Finalmente, dopo anni di battaglie, interrogazioni parlamentari, manifestazioni, risoluzioni e interventi in Aula e infine anche un libro molto contestato, sta per essere approvata in seconda lettura al Senato la mia proposta di legge, confluita poi nel ddl Valditara, che pone un primo freno all'ideologia gender nelle scuole.
Sono contento di questo primo passo, che so essere stato indigesto per una parte del centrodestra fluido e pro-lgbt, tanto è vero che la versione originaria della legge da me proposta prevedeva molte più restrizioni per docenti ideologizzati e attivisti lgbt.
Ad ogni modo quando la legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale le famiglie finalmente avranno uno strumento in più per contrastare l'indottrinamento gender nelle scuole e io continuerò a vigilare e denunciare tutti i casi in cui, per esempio e come accaduto in passato, in una prima elementare venga invitato un attivista trans a parlare di educazione sessuale a bambini di 6 anni, o ancora vengano divulgati fumetti che sdoganano l'utero in affitto senza che i genitori ne siano a conoscenza.
Un primo passo ma non basta: sto preparando una nuova proposta di legge che faccia chiarezza sulle cosiddette carriere alias a scuola, altro cavallo di troia degli attivisti lgbt.
Quello della libertà di scelta educativa e la tutela dei bambini dall'ideologia gender è una di quelle linee rosse, uno di quei valori non negoziabili per Futuro Nazionale, e se il centrodestra vorrà interloquire con noi dovrà tenerne sempre conto. Ringrazio la senatrice Malpezzi del pd per aver riconosciuto in Aula la mia paternità della legge.
Fuori l'ideologia gender dalle scuole.