Guardate queste due immagini e provate, per un attimo, a ripulire la mente dalla propaganda di alcuni mezzi di informazione. Da un lato, diecimila persone che sfilano a Roma stringendo in mano il tricolore, parlando di identità e remigrazione.
Nell' altra collettivi studenteschi e i professionisti dell'antifascismo militante che scaricano letame davanti a un ministero e danno fuoco a ruspe di cartone.
Se in queste ultime ore aprite i soliti giornaloni, se ascoltate i dotti dibattiti nei salotti buoni del progressismo nostrano, la realtà viene sistematicamente capovolta.
Per questa elite con la verità in tasca, i "buoni", i democratici, gli accoglienti sono paradossalmente quelli che mettono a ferro e fuoco le strade, quelli che usano le fiamme e l'insulto come argomentazione politica.
I "cattivi", i violenti da criminalizzare, diventano invece i cittadini che scendono in piazza pacificamente sventolando la bandiera del proprio Paese.
Questo racconto capovolto serve a coprire un dato di fatto, questo Paese si sta avviando verso una profonda e preoccupante spaccatura. È il sintomo evidente di un’incapacità politica cronica, di una classe dirigente che ha deciso di nascondere i problemi sotto il tappeto invece di governarli.
Ci ripetono che l'immigrazione incontrollata è un bene necessario per compensare la denatalità, ma la realtà è molto più cinica, serve a far affluire manodopera a basso costo, deprimendo i salari di tutti e condannando alla precarietà i lavoratori residenti.
Poi ci meravigliamo se non si fanno più figli. Oltre al dramma economico, vogliamo metterci dentro anche il problema della sicurezza? Chi ha il coraggio di mettere al mondo un bambino senza certezze sul domani?
La miopia è identica quando si parla di welfare e diritto alla casa. Intere famiglie aspettano per anni in fondo a graduatorie infinite, mentre una quota enorme degli alloggi popolari finisce regolarmente in mano straniera o viene sottratta dalla prepotenza degli occupanti abusivi.
Quando la politica ignora l'equità sociale per inseguire i propri dogmi, il tessuto sociale si sfascia.
Finché i salotti buoni continueranno a coccolare chi distrugge le piazze e a ignorare i problemi reali della gente comune, la faglia tra le due Italie diventerà sempre più insanabile.
E la colpa non sarà di chi scende in piazza con il tricolore, ma di chi ha finto di non vedere il disastro mentre lo stava creando.
L' italia agli Italiani!