1973

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26 Mar 2024
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Dei pantaloni che mi guardano male
Sağ beyniniz varsa sandviç görürsünüz, sol beyniniz varsa kola görürsünüz. Ne görüyorsun?
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Jun 13
Nooooo!🥺
Moj ljubavni život ukratko
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Jun 12
She played that so well
When you are in danger. you must pretend to be blind.
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The difference between whom to date and whom to marry.. 😂
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La scuola non deve dirti cosa è "giusto o sbagliato". Deve mostrarti la realtà e fornirti gli strumenti per analizzarla, così che TU possa decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato.
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Dedico sta cazzata trovata su facebook a @Perazzetti_ 🤣🤣
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Molto bene qui i professori. Bisogna imparare a dissimulare, i gesti eroici non servono a nulla.
Tra i temi della “tesina rieducativa” (modello Corea del Nord) che dovranno scrivere per la maturità i ragazzi di Cesena che hanno esposto al Liceo lo striscione “Italia agli italiani” c’è “gli africani siamo noi”. Siamo all’indottrinamento ideologico, il ministero intervenga.
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Replying to @Entreri_Arnodas
Terribile. Ricordo tutto. Fu angosciante. Riposi in pace 🙏✝️🙏
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L'inizio del triste fenomeno della TV spettacolo Dell'ansia Delle tragedie in cui un popolo si possa riconoscere Non abbiamo imparato nulla del come ci manipolano
10 giugno 1981. Sono passati 45 anni, eppure ci sono storie che continuano a far male come se fossero accadute ieri. Quella di Alfredino Rampi è una di queste. Aveva sei anni. Sei. Un’età in cui il problema più grande dovrebbe essere scegliere un gioco, rincorrere un pallone, inventarsi un’avventura nel giardino di casa. Invece quella sera Alfredino cadde in un pozzo artesiano nelle campagne di Vermicino. Da quel momento l’Italia intera smise di fare quello che stava facendo. Per quasi tre giorni milioni di persone rimasero incollate alla televisione, sperando in un miracolo che non arrivò mai. Fu la prima volta che un Paese intero condivise in diretta il dolore, la paura, l’impotenza. La prima volta che milioni di persone si sentirono parte della stessa tragedia. Ricordo le immagini, io che di anni ne avevo 7. Ricordo il silenzio. Ricordo quella sensazione terribile di impotenza. Perché da adulti siamo abituati a pensare che esista sempre una soluzione. Che qualcuno arriverà. Che in qualche modo le cose si aggiusteranno. Ma quella notte l’Italia scoprì che non sempre è così. Scoprì che esistono situazioni davanti alle quali la volontà, la tecnologia, il coraggio e perfino l’amore possono non bastare. E forse è proprio questo che continua a renderla una ferita aperta. Non solo la morte di un bambino. Ma il fallimento collettivo di un’intera comunità che avrebbe dato qualsiasi cosa per salvarlo. In quelle ore non c’erano destra o sinistra. Non c’erano tifoserie. Non c’erano social network, algoritmi, indignazione a comando. C’erano semplicemente milioni di esseri umani che pregavano per un bambino che non avevano mai conosciuto. E forse c’è una lezione che Alfredino continua a lasciarci, ancora oggi. La vita è tremendamente fragile. Molto più fragile di quanto ci piaccia ammettere. Passiamo giornate intere a litigare per sciocchezze, a inseguire problemi che tra dieci anni non ricorderemo nemmeno, a rimandare telefonate, abbracci, parole che pensiamo di avere tutto il tempo del mondo per dire. Poi arriva una storia come quella di Alfredino e ci ricorda che il tempo non ci appartiene. Che nulla è garantito. Che le persone che amiamo sono qui adesso. E che adesso è l’unico momento che abbiamo davvero. Oggi non voglio ricordare soltanto la tragedia. Voglio ricordare un bambino di sei anni che, senza volerlo, riuscì a fermare un’intera nazione e a mostrarle il volto più autentico dell’umanità: quello che soffre insieme, spera insieme e piange insieme. Ciao Alfredino. Non ti ho mai dimenticato.
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A scuola puoi picchiare i professori che non ti succede nulla! Puoi portare coltelli, puoi bullizzare, pisciare sui tavoli Ma se esponi uno striscione con scritto: "L'Italia agli italiani" Ti becchi il 6 in condotta, la bocciatura e i corsi di rieducazione Perchè sei razzista!
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Imagine if Iran bombed civilian infrastructure in Washington and killed American civilians, the whole world would call it terrorism The US bombed civilian infrastructure in Tehran and killed Iranian civilians. Why do you call it a self-defense. The US just committed a war crime
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Caos e disordini fanno parte dello stesso piano dell'immigrazione senza controllo.
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A genius escape technique.

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Mancano solo Voldemort, Sauron e Pacciani.
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Jun 10
RT @243_cal: 24 hours after footage of an African man trying to saw the head off his Scottish victim in a Belfast street circulated online,…
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Replying to @Tg1Rai @GiusTls
Il sudanese gli ha cavato gli occhi, gli ha tolto la pelle dal viso e ha tentato di decapitarlo. Accoltellamento mi sembra un po’ riduttivo
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Danno la notizia in modo che si capisca esattamente il contrario, o sono ignoranti o sono in malafede
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“ATTRIBUITO”???!!!
Belfast, scoppia la protesta anti-immigrati: veicoli in fiamme e strade bloccate dopo un accoltellamento attribuito a un rifugiato trib.al/0UVzyU4
Community note
Le immagini mostrano un tentativo di omicidio compiuto da un immigrato la cui identità è nota in quanto diramata dalla polizia locale. x.com/brokenbritain0…
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