«Il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo l’abbia armato, gli abbia fornito scuse politiche, copertura politica, sostegno economico e finanziario è una sfida. Se il diritto internazionale è stato colpito al cuore, è anche vero che mai prima d’ora la comunità globale si era accorta delle sfide che tutti noi affrontiamo. Noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi, ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune. Il nemico comune dell’umanità è il sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, incluso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile».
Queste sono le parole pronunciate da
@FranceskAlbs per le quali stasera la Francia ha chiesto le sue dimissioni dal ruolo che ricopre all’ONU.
Mentre è in corso in diretta in 100 città d’Italia la proiezione di Disunited Nations, chi ha visto il film capisce subito cosa significa questo ennesimo attacco pretestuoso contro la sua persona: un tentativo di privarla dell’immunità diplomatica per arrestarla il minuto dopo stesso con l’accusa di terrorismo.
Perché non basta certo aver bollato come terroristi tutti i funzionari dell’ONU e aver ucciso centinaia di loro a Gaza, aver distrutto l’UNRWA e aver puntato alla cancellazione di ogni tutela dei palestinesi in quanto rifugiati già vittime della pulizia etnica storica della Palestina.
Non basta più. Anche i bianchi, anche le persone finora privilegiate devono cominciare a pagare, a diventare esempi con cui terrorizzare tutti quei milioni di cittadino che ad ogni angolo del Pianeta proprio non riescono a non continuare a stare dalla parte dei palestinesi.
Albanese ha avuto il coraggio esemplare, deve ricevere la punizione esemplare.
Francesca Albanese siamo noi. Con lei, per la sua libertà, per la verità, libertà e giustizia per il popolo di Palestina.