Cercare di essere una brava persona

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Angelo Balestrazzi retweeted
«Francesca Albanese si definisce “avvocata per i diritti umani”. Non lo è. Non ha mai superato un esame di abilitazione forense. Ha invece svolto attività di ricerca per l’UNRWA, organizzazione infiltrata da terroristi. È una ricercatrice giuridica al servizio dei terroristi.»
Francesca Albanese calls herself a “human rights lawyer.” But she's not a lawyer. She never passed a Bar Exam. She never defended a human rights activist in court. She did do legal research for UNRWA, which is infested with terrorists. She's a legal researcher for terrorists.
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Quando un giornalista riesce ad esprimere in 5 righe esattamente quello che pensi ma che riesci ad esprimere in maniera contorta forse in 10 tweet.
Il caso Picierno indica la via del nuovo Pd alla gestione del dissenso: non l’espulsione, non il colpo alla nuca, ma anni di mobbing passivo-aggressivo (unito al lavoro sporco appaltato ai troll intellettuali “d’area”) finché non ti saltano i nervi e te ne vai sbattendo la porta
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E lui che analista è?
C’è del sublime nel vedere una certa destra – o quel che ne resta travestito da terzopolismo nostalgico – piangere l'addio di Pina Picerno dal PD come fosse la perdita della "più efficace anti-Meloni". Bisognerebbe spiegare a questi analisti da tastiera che la leadership non si costruisce nei laboratori delle correnti o nei salotti di Bruxelles, ma con il consenso reale. E la realtà dice che l'area politica della Picerno è stata sonoramente bocciata dalla base e dagli elettori alle primarie. Presentarla oggi come la salvatrice della patria è un esercizio di fantascienza elettorale smentito dai numeri: i sondaggi, per ironia della sorte, respirano proprio quando le frange più eclettiche e centriste decidono finalmente di levare le tende. La parabola di Pina Picerno è il manifesto perfetto dell'ambiguità che ha logorato il centrosinistra per un decennio. Nata politicamente con la Margherita franceschiniana, folgorata sulla via di Damasco dal renzismo della prima ora fino a diventare l'icona del "Giglio Magico" (come dimenticare la televendita dello scontrino della spesa a Ballarò per convincerci che 80 euro bastassero a sfamare una famiglia per due settimane?), ha poi scelto di non seguire il suo mentore in Italia Viva. Una scelta di pura coerenza? No, per molti il classico posizionamento strategico: rimanere nel PD per conservare poltrone, tessere e la poltrona da Vicepresidente del Parlamento Europeo, continuando però a fare costante "fuoco amico" dall'interno contro la linea del partito. Per anni la Picerno ha ballato sul confine dell'incoerenza ideologica, difendendo le riforme neoliberali e il Jobs Act in un partito che cercava faticosamente di ritrovare una vocazione sociale. L'avvento di Elly Schlein ha solo accelerato l'inevitabile: l'opposizione interna permanente e il logoramento quotidiano non erano più sostenibili. L'addio della Picerno non è l'inizio del declino del PD, ma la fine di un equivoco. Finisce l'era della politica dei caminetti, delle sponde correntizie e del doppio gioco ideologico. Se questo è il "declino", la sinistra può finalmente iniziare a festeggiare.
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Evidentemente si tollerano anche quelli che pensano di riconoscerle.
Si tollera tutto in Italia tranne due cose: la schiena dritta nel giornalismo e l’onestà in politica
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Scrive un tweet surreale a commento di uno vergognoso, dopodiché blocca quelli che disapprovano la pratica della sentenza mediatica senza appello. I giornalisti intolleranti sono una specialità tutta italiana: o li approvi o ti bloccano. Comunicatori che non comunicano @laramps
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Giornalisti che pontificano e bloccano i commenti. Ennesimo capitolo del teatro dell’assurdo social. Andando avanti così a De Gregori gli torna pure l’ispirazione. Buonanotte, buonanotte Salamida…
Caro Francesco De Gregori, se tu provi imbarazzo quando un uomo di spettacolo “si schiera in maniera netta su questioni internazionali”, io lo provo quando un cantautore come te, che ha fatto dell’impegno politico la sua cifra, non lo fa quando gli viene chiesto di esporsi su uno sterminio. Non sul vincitore del Grande Fratello Vip, su uno sterminio. Se hai scritto “Generale”, Bufalo Bill”, “Pablo” e tanti altri capolavori che per anni abbiamo intonato anche nelle piazze, non puoi metterti sullo stesso piano di chi deve il suo successo a “Cicale”, con tutto il rispetto per la virologa Heather Parisi. Il maligno dubbio che sorge spontaneo, è che dietro questa tua inedita neutralità vi siano altri interessi. Ovviamente spero che non sia così. Quando si parla di arte, scindo sempre l’artista dall’uomo che c’è dietro l’artista, quindi il mio giudizio sulla tua opera resta intatto. Però, nel mio piccolo, continuerò a stare dalla parte di chi ruba nei supermercati e non da quella di chi li ha costruiti, rubando.
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A Bari non l’ha mai detto. Probabilmente con ambiente sottointende Presidente. Come dargli torto? #quaquaraquà
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Angelo Balestrazzi retweeted
Palmeri: “La vergogna storica del Bari: il fallimento di De Laurentiis, il dilettantismo del governatore Decaro, cronaca di una morte annunciata‼️” L’editoriale di @tancredipalmeri ✍🏼⬇️ #Sportitalia sportitalia.it/2026/05/23/la…
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Riconsegnate la società ai baresi e tornatevene a casa vostra. Addio. @sscalciobari
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Parole sante. Un comportamento vergognoso. A Napoli possono ottenere i risultati che vogliono, ma la qualità degli esseri umani si vede nei momenti difficili. Gentaglia.
Uno dei peggior Bari della storia retrocede meritatamente in coda a una partita giocata indecentemente, trovando coraggio solo alla fine pareggiando le occasioni 4 a 4, contro un Sudtirol che fa poco ma basta in una partita orrenda arbitrata anche peggio. De Laurentiis horribilis
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Angelo Balestrazzi retweeted
Caro Buttafuoco, siccome sei intelligente leggere e ascoltare queste banalità è ancora più grave. Sono le solite frasi da salotto: “Venezia accoglie le contraddizioni”. Bene. Ma qui non si parla di “contraddizioni”: si parla di uno Stato aggressore che usa cultura, sport, persone conniventi e vetrine internazionali come normalizzazione politica. La Biennale non è un tribunale? Certo. Ma non è nemmeno una lavanderia simbolica dove entri vevi champagne e fai propaganda con i morti ucraini ancora caldi e ne esci magari come artista perseguitato dal moralismo occidentale. “Selezioniamo opere, non passaporti” suona bene solo se fai finta che i padiglioni nazionali non siano, appunto, rappresentanza nazionale. Altrimenti è retorica da brochure: elegante, vuota, comodissima. @la_Biennale
🗣 “Venezia non ha mai chiesto al mondo di essere puro per entrare” Il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco smonta le polemiche sulla presenza della Russia
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Anonima fulminati @Jeandbol
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Ieri era tutto un “dopo Orban il diluvio o Soros stappa lo champagne”. Oggi invece in coro: “Magyar è di destra; un Orban senza Orban; dov’è la sinistra in Ungheria…”. La cifra social a destra come a sinistra è una sola: nessun pudore @NicolaPorro @fratotolo2 @boni_castellane
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Certo che assistere al baluardo della satira di destra che blocca per questo commento lascia davvero basiti: @lefrasidiosho sei veramente un povero di spirito, cambia mestiere va…datti all’ippica.
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Angelo Balestrazzi retweeted
Ora orban più libero per convegni leghisti #pontida
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Bloccato da sto @MicheleBonates3 per questo commento al suo tweet. Immagino se potesse decidere lui del nostro voto cosa succederebbe, altro che Corea del Nord o Russia. Quando si dice l’eterogenesi dei fini e cosa significhi essere fascisti.
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Angelo Balestrazzi retweeted
Paolo Cirino Pomicino e il suo amore  per  la politica a ogni costo. Non si contano i suoi denigratori, non si contano le persone serie che lo rispettavano. Era un grande, a suo modo Di Giuliano Ferrara ilfoglio.it/politica/2026/03…

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