Socialista, patriota, antieuropeista - Giornalista - Appassionato di politica economica - t.me/LoSquilloDiGilbertoTrom…

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Mentite sapendo di mentire. Ecco le 63 raccomandazioni a tagliare il sistema sanitario pubblico e a privatizzarlo che la UE ha inviato tra il 2011 e il 2018 agli Stati membri. [emmaclancy.com/2020/02/17/di…]
Replying to @italy_exit
La Commissione europea non ha mai chiesto all’Italia tagli alla spesa sanitaria che rimane un'area di competenza nazionale. Anzi ha più volte sottolineato come la spesa italiana fosse più bassa della media UE: ec.europa.eu/health/sites/he…
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Chissà perché certe persone parlano sempre di evasione fiscale e mai di elusione. Eppure, tanto per fare un esempio, l'evasione fiscale di lavoratori autonomi e piccole imprese imputabile all'uso del contate (il barista che non fa lo scontrino per il caffè e l'idraulico che ti fa pagare di meno senza fattura) vale appena il 4,1% dell'evasione totale (circa 8 miliardi) mentre le grandi imprese che eludono le tasse grazie ai paradisi fiscali di cui è piena la UE il 23,6% (circa 42 miliardi di euro).
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Gilberto Trombetta retweeted
Nathalie Tocci: "i biolaboratori in Ucraina? Bufala e disinformazione!" Il 2 maggio 2022 a L'aria che tira, su La7, di fronte alla domanda di Alberto Contri riguardo ai biolaboratori finanziati dagli USA in Ucraina, Nathali Tocci diceva che si trattava di "una bufala" e di "disinformazione". Cosa ha da dire ora che l'intelligence americana ha rilasciato i documenti che confermano la presenza di questi laboratori sul territorio ucraino?
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Io non sarò competente di finanza, ma so cos'è la bilancia commerciale, il conto delle partite correnti e la NIIP, e so leggere i dati. I dati dicono che l'Italia registra da anni un avanzo commerciale e delle partite correnti. La posizione patrimoniale netta sull'estero (NIIP) è positiva per circa 400 miliardi di euro. Il Giappone presenta valori ancora più elevati: un avanzo delle partite correnti superiore a 180 miliardi di euro l'anno e una NIIP positiva di circa 3.500 miliardi di euro, quasi nove volte quella italiana. Eppure la quota di debito pubblico detenuta da investitori esteri è in Giappone intorno all'11%, mentre in Italia è salita a circa il 35%. Questo dimostra una cosa molto semplice: è vero che un Paese con un saldo positivo verso l'estero tende ad accumulare attività finanziarie estere (azioni, obbligazioni, partecipazioni, titoli di Stato di altri Paesi, ecc.), ma da ciò non discende affatto che il suo debito pubblico debba essere detenuto in larga misura da investitori stranieri. Anzi, il caso del Giappone dimostra l'esatto contrario: si può essere un enorme creditore netto verso l'estero e finanziare il proprio debito quasi interamente con risparmio domestico.
Diciamo che chi scrive quelle cose evidentemente non è molto competente di finanza. Succede. E il punto è sempre lo stesso... chi esporta beni poi detiene attività finanziarie estere. Poi c'è il saldo target 2... quei 400 miliardi di miglioramento del saldo come lo valutiamo?
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Uno degli obiettivi di qualsiasi Governo dovrebbe essere quello di diminuire progressivamente la quota di debito pubblico detenuta dagli stranieri. Invece in 3 anni (febbraio 2023-febbraion2026) la quota di debito in mani estere è passata dal 26,2% al 35,4%. Proprio negli anni in cui sono aumentati i tassi di interesse. Vuol dire che l'austerità che sta facendo il Governo (unico tra i grandi Paesi UE) serve a ingrassare i grandi capitali esteri. Un Robin Hood al contrario.
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Un capolavoro, non c'è che dire...
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Da UE ed euro non si esce di nascosto in un fine settimana. E, soprattutto, non si può uscire con l'attuale classe politica. Ma cosa potrebbe fare intanto l'Italia per tutelare i suoi interessi? Ne ho parlato con Alessio Mannino di Ibex Edizioni. youtube.com/watch?v=btT5Zv5y…
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Gilberto Trombetta retweeted
Reminder that Greece went through Great Depression conditions to protect French and German banks.
Greece's bankruptcy lives on. In the midst of all the cacophony celebrating our splendid 'recovery', 60% of households cannot make ends meet. The never-ending legacy of the EU's savaging of our people...
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Il Governo di centrodestra si vanta di fare le stesse politiche deflazionistiche del centrosinistra comprimendo la domanda interna. Siamo i soli a rispettare gli autolesionisti vincoli europei tra i grandi Paesi della UE.
Secondo i calcoli della Commissione europea, l’Italia è l’unica Nazione dell’Eurozona a rispettare i limiti di spesa previsti dal nuovo Patto di Stabilità. Mentre Francia e Germania risultano fuori dai parametri, l’Italia guidata da Giorgia Meloni dimostra serietà, responsabilità e capacità di tenere in ordine i conti pubblici. La sinistra pronosticava il baratro. I fatti raccontano un’altra storia: con questo Governo non siamo più fanalino di coda, ma una Nazione credibile, solida e finalmente capace di farsi guardare con rispetto in Europa.
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L'Italia si trova al centro del Mediterraneo, un crocevia più unico che raro che unisce il Nord del mondo col Sud e l'Est con l'Ovest. Il Mediterraneo rappresenta il 20% del traffico marittimo mondiale ed è attraversato dal 27% delle linee di transito container (circa 2 miliardi di tonnellate di merci ogni anno). L'Italia dovrebbe puntare a essere protagonista nel Mediterraneo sviluppando le infrastrutture che collegano il Sud col Nord del Paese (alta velocità e autostrade) e creando distretti portuali nel Sud Italia (che porterebbero a una crescita paragonabile a quella del miracolo economico italiano). Invece per sudditanza e mancanza di visione, stiamo lasciando questo ruolo alla Turchia. Una scelta che pagheremo cara.
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Il progressivo sottosviluppo dell'Italia spiegato facile.
Confcommercio è più ottimista: stima il Pil italiano nel 2026 a 0,9%: i consumi tengono, il turismo spinge dlvr.it/TSwtm0
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Gilberto Trombetta retweeted
Nulla da aggiungere.
LEZIONE FRONTALE E FASCISMO IMMAGINARIO di Gabriele Busti Me la immagino la gente normale davanti a questo cartello, fissa a chiedersi cosa sarà, in che cosa consisterà 'sta fantomatica lezione frontale: "come può un professionista scegliere un'azione a così alto gradiente di pericolosità sociale? Quale astruso vantaggio disciplinare potrebbe mai compensare il rischio di trasformare un alunno in un potenziale assassino?" Care persone normali, innanzitutto permettetemi di esternare la mia invidia per il fatto che vi guadagnate il pane in un ambito professionale sicuramente meno offeso del mio dalle idiozie di una pletora di mentecatti, ma passiamo repente al quid della questione: mettiamo che vogliate imparare a suonare la chitarra. Tendenzialmente andrete da un tizio che è un insegnante certificato, a meno che non vogliate andare a risparmio o non abbiate buone referenze per altre opzioni. Il tizio in questione - vi metterà davanti a un pentagramma, vi traccerà le sette note, vi dirà il significato degli altri segni che vi compaiono - vi metterà in mano una chitarra stando attentissimo a che la impugnate in modo corretto - vi farà vedere lui, sulla sua chitarra, la corretta esecuzione dei primi semplici movimenti - vi farà sentire quanto suona bene - vi correggerà quando sbagliate - vi guiderà e vi accompagnerà nell'esecuzione dei primi accordi - vi darà degli esercizi teorici e pratici da fare a casa - controllerà che abbiate memorizzato le nozioni della lezione precedente, monitorando le vostre difficoltà, correggendo gli errori, e via dicendo. E voi, a patto che non siate proprio negati o non abbiate le giuste motivazioni, progredirete. A meno che non vogliate fermarvi alla canzone del sole, sappiate che per suonare bene la chitarra ci vogliono concentrazione, impegno e disciplina. Tutto questo giro di chiacchiere, cari amici normali, è la lezione frontale. Si chiama così perché colui (o colei) che deve insegnare qualcosa si mette, 94 volte su cento, di fronte a chi è lì per imparare. Può essere sia individuale che di gruppo e funziona benissimo anche con discipline a base teorica come la matematica, la fisica, la biologia, il diritto o la letteratura italiana. Ogni disciplina ha sviluppato i suoi principi e i suoi percorsi, in questo modo tramandiamo le conoscenze da circa settemila anni. Grazie alla lezione frontale abbiamo raggiunto grandi risultati. Ora veniamo alla situazione odierna. 1. Siamo prigionieri di una pletora di pazzi 2. Questi pazzi sono ammanicatissimi e foraggiatissimi da grandi interessi privati 3. Tali poteri privati sono ben determinati a far sì che la gente non capisca letteralmente più un cazzo e non sappia fare più una sega. Consumatori compulsivi, operatori generici, precari e intercambiabili nella corsa a ribasso del mercato del lavoro. Dato questo quadro, noialtri sfigati che insegniamo per mestiere siamo bombardati da più di vent'anni da un fuoco di fila istituzionale, accademico, mediatico, editoriale, culturale atto a sbatterci davanti l'idea che la lezione frontale è un dispositivo fascista, trasmissivo, passivizzante, che non mette l'alunno al centro del processo educativo [cfr. "tutto ruota intorno a te"]. L'alunno deve imparare da sé perché si sa, la società corrompe (primitivismo roussouano artatamente adulterato), il nuovo insegnante deve essere un "facilitatore dell'apprendimento": esistono tecniche ingegneristico-pedagogiche dai roboanti nomi inglesi atte a trascendere il fascismo in una lezione paritaria, partecipata, attiva, divertente, stimolante, e così il pargolo non ti si annoia né ti si affatica. Sarà un consumatore felice e soddisfatto. Per un miliardo di ragioni che non sto qui a dire, oggi siamo davanti al fatto che molti pargoli hanno poca pazienza, faticano a mantenere la concentrazione per più di un quarto d'ora e in qualche caso hanno seri problemi anche con l'impegno, la disciplina, l'educazione. D'altronde, a noialtri ci vedono come dei falliti, e vagli a dar torto. Va da sé che chiunque volesse continuare a insegnare ancora qualcosa, ovvero chiunque volesse provare a fornire gli strumenti cognitivi e critici in grado di liberare le persone dalle gabbie del presente (anche solo suonando una chitarra), ecco costui diventa, di fatto, fascista. E siccome il fascismo evidentemente non bastava, da oggi, stante le dichiarazioni di questo ammanicatissimo imbecille, sappiamo di essere diventati potenziali forgiatori di aggressori e di violenti.
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L'aumento dei prezzi, soprattutto di quelli energetici, è una manna dal cielo per le casse dello Stato che così aumenta le entrate (che sono le nostre uscite). Uno Stato senza una propria banca centrale che finanzia la spesa pubblica è costretto a finanziarsi con la fiscalità, assurgendo di fatto al ruolo di strozzino. Non è un caso che la pressione fiscale in Italia è esplosa dopo il divorzio BdI/Tesoro passando dal 31% del 1980 all'attuale 43%.
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A prescindere dai Governi in carica (centrosinistra, centrodestra, tecnici), l'Italia continua a perseguire un'autolesionista politica basata sulla compressione della domanda interna (austerità deflazione salariale) per favorire le esportazioni. Si distruggono due componenti fondamentali del PIL e della crescita (spesa pubblica e consumi) per favorirne una (esportazioni). Fenomeni!
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"Italia unica tra i grandi Paesi a rispettare i limiti alle uscite sia quest’anno sia nel 2027". È uno dei principali motivi per cui l'Italia è uno dei Paesi col più basso tasso di crescita di UE ed Eurozona (che a loro volta sono le zone col più basso tasso di crescita al mondo). Tanto per fare un esempio, mentre tra il 1992 e il 2025 l'Italia ha tolto dalla propria economia (cioè a famiglie e imprese) 830 miliardi di euro a suon di avanzi primari (austerità), la Francia ne ha immessi 1.500 miliardi, la Spagna 670 miliardi. Spagna che è anche percettrice netta del bilancio europeo (180 miliardi di contributi netti ricevuti, 480 miliardi lordi), al contrario dell'Italia che è contribuente netta (200 miliardi di contributi netti versati, 500 miliardi lordi).
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LEZIONE FRONTALE E FASCISMO IMMAGINARIO di Gabriele Busti Me la immagino la gente normale davanti a questo cartello, fissa a chiedersi cosa sarà, in che cosa consisterà 'sta fantomatica lezione frontale: "come può un professionista scegliere un'azione a così alto gradiente di pericolosità sociale? Quale astruso vantaggio disciplinare potrebbe mai compensare il rischio di trasformare un alunno in un potenziale assassino?" Care persone normali, innanzitutto permettetemi di esternare la mia invidia per il fatto che vi guadagnate il pane in un ambito professionale sicuramente meno offeso del mio dalle idiozie di una pletora di mentecatti, ma passiamo repente al quid della questione: mettiamo che vogliate imparare a suonare la chitarra. Tendenzialmente andrete da un tizio che è un insegnante certificato, a meno che non vogliate andare a risparmio o non abbiate buone referenze per altre opzioni. Il tizio in questione - vi metterà davanti a un pentagramma, vi traccerà le sette note, vi dirà il significato degli altri segni che vi compaiono - vi metterà in mano una chitarra stando attentissimo a che la impugnate in modo corretto - vi farà vedere lui, sulla sua chitarra, la corretta esecuzione dei primi semplici movimenti - vi farà sentire quanto suona bene - vi correggerà quando sbagliate - vi guiderà e vi accompagnerà nell'esecuzione dei primi accordi - vi darà degli esercizi teorici e pratici da fare a casa - controllerà che abbiate memorizzato le nozioni della lezione precedente, monitorando le vostre difficoltà, correggendo gli errori, e via dicendo. E voi, a patto che non siate proprio negati o non abbiate le giuste motivazioni, progredirete. A meno che non vogliate fermarvi alla canzone del sole, sappiate che per suonare bene la chitarra ci vogliono concentrazione, impegno e disciplina. Tutto questo giro di chiacchiere, cari amici normali, è la lezione frontale. Si chiama così perché colui (o colei) che deve insegnare qualcosa si mette, 94 volte su cento, di fronte a chi è lì per imparare. Può essere sia individuale che di gruppo e funziona benissimo anche con discipline a base teorica come la matematica, la fisica, la biologia, il diritto o la letteratura italiana. Ogni disciplina ha sviluppato i suoi principi e i suoi percorsi, in questo modo tramandiamo le conoscenze da circa settemila anni. Grazie alla lezione frontale abbiamo raggiunto grandi risultati. Ora veniamo alla situazione odierna. 1. Siamo prigionieri di una pletora di pazzi 2. Questi pazzi sono ammanicatissimi e foraggiatissimi da grandi interessi privati 3. Tali poteri privati sono ben determinati a far sì che la gente non capisca letteralmente più un cazzo e non sappia fare più una sega. Consumatori compulsivi, operatori generici, precari e intercambiabili nella corsa a ribasso del mercato del lavoro. Dato questo quadro, noialtri sfigati che insegniamo per mestiere siamo bombardati da più di vent'anni da un fuoco di fila istituzionale, accademico, mediatico, editoriale, culturale atto a sbatterci davanti l'idea che la lezione frontale è un dispositivo fascista, trasmissivo, passivizzante, che non mette l'alunno al centro del processo educativo [cfr. "tutto ruota intorno a te"]. L'alunno deve imparare da sé perché si sa, la società corrompe (primitivismo roussouano artatamente adulterato), il nuovo insegnante deve essere un "facilitatore dell'apprendimento": esistono tecniche ingegneristico-pedagogiche dai roboanti nomi inglesi atte a trascendere il fascismo in una lezione paritaria, partecipata, attiva, divertente, stimolante, e così il pargolo non ti si annoia né ti si affatica. Sarà un consumatore felice e soddisfatto. Per un miliardo di ragioni che non sto qui a dire, oggi siamo davanti al fatto che molti pargoli hanno poca pazienza, faticano a mantenere la concentrazione per più di un quarto d'ora e in qualche caso hanno seri problemi anche con l'impegno, la disciplina, l'educazione. D'altronde, a noialtri ci vedono come dei falliti, e vagli a dar torto. Va da sé che chiunque volesse continuare a insegnare ancora qualcosa, ovvero chiunque volesse provare a fornire gli strumenti cognitivi e critici in grado di liberare le persone dalle gabbie del presente (anche solo suonando una chitarra), ecco costui diventa, di fatto, fascista. E siccome il fascismo evidentemente non bastava, da oggi, stante le dichiarazioni di questo ammanicatissimo imbecille, sappiamo di essere diventati potenziali forgiatori di aggressori e di violenti.
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Mentre gli scenari per i Paesi europei non sono dei più rosei (per responsabilità proprie), sono iniziati i riposizionamenti (di facciata) dei partiti italiani in vista delle elezioni nazionali. Ne ho parlato con @Pinokabras su @vasodipandora20. youtu.be/2inMURpF7a0?is=Yckb…
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Lo 0,3% del PIL (circa 6 miliardi di euro) l'anno per 3 anni (2026/28). Vincolati alla transizione energetica (che è quella che ha contribuito largamente all'aumento dei prezzi energetici e all'aumento della deindustrializzazione insieme alle sanzioni alla Russia). Solo nel 2025 la spesa energetica (gas elettricità) delle famiglie italiane è stata di circa 54 miliardi di euro. Il doppio del 2019. Il 9,1% delle famiglie italiane (2,4 milioni) vive in condizioni di povertà energetica, il dato più alto della serie storica che inizia nel 1997. La UE però ci concede uno scostamento dello 0,3% del PIL che nella migliore delle ipotesi non inciderà sulla crisi energetica e nella peggiore la aggraverà.
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Gilberto Trombetta retweeted
62% of Italians struggle to make it to the end of the month, 45% to pay rent, 29% to cover utility bills, 28% to pay the mortgage, and 25% to cover medical expenses. 60% of Italians are forced to postpone necessary expenses due to financial difficulties. 34% have to forgo routine medical check-ups (up from 27% the previous year). The richest 10% of Italian households hold 59.9% of the nation's wealth, while the poorest half hold just 7.4%. This is not a passing crisis, nor—least of all—a random one. It is a structural crisis caused by deliberate political choices aimed at transferring income and wealth into the hands of a few at the expense of the majority of the population: privatizations, liberalizations, regressive labor market reforms, austerity. Choices caused or exacerbated by the European Union and the euro, which are based on the free movement of goods, capital, and labor.
Il 62% degli italiani fa fatica ad arrivare e fine mese, il 45% a pagare l'affitto, il 29% le bollette, il 28% il mutuo e il 25% le spese mediche. Il 60% degli italiani è costretto a rimandare spese necessarie a causa delle difficoltà economiche. Il 34% deve rinunciare ai controlli medici periodici (erano il 27% l'anno precedente). Il 10% più ricco delle famiglie italiane detiene il 59,9% della ricchezza nazionale, mentre la metà più povera appena il 7,4%. Non si tratta di una crisi passeggera né, tantomeno, casuale. È una crisi strutturale causata da precise scelte politiche volte a trasferire reddito e ricchezza in poche mani a scapito della maggioranza della popolazione: privatizzazioni, liberalizzazioni, riforme regressive del mercato del lavoro, austerità. Scelte causate o esacerbate da Unione Europea ed euro che si fondano sulla libera circolazione di merci, capitali e lavoro.
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Siamo passati della propaganda della Germania locomotiva d'Europa a quella del miracolo economico spagnolo. Ma è davvero così? Cosa c'è dietro la crescita spagnola? Ne ho parlato nel programma "venti alle 20" condotto da Enrica Perucchietti. youtu.be/nH_fJ7GF_IM?is=zz9v…
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