Era da tempo che Berlusconi non era più il comodo paravento dietro il quale nascondere la pochezza di una classe dirigente che si qualifica non tanto per le sue proposte quanto per la lotta alle proposte altrui.
Non ho mai amato Berlusconi e l'ho osteggiato aspramente. Credo che nel corso della sua vita politica abbia fatto molte scelte dettate da quel conflitto di interessi che, per anni, ha immobilizzato il nostro paese e che abbia incoraggiato uno stile deleterio nella condotta politica. Quello che possiamo dire, da quando era diventato l'ombra di sé stesso, è che non mi sembra che avesse represso personalità politiche così dirompenti e innovative. Molti mediocri si sono valorizzati per tramite della sua figura sia come fiancheggiatori che oppositori.
Ora che si è spento, per lui è per i suoi cari vale la pietà umana che si deve a tutti. Per quanto riguarda il giudizio sull'uomo pubblico, io lo sospendo e lo lascio alla storia. Troppi criminali abbiamo conosciuto in questi ultimi anni e il metro di giudizio è cambiato. Almeno, e questo è certo, non è mai stato un uomo tetro come quelli che oggi la cronaca ci impone. Di questo gli va reso merito.