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Amigos de @Renfe su tren AVE 05792 en trayecto de Valladolid a Madrid en coche 7 tiene un olor insoportable a orines de baño. 6:06 pm 31 de mayo Ojalá pudieran revisar el baño urgentemente. Saludos
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Aviso importante
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que antoine le de a mia a shai, demuestra lo mayor que esta, VIVIMOS EL NACIMIENTO DE MIA Y YA ESTÁ ENORME BASTA

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Replying to @lopezdoriga
Nuevamente Joaquín López, publicando información sin verificar, claramente ya no sorprende. Y sé que tampoco tendré réplica, no subirá mi video. Los veo muy interesados en mi perfil: Me levanto 5 am para ir al gym Llevo a mis hijas a la escuela Llegué a mesa de seguridad 9 am Llegué a un CENDI 10 am a estar con nuestras niñas y niños. A mi salida llegó la acosadora, porque para la senadora es mejor grabar videos miserables mintiendo que gritarle “no estás solo” a los narcotraficantes de su partido
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May 3
Tutto il mondo omaggia #AlexZanardi, morto a 59 anni. Ex pilota di #Formula1 e campione paralimpico, è stato un grande esempio di coraggio, resilienza e determinazione. I funerali saranno celebrati il #5maggio a #Padova. Un ritratto del campione e dell'uomo
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Alex Zanardi è morto il 1° maggio. Lo stesso giorno di Senna, trentadue anni dopo. Jung avrebbe parlato di sincronicità, quelle coincidenze che non spiegano nulla sul piano causale, eppure sembrano dire qualcosa. Come se due vite, in punti diversi del tempo, si chiudessero nello stesso istante perché legate da un filo che la ragione non vede ma l'anima riconosce. Senna e Zanardi, due uomini che del rapporto col limite avevano fatto la propria forma. Il destino li ha uniti su quella data. Zanardi non era un uomo senza cedimenti. Avrá avuto le sue notti, i suoi dubbi, i suoi momenti di buio, ma evidentemente aveva intuito che la volontà non è uno sforzo, è una direzione. Lo sforzo si esaurisce. La direzione no. Chi vive di sforzo cede prima o poi, perché lo sforzo è una guerra interna, e nessuno regge a lungo una guerra contro sé stesso. Chi invece ha trovato una direzione può anche cadere, piangere, dubitare, poi però si rialza e riprende il cammino, perché sa dove sta andando. È per questo che certi uomini, davanti a tragedie che ne piegherebbero dieci altri, riescono a non spezzarsi. Zanardi era uno di quelli. Un uomo che sapeva sempre rimettersi a fare la cosa successiva. Era altrove. Non in un altrove mistico, né consolatorio ma in quel punto esatto in cui un uomo smette di chiedersi "perché è successo a me" e semplicemente vive. È una soglia che pochissimi attraversano, varcarla è molto dura, costa molto, costa smettere di tenersi stretto il proprio dolore come fosse l'ultima cosa che ci appartiene. Zanardi quel dolore lo aveva lasciato andare, non una volta sola, ma ogni mattina. Ora che se ne è andato resta lui, la sua vita, a indicare quella direzione a chi avrà occhi per vederla. Onore a lui. RIP Weltanschauung Italia
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なんというポジティブシンキング。「事故を人生最大の機会に変えた」というアレックス・ザナルディ氏が語る前向きなリハビリへの姿勢と若者への励ましメッセージ。「不可能を可能にした男の哲学」という2016年にイタリアで放送されたものを翻訳してみた。
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Quando abbiamo scritto ad Alex Zanardi non sapevamo se ci avrebbe risposto. Era il 2018, stavamo chiudendo il mio libro “Abbiamo toccato le stelle” e il mio editor Alessandro Gelso mi ha chiesto: “Riccardo, ma cosa ne dici se mandiamo a Zanardi la sua storia su di lui per dirci cosa ne pensa? E gli chiediamo se ci scrive una frase per la fascetta di copertina”. Io mi sono un po’ angosciato. Avevo scritto la storia di Zanardi senza considerare che lui potesse mai leggerla direttamente. Ho temuto di aver sbagliato qualcosa, soprattutto nella parte che raccontava del suo terribile incidente automobilistico, di non aver usato le parole giuste, di essere magari stato inopportuno o inesatto o supponente su qualche punto. Inoltre poteva reagire male: chi era questo sconosciuto che si arrogava il diritto di narrare di lui in un libro per ragazzi quando già esistevano libri suoi in cui parlava di sé? Però ho accettato di mandargliela. “Sarà difficile che ci risponda, però proviamo” ha chiosato Alessandro. Nel giro di un paio di giorni il file Word è tornato indietro. Aprendolo c’erano tutti gli interventi di Zanardi segnati in rosso con le parti in cui proponeva una modifica. Con mia grande sorpresa non aveva toccato quasi nulla dell’incidente, invece era intervenuto su alcune parti tecniche automobilistiche ma soprattutto aveva specificato ancora meglio il ruolo che lui riteneva di aver avuto nel cambiare la percezione degli atleti con disabilità, nel permettere di guardarli come grandi atleti, prima di tutto. Sportivi non da compiangere, ma da ammirare e celebrare. Esseri umani che sono risorse per la società. Questo cambiamento, partito dallo sport, ha contribuito anche a intervenire sulla percezione generale delle persone disabili. E c’era anche una sua frase da mettere in fascetta. “Siate curiosi e appassionati. E siatelo oggi, perché la vita può essere bellissima ma anche imprevedibile”. Zanardi mi aveva donato la correzione del testo e la frase e quindi anche la visibilità che quella frase con il suo nome poteva portare, senza chiedere alcun compenso. Un lettore attento, che leggesse il libro tutto d'un fiato "sentirebbe" che quel racconto è leggermente diverso dagli altri, proprio perchè è come se fosse scritto a quattro mani. Per questo quando a scuola i ragazzi mi chiedono “Ma lei ha conosciuto qualcuno dei personaggi che racconta?” mi permetto di dire di aver sfiorato la conoscenza di Alex Zanardi e, in quel minuscolo contatto, di aver riconosciuto la persona che ammiravo in televisione, nelle imprese sportive e nelle interviste. In questi anni ho sognato, un giorno, di poter scrivere un seguito a quella mio storia che raccontasse un nuovo ritorno del campione. Non è andata così. Perché, davvero, come mi ha scritto lui, la vita può essere imprevedibile. Ciononostante porto con me questo ricordo prezioso e le parole che scelsi come titolo per la storia, quelle che lui disse per spiegare come era andato avanti dopo il suo terribile incidente. “Ho guardato la metà che è rimasta”. Nei momenti più difficili della mia vita sono state un faro luminoso. Ecco, io non sono credente, purtroppo penso che la vita sia tutta qui e ora. Però credo nell’esempio, l’unica cosa che forse possiamo davvero dare e lasciare di noi. Nel caso di Zanardi l’esempio è stato grande e resterà, oltre i confini angusti della vita e di questi nostri fragili corpi umani. #AlexZanardi
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😭スーパー、スーパー、スーパーアスリート、不屈のアレックス・ザナルディ氏(59歳)2026年5月1日夜、死去。F1やインディカーで活躍し、2001年のラウジッツリンクのレースで事故に遭い両足を失った。 大事故で両脚を失った後もパラリンピック・ハンドサイクルで4つの金メダルを獲得した「不可能を可能にした男」だった。 2020年6月に手動自転車での慈善リレー中にトラックと衝突し、重傷を負って以来、家族は容体を公表せず沈黙を守ってきた。 ボローニャで生まれ、F1、インディカー、パラリンピックと数々の困難を乗り越えてきた彼の死は、スポーツ界に大きな衝撃を与えた。 家族と彼が設立した障害者アスリート支援団体「Obiettivo 3」が訃報を発表した。世界中のモータースポーツ関係者やスポーツファンが哀悼の意を表している。
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Chip Ganassi Racing and the whole racing community has lost more than a legend — the world has lost one of its most extraordinary human beings. Alex Zanardi was the definition of resilience, courage, and grace. He was integral in shaping Chip Ganassi Racing into what it has become. From the highest levels of motorsport to his incredible achievements beyond it, he showed us all what it truly means to fight, to adapt, and to live with purpose. His strength inspired millions, but it was his humility, kindness, and unwavering positivity that made him unforgettable. He didn’t just overcome adversity — he redefined what was possible. Rest in peace, Alex. Your legacy will continue to push us forward, on and off the track.
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Murió un líder motivacional, un símbolo de superación; admirable, un eterno luchador, ALEX ZANARDI. Ex piloto de Fórmula 1, bicampeón de CART. Su vida dio un giro rotundo tras un accidente, en 2001, que le costó ambas piernas; se volvió medallista de oro en ciclismo paralímpico. En 2020 sufrió otro accidente muy grave, en una competencia en handbike, que le dejó secuelas importantes, del que nunca se recuperó y terminó costándole la vida. Descanse en paz uno de los más grandes ejemplos de resiliencia que nunca dejó de sonreír. QEPD
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RT @itsmeback_: ALEX ZANARDI È MORTO, ADDIO AL CAMPIONE DELL'IMPOSSIBILE. AVEVA 59 ANNI #AlexZanardi 🙏🏻🌹 È un giorno profondamente triste…
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May 2
The FIA is saddened to learn of the passing of Alex Zanardi, the former Formula 1 driver, two-time CART champion whose journey from life-changing accident to Paralympics gold medallist made him one of sport’s most admired competitors and an enduring symbol of courage and determination.
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Son 70.000 𝒈𝒂𝒓𝒈𝒂𝒏𝒕𝒂𝒔 gritando a pleno pulmón. Son 70.000 𝒄𝒐𝒓𝒂𝒛𝒐𝒏𝒆𝒔 rojiblancos con un sueño común. Esto es el Atlético de Madrid. Esto es el Metropolitano. #UCL #LaCasaDelFútbol @Atleti
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Esto ha sido una auténtica BARBARIDAD.
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El recibimiento del Metropolitano ha sido histórico. Absolutamente espectacular.

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Mi querido @Atleti ¿ves algo raro en la camiseta? Pues si no lo encuentras, te lo paso en la siguiente foto.
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Con cinta métrica y todo para demostrar que el estampado del vinil está cargado a la derecha. Un "pequeño" descuido de quien haya hecho el planchado que no centró la publicidad. 6.5 in del lado izq. 5 in del der. ¿Pueden cambiarme la camiseta? Gracias Aupa Atleti!
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Mis hijas me preguntaron anoche: "Papá, ¿por qué somos del @Atleti y no del Madrid?" Tienen ocho años. Les dije: "Porque el Atleti no te promete que vas a ganar" Mi padre me lo enseñó así. Sin discursos. Con silencio en el sofá cuando perdíamos y un abrazo cuando ganábamos que valía el doble precisamente porque no era lo normal. Ser del Atleti es aprender que el valor no está en el resultado. Está en seguir creyendo, en ponerte la camiseta cuando hace frío y encima vas perdiendo dos a cero. En creer aunque no tengas motivos racionales para creer. Eso no te lo da ningún equipo que gane siempre. Ahora mis dos hijas llevan la rojiblanca con la misma naturalidad con la que me la puso mi padre a mí. No porque se lo haya impuesto, sino porque lo han visto vivir. Han visto que a papá se le ilumina algo cuando marca el Atleti y han visto que papá sigue siendo papá cuando no marca. Eso es lo que quiero que aprendan. Que el orgullo no depende de ganar, que la lealtad no tiene condiciones, que algunas cosas se quieren así, con todo, sin garantías.
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