Allora, ieri ad
@OttoemezzoTW solito show di
@RoVannacci. La sua politica è semplice: neri, rom, via. Omosessuali e disabili vanno bene solo se stanno zitti, nascosti o in disparte.
Facile da vendere ai suoi elettori medi.
Il problema è che per farlo dice cose inesatte, spesso false. E quasi nessuno glielo fa notare. Nel nostro piccolo faremo di tutto per mostrare le sciocchezze che contengono le parole di Vannacci.
Prendiamo l’ultima: secondo lui chi delinque o “non è compatibile con la nostra cultura” potrebbe essere deportato verso Paesi con cui non abbiamo accordi bilaterali. Basterebbe portarlo in un Paese terzo “sicuro”, con cui invece un accordo esiste, e poi ci penserebbero loro. Detta così, è una caricatura del diritto europeo. L’UE discute una stretta sui rimpatri e i return hubs, ma non ha autorizzato il principio “li molliamo lì e affari loro”.
consilium.europa.eu/en/press…
La parte vera: Consiglio e Parlamento UE hanno raggiunto un accordo politico sul nuovo regolamento rimpatri. Il testo prevede return hubs in Paesi terzi, come destinazione finale o centri di transito verso il Paese d’origine o un altro Paese terzo. Ma serve un accordo o arrangement con quel Paese, e quel Paese deve rispettare standard internazionali sui diritti umani e non-refoulement. Inoltre non siamo ancora al diritto applicabile: servono adozione formale e pubblicazione.
home-affairs.ec.europa.eu/ne…
La parte falsa è il “basta portarli in un Paese sicuro”. No. Il rimpatrio resta una decisione individuale: va valutata la singola persona, deve esserci possibilità di ricorso, resta vietata l’espulsione collettiva e va verificato il rischio nel Paese di destinazione. La Commissione UE lo scrive: rimpatri sì, ma dentro Carta dei diritti fondamentali, accesso all’asilo, non-refoulement e rimedi giurisdizionali.
home-affairs.ec.europa.eu/po…
Il non-refoulement vale anche in modo indiretto. Tradotto: l’Italia non può dire “io lo mando nel Paese X, poi se il Paese X lo spedisce nel Paese Y dove rischia tortura, persecuzione o trattamenti inumani, non è più affar mio”. L’Agenzia UE per l’asilo parla espressamente di divieto di direct or indirect refoulement. Lo scaricabarile non funziona.
euaa.europa.eu/asylum-report…
Anche la CEDU va in quella direzione: quando uno Stato manda persone verso un Paese terzo senza verificare accesso reale all’asilo, condizioni di accoglienza e rischio di successivo refoulement, possono esserci violazioni dell’articolo 3 CEDU e del divieto di espulsioni collettive. I diritti fondamentali non spariscono perché li imbarchi su un aereo.
ks.echr.coe.int/documents/d/…
Quanto alla “incompatibilità con la nostra cultura”, siamo alla propaganda pura. Il diritto UE conosce soggiorno irregolare, condanne penali, rischi per ordine pubblico o sicurezza nazionale, mancata cooperazione al rimpatrio. Non conosce la “cultura” come categoria per deportare esseri umani. Può avere conseguenze chi delinque. Ma dentro una procedura individuale, con limiti, controlli e garanzie.