interessa”. “Non mi tocchi”. Dice così: “Non mi tocchi”. E se ti tocca cosa fai, lo meni? E l’altro ride, gode del piccolo branco vincitore.
Io credo che, seduti attorno a un tavolo, l’allontanatore, il signore con la bandiera ucraina, il sottoscritto, saremmo d’accordo su un 75% di cose, diciamo sui valori, ché la politica è un’altra cosa e la si esercita in democrazia. Saremmo d’accordo che resistere, oggi, significa proteggere i deboli, i migranti, le persone LGBTQ , i diritti civili ma anche quelli sociali, ché il capitalismo selvaggio ha devastato smantellando ogni singola regola a favore dei prepotenti.
Credo soprattutto che sapremmo individuarli, i prepotenti. E che dovremmo cominciare a farlo anche quando siamo diventati noi. Al netto di tutto, quello che si vede in questo video è un atto di prepotenza. Per il quale, persino coltivando pareri diversi sulla politica internazionale, qualcuno dovrebbe chiedere scusa.
Perché, come credo di aver detto un’altra volta, e lo ridico: abbiamo i fascisti al Governo. Non dovremmo sprecare tempo a maltrattare vecchietti.
Viva la Liberazione dal Nazifascismo. Viva il
#25aprile_è_ANTIFASCISTA. Sempre.